Avete rotto la “pazienza”

(Giuseppe Di Maio) – Finché non verrà messa fuorilegge la menzogna, qualsiasi normativa, legge o riforma non servirà a niente. Questa sera Felice Besostri, famoso per i ricorsi all’alta Corte contro il Porcellum e l’Italicum, sosterrà le ragioni del No. Sono curioso di sapere quale saranno le sue ragioni. Io parteciperò alla tenzone che il famoso avvocato terrà a Vicenza contro l’ex senatore Cappelletti, candidato del M5S alla regione Veneto, naturalmente a favore del Sì.

Le ragioni più frequenti degli oppositori alla riforma, sono la diminuzione della rappresentatività democratica, raffigurata dal rapporto parlamentare/numero di elettori; poi le ragioni tecniche, che riguarderebbero la difficoltà di funzionamento di tutti gli istituti parlamentari a fronte della ridotta delegazione. La prima ragione è chiaramente un falsa, la seconda è solo un enunciato allarmante di cui si può dimostrare l’infondatezza con i disegnini. Ciò che capiterà, invece, sarà che i partiti dimagriranno, che ridurranno i loro carrozzoni, che i parlamentari s’interesseranno del lavoro in aula e meno della propaganda, finiranno i trolley in arrivo alla Camera e al Senato il martedì mattina e in partenza il giovedì sera, avranno termine le adunanze dei “peones”, le candidature riempitive dei Razzi e degli Scilipoti, e quelle fuorisede delle Maria Elena Boschi.

E poi ci sono quegli altri. Quelli che non contestano il merito della riforma, ma sono certi che essa non risolverà niente, poiché ci vuole ben altro. I “benaltristi” sono feroci rivoluzionari e vorrebbero ridurre gli stipendi dei parlamentari, per dirne una. Sono stati proprio i benaltristi a scrivere i programmi del 2018 del centrodestra, dove al punto 9 avevano previsto la “riduzione del numero di parlamentari” e udite udite, “introduzione del vincolo di mandato”. E sono stati i benaltristi di centrosinistra a scrivere gli otto punti di Bersani in ‘Italia bene comune’ del 2013, dove al punto 3 dichiaravano “norme costituzionali per il dimezzamento dei Parlamentari” e, sentite ancora, “revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci”.

E cosa possiamo rispondere a tanta voglia di cambiamento? Che siamo d’accordo. Che per adesso diminuiamo il numero dei parlamentari, ma domani ne ridurremo lo stipendio, introdurremo il vincolo di mandato, dunque il recall, e aboliremo il gruppo misto. E anche quel retaggio di istituto monarchico rappresentato dai senatori a vita. Ma già qualcuno mette in dubbio che il valore dei parlamentari possa essere assicurato diminuendone il numero. Già a qualcuno è venuto in mente di fare a loro un esame selettivo. Ma no, amici! A noi piace strafare. Noi l’esame lo vogliamo fare al popolo elettore. Vogliamo bocciare un terzo dell’elettorato con domande semplici, e dare una leggera virata aristocratica a questo organo scadente che è il popolo italiano.

3 replies

  1. La gente dovrebbe sapere,dato il momento cosi’ drammatico di bisogno di risorse, quanto ci costa in euro questo inutile referendum.Dovrebbe sapere a chi va imputato tale sperpero di soldi PUBBLICI. Questo sarebbe gia’ un buon motivo ,visto la loro sensibilita’ nella gestione della cosa pubblica per NON VOTARLI, e,mandarli seriamente una volta tanto a lavorare come tutti,smettendola di essere solo dei PARASSITI.

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