Fàmolo strano

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Posto che, secondo Flaiano, in Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco, resta da capire che forma abbia il cervello di Prodi. Che ne abbia in abbondanza lo si desume, tra l’altro, dalle dimensioni della testa che lo contiene. Ma ciò che affascina, alla luce dei motivi da lui addotti per votare No al taglio dei parlamentari, è la conformazione. Il quesito referendario è semplicissimo, così come la riforma in ballo: siete favorevoli alla legge costituzionale votata quattro volte dalle due Camere con maggioranza oceaniche che riduce i deputati da 645 a 400 e i senatori da 315 a 200? Chi vota Sì ritiene che i parlamentari siano troppi e chi vota No che siano troppo pochi o perfetti. I partiti, i giornali e il mondo giuridico sono affollatissimi di voltagabbana in malafede che predicavano il taglio fino all’istante in cui non l’hanno ottenuto i 5Stelle: poi son diventati contrarissimi, regalando agli odiati “grillini” l’esclusiva della probabile vittoria del Sì e un’ottima copertura per la sicura sconfitta alle Regionali. Ma Prodi è di un’altra categoria, ancor più bizzarra e indecifrabile: quella dei coerenti nell’incoerenza. Spiega infatti sul Messaggero: “Pur riconoscendo che, dal punto di vista funzionale, il numero dei parlamentari sia eccessivo, penso che sarebbe più utile al Paese un voto negativo, per evitare che si pensi che la diminuzione del numero dei parlamentari costituisca una riforma così importante per cui non ne debbano seguire altre ben più decisive”. Cioè: gli eletti sono troppi, ma lui vota No perché se vince il Sì, che condivide, qualcuno penserà (chi? perché? maddeché?) che questa riforma meno importante sia così importante da impedirne altre più importanti.

Lo sragionamento ricorda il “famolo strano” di Verdone e fa il paio con quello che nel 2016 portò Prodi a dire Sì alla schiforma Renzi anche se non la condivideva: “Le riforme proposte non hanno la profondità e la chiarezza necessarie, tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull’esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio Sì, nella speranza che giovi al rafforzamento delle regole democratiche soprattutto attraverso la riforma elettorale” (non oggetto del referendum). La riforma era una “modesta” ciofeca, ma bisognava accontentarsi: “Meglio succhiare un osso che un bastone”. Quindi: quattro anni fa Prodi votò Sì a una legge che non gli piaceva perché ne avrebbe innescate altre che gli sarebbero piaciute; oggi vota No a una legge che gli piace perché ne impedirebbe altre che gli piacerebbero. Fila, no? Sì, se si esclude un cervello a linea retta. Restano l’ondulata, la spezzata e l’intrecciata. Ma, in attesa di una bella Tac, propenderei per la spirale. O la serpentina.

26 replies

  1. Il menù del giorno prevede mortadella bollita con supercazzola in salsa bolognese. Ormai anche i dinosauri sentono il fischio dell’asteroide con la forma dell’urna che si sta per abbattere sull’Italia. Una buona parte di loro si estinguera’.

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    • I parlamentari tagliati saranno 360, ma se aggiungiamo anche “l’indotto” (segretari/e, portaborse, faccendieri vari, nella maggior parte dei casi tutti parenti dei parlamentari come la Comi che come assistente si era portata la mamma all’europarlamento di Bruxelles) ci potremo liberare ALMENO di un migliaio di parassiti.
      E scusate se è poco!

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  2. mi chiedo, ma ogni volta bisogna chiedere il parere di questi dinosauri?
    I quali dicono il tutto e il suo contrario?
    da qui e fino al venerdì prima delle votazioni, ci dovreno sorbire questo fuoco di sbarramento che ci propinano sti pseudo-giornalisti propagandisti, andranno a chiede anche alla zia della nipote della vicina di casa del personaggio di turno. Lo faranno a tradimento perchè non li potrai evitare, ieri sentivo le notizie del traffico alla radio e sbam! hanno infilato una frase del Cazzaro Rosa, che palle!!

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    • @adriano58
      Beh, pensa al risvolto positivo della questione.
      Il 21 Settembre, quando sarà chiaro che questi venditori di fumo (tossico) saranno stati sepolti da una
      valanga di SI, a loro non rimarrà che abbozzare e leccarsi le ferite.
      E più travolgente sarà la valanga, più profonde saranno le ferite, tanto che è lecito sperare che questi
      farisei senza onore e senza vergogna finalmente ne muoiano… politicamente parlando, s’intende!

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  3. “se si esclude un cervello a linea retta. Restano l’ondulata, la spezzata e l’intrecciata. Ma, in attesa di una bella Tac, propenderei per la spirale. O la serpentina.” …. o magari la loggia?

    Comunque bene così: nel loro scollamento dalla realtà sperano di influenzare l’elettorato a votare no, senza rendersi conto che il sì stravincerà, e otterranno solo di legarsi alla sconfitta.
    Del resto proprio a sostenere il sì non riescono, nemmeno per convenienza, è più forte di loro, al cuor non si comanda.

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  4. Prodi sta sbavando per diventare Presidente della Repubblica. A tal fine non solo riabilita Berlusconi che, a beneficio di chi lo avesse dimenticato, fece cadere il governo Prodi con l’acquisto di Senatori, ma sarebbe disposto ad avallare qualunque nefandezza.

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    • Bravo! Mi hai tolto il commento dalle dita che digitano sullo smartphone! Unica pecca: hai scritto senatori con la S maiuscola. Francamente non penso meritino un tale rispetto.

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  5. ma non gli é bastato il male che ha fato alla nazione, svendendo i beni pubblici ai prenditori…?
    possibile che l’erba cattiva non muore mai…???

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  6. Questo referendum è ottimo per stanare il sorcio!
    Ed è divertente vedere le maleodoranti pantegane politiche avvicinarsi goffamente alle “ragioni” (si fa per dire) del NO al referendum convinte che sia il loro adorato formaggio.
    È divertente e utile, perché le loro ragioni a favore del NO appaiono incredibilmente irraggionevoli, se non incomprensibili.
    Da Prodi non me lo sarei aspettato, l’ho sempre considerato una persona per bene ed onestà, nonostante gli errori. Forse è vero che ambisce ad essere nominato PdR come sostiene Amigdala.
    Comunque più che ai soldi risparmiati io penserei alla maggiore qualità dei parlamentari, più si restringe la rosa, più la rosa scelta è di qualità. 600 parlamentari non mi paiono pochi per legiferare.
    Certo, la legge elettorale è fondamentale, a me piace tantissimo il doppio turno (un po’ come avviene per i sindaci) perche ti permettere di scegliere il “migliore” al primo turno ed il “meno peggiore” al secondo.
    In più costringe i partiti a delle coalizioni, evitando una eccessiva frammentazione.
    E della rappresentatività che offre il proporzionale con le preferenze? Siccome sono di buon umore mi limiterò a scrivere educatamente “sti gran cazzi”.

    Se si tratta di risparmiare soldi pubblici si dovrebbero tagliare gli sperperi nel PUBBLICO. Attenzione, non i servizi ma gli sperperi. Il pubblico fa acqua da tutte le parti, il lavoro che può fare comodamente una persona in un contesto ben organizzato, nel pubblico italiano la fanno in cinque e pure male! Pessimi servizi per i cittadini, pessimo ambiente di lavoro per i dipendenti, una montagna di soldi buttati.
    Salvare il baraccone Alitalia è stata un’altra cazzata, perfettamente in linea con la vecchia politica.
    E a quanto pare di baracconi pubblici e parapubblici questo governo non è affatto stanco.
    Non ce l’ho coi dipendenti pubblici tout court, a molti di loro non manca certo il senso del dovere e subiscono quella disorganizzazione forse anche più di quanto la subiscano i cittadini utenti.
    Penso semplicemente che non divremmo difenderci solo dalle grandi pantegane politico imprenditoriali ma anche da una miriade di piccoli sorci che singolarmente rosicchiano poco ma nel loro insieme fanno più danni delle cavallette.
    Se le tasse non riescono ad abbassare non è solo per l’evasione fiscale ma anche perché gran parte dei soldi pubblici vengono buttati nel cesso!
    Quindi che ben venga la riduzione dei parlamentari ma vorrei vedere anche qualche altra bella sforbiciata.

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  7. Pensare che Prodi era un altro di quelli che, a detta loro, dovevano ritirarsi dalla politica. Evidentemente bisogna diffidare di chi dice che si ritirerà a vita privata, perché sarà il primo a non farlo.
    Questo tizio smania da anni ormai per diventare Presidente della Repubblica. E’ stato zappato allo scorso turno (dal suo PD!), ma niente, da buon testone ci riprova e ci elargisce quotidianamente le sue perle di saggezza. Altro che fare il nonno.
    Ma in fin dei conti si può capirlo (non apprezzarlo): chi, sentendosi a un passo dalla poltrona più ambita d’Italia, si tirerebbe indietro?
    Chi è più da criticare sono i giornalastri mainstream, che – siccome lo vedrebbero bene al Colle – continuano a dargli spazio: in questo anno, quante interviste e paginoni gli hanno dedicato? E a che titolo? Chi cacchio è ormai questo rieccolo ultraottantenne? Non ha più cariche, non è leader di un partito, non è più nessuno. Almeno B. è rimasto nella mischia e, come la Mummia, si rifiuta di defungere, ma questo qui ormai è fuori dai giochi da anni. Perché ce lo dobbiamo ancora sorbire?
    Ma niente, il mainstream ha i suoi miti, e sono intramontabili: come Renzi, che viene intervistato come se fosse ancora Presidente del Consiglio, Prodi viene esaltato per la sua saggezza e trattato come se fosse già Presidente della Repubblica. Che si spera non diventi mai, con buona pace di Corriere, Repubblica, Stampa e Messaggero. E anche con la collaborazione dei 5S, che se nel 2022 si lasceranno convincere dal PD a votarlo in cambio di qualcosa saranno veramente dei cazzari.

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  8. Fàmolo strano. Ma anche in maniera costosa.
    Mi sembra che nessuno parli di un “numero” importante:
    quanto e’ costato in soldoni questo referendum dall’esito scontato?
    Era davvero necessario spendere una vagonata di milioni (quanti??? Chi ha dati corretti?).
    Ho letto cifre S-P-A-V-E-N-T-O-S-E mentre siamo con le pezze al culo e mendichiamo l’intervento dell’Europa per saltare a gambe all’aria?
    Proporrei di imputare (perlomeno teoricamente) questo costo a quei geni di parlamentari che non avevano e non hanno nessuna intenzione di mollare quelle poltrone…
    E son disposti a tutto.. anche a sperperare milioni su milioni di Euro (cioe’ CENTINAIA di miliardi delle vecchie lire) per sporco interesse personale…
    Se ne vadano al diavolo!

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  9. Prodi chi? Quello della seduta spiritica durante il sequestro Moro? Mi stupisco che nei vari commenti nessuno lo ricordi. E ancora lo fanno parlare, in un paese serio lo avrebbero preso a calci nel ….. Altro che aspirare alla presidenza della repubblica

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  10. L’integrità politica del mortadella non è mai esistita… Un faccia du bronzo vergognoso che non si costituí parte civile nel processo contro la compravendita di senatori che fece saltare il suo stesso governo: “Non mi costituirò parte civile. Non è Prodi che è stato offeso, ma è molto di più. È il Paese che è stato offeso: è il governo, è il Senato, sono i partiti italiani, è la democrazia italiana”. Questa è la logica balenga che guida il suo colluso sragionare politico.

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  11. “Basta guardare alcuni dati per scoprire come gran parte degli eletti passi il tempo altrove più che in Parlamento, come hanno notato anche Tito Boeri e Roberto Perotti su Repubblica: “Nella passata legislatura il 40% dei deputati e il 30% dei senatori ha disertato più di un terzo delle votazioni; l’attività legislativa si è concentrata su poco più del 10% dei parlamentari che hanno sommato tra loro più di un incarico, mentre due terzi non hanno ricoperto alcun ruolo”.”

    Assenteisti e fannulloni: un terzo dei parlamentari è a tempo perso

    Putroppo sarebbe bello epurare poltronisti, assenteisti, voltagabbana, avvocati privati, escort, venduti, rinnegati, traditori, servi della Troika e delinquenti vari ma ci è concesso solo di poter tagliare una tantum e chi c’è c’è.

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  12. Dispiace che Travaglio la prenda in barzelletta: perché la logica di Prodi, nella sua disarmante crudezza, è ferrea.
    Come nel commento di due giorni fa, se passa il taglio dei parlamentari lorsignori dovrebbero rinunciare una buona volta allo stucchevole refrain che va avanti da 20 anni sulle “riforme istituzionali per ridurre i costi della politica” e rendere “più efficiente il sistema Paese”.
    Non dimentichiamo mai che Prodi è stato presidente della Commissione Europea, ovvero il commissario liquidatore, per conto di Berlino e Parigi, di quel barlume di sovranità nazionale che ancora ci è rimasta.
    A volerlo Presidente della Repubblica è proprio l’eurocrazia; anche se in quella posizione, a Berlino vedrebbero molto bene, ma è un sogno nel cassetto, pure Mario Monti o la stessa Elsa Fornero (già me lo vedo lo slogan “una donna presidente!”): si dà il caso che siano impresentabili agli occhi degli italiani e allora Prodi ma anche Veltroni, Enrico Letta, Anna Finocchiaro, Francesco Rutelli, comunque andrebbero di lusso.
    Ridicolizzare in questo frangente Prodi vuol dire non aver intuito la pericolosità delle sue affermazioni, che pure esplicita senza tanti giri di parole: l’obiettivo suo e di molti voltagabbana come lui è appaltare a Bruxelles (cioè a Berlino) i poteri attualmente incardinati a Roma, per una democrazia più “smart” (avete capito in che senso!), più “Europe friendly”, in barba al popolo sovrano.
    Ma per arrivare a tanto, non ci si piò fermare alla prima fermata: quella della riduzione dei costi della politica. Da sempre un falso problema, ma un formidabile specchietto per le allodole…

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