Uno dei pochi spazi di aggregazione soprattutto per i giovani

” Con grande preoccupazione e forte mobilitazione, residenti, associazioni e realtà sociali dell’Arenella esprimono il loro netto rifiuto alla possibilità, così come annunciata oggi in un articolo apparso sul “Corriere del Mezzogiorno”, che possa chiudere la Casa della Socialità, posta nel quartiere Arenella, in via Verrotti, 5 “. A intervenire sulla vicenda è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione del Vomero, che in passato si è battuto affinché questa struttura, dopo essere stata riqualificata, venisse destinata a iniziative sociali, soprattutto a favore dei giovani, rimasti “orfani” da ben sette anni dell’unica biblioteca comunale presente sulla collina vomerese, la biblioteca “Benedetto Croce”, ubicata nel cantinato della scuola Vanvitelli, chiusa prima della pandemia dal momento che i locali furono ritenuti inidonei, e a tutt’oggi non ancora trasferita nei locali del polifunzionale di via Morghen, dove non sono ancora neppure i lavori di recente finanziati dall’amministrazione comunale.
” Un luogo nato dal basso – sottolinea Capodanno -. La Casa della Socialità ha una storia di rigenerazione urbana e impegno civico: negli anni 2000 lo stabile in via Verrotti era una sottostazione elettrica in stato di abbandono, soggetta a degrado e inciviltà. Grazie all’iniziativa di un gruppo di volontari, associazioni locali e al successivo supporto istituzionale, ottenuto dopo una lunga campagna civica, l’edificio fu riqualificato e trasformato in uno spazio aperto alla comunità. Dopo alcuni anni finalmente divenne un presidio di socialità, frutto della cooperazione tra cittadini, terzo settore e istituzioni, rappresentando un esempio concreto di come la cura del territorio possa generare opportunità e contrastare l’emarginazione “.
” La Casa della Socialità – puntualizza Capodanno – da quando agli inizi del 2024 è stata aperta, affidandone la gestione all’associazione “La Casa di Matteo” è diventata un punto di riferimento fondamentale per il quartiere: nata come spazio di aggregazione e solidarietà, ha ospitato, tra gli altri, attività di doposcuola per bambini e ragazzi, corsi per adulti, servizi di ascolto e orientamento, laboratori creativi, iniziative culturali e momenti di inclusione per persone anziane e fragili. La struttura ha così contribuito in modo concreto a contrastare l’isolamento sociale, favorire la partecipazione civica e creare relazioni di vicinato, spesso colmando vuoti lasciati da servizi pubblici insufficienti “.
” La possibilità di una chiusura – continua Capodanno – mette a rischio non solo un edificio, ma una rete di relazioni e servizi che sostiene e aiuta molte famiglie del territorio. Le ricadute potrebbero essere la perdita di spazi per minori e anziani, l’interruzione di progetti educativi e d’integrazione oltre all’aumento della precarietà sociale per i più vulnerabili “.
” La Casa della Socialità – prosegue Capodanno – non è un costo da tagliare, ma un investimento sulla coesione sociale e sulla qualità della vita non solo del quartiere ma dell’intera città. Siamo pronti a mobilitarci pacificamente, anche con sit-in e flash mob, per difendere questo presidio di comunità e a proporre eventuali progetti alternativi per la sua gestione e valorizzazione “.
” Chiediamo con fermezza – conclude Capodanno – l’apertura immediata di un tavolo di confronto che veda la partecipazione delle istituzioni locali, delle realtà del terzo settore, dei comitati di quartiere e della cittadinanza, per valutare soluzioni condivise. Occorre garantire la continuità dei servizi erogati con la messa in sicurezza finanziaria e logistica della struttura, in uno alla massima trasparenza sui motivi che potrebbero portare alla chiusura struttura sociale, con la presentazione di dati e alternative possibili. Al riguardo invitiamo il sindaco Manfredi a farsi carico del problema, mettendo in campo, in tempi rapidi, iniziative tese a garantire la continuità di funzionamento dell’importante luogo di aggregazione culturale e sociale “.