Amedeo Ceniccola: “Qualcuno copia senza provare vergogna e senza pagare i diritti d’autore”

Apprendo dalla stampa che la “Bellezza” è una delle quattro direttrici attorno alle quali ruota la proposta programmatica della lista “Guardia Sei Tu” e non posso nascondere che mi è immediatamente ritornato in mente quello che diceva il  mio indimenticabile maestro delle scuole elementari, Renato Ciarleglio: “… Qui si copia, qualcuno copia senza provare vergogna” e per averne conferma basta andare a rileggere il mio intervento fono-registrato pronunciato nella chiesa di San Sebastiano in data 13 giugno 2000 in occasione dell’inaugurazione della mostra “HIC ET NUNC” e pubblicato lo scorso mese di giugno sul sito di “www.fremondoweb.com” e “www.beneventogiornale.com”:

Signore e signori, da parte  dell’intero Consiglio Comunale l’augurio più fervido di benvenuto in questa nostra cittadina e la mia personale gratitudine per aver accettato di partecipare a questa  straordinaria iniziativa culturale che  abbiamo  voluto realizzare per celebrare il primo anniversario dell’Amministrazione che mi onoro di rappresentare e, nel contempo,  presentare il nostro progetto di sviluppo comunitario incentrato sulla “Bellezza”. In poche parole, vogliamo promuovere la cultura del bello e declinarla nella quotidianità che significa voler coniugare la “cultura del vino” con la “cultura del bello” per far rivivere la “Wardia BellaMacerie, debiti e monnezza! Questo è quello che ho trovato quando sono arrivato alla guida della nostra comunità ed oggi  con questa iniziativa vogliamo dare inizio ad un progetto di sviluppo all’insegna della “Bellezza”, la Bellezza che è sinonimo di “Cultura”, la Cultura che è sinonimo di “Sviluppo”. Con questa “straordinaria” mostra vogliamo promuovere gli intenti di un popolo che ha sempre voluto far sue le istanze propositive del mondo dell’Arte e questa bellissima chiesa dove si sono potuti esprimere i più importanti maestri del 600 napoletano da Paolo De Matteis a Domenico Vaccaro ne è una concreta testimonianza. Sono particolarmente grato a quanti si sono prodigati per la buona riuscita di questa nostra iniziativa. Incominciando dalla professoressa Caterina Tarantino e per finire con l’amico e  maestro  Giovanni Mancini, presidente dell’Associazione Amici del Museo e dei Monumenti di Guardia Sanframondi.

Questa mostra vuol essere un momento  di scambio culturale  tra le maggiori Accademie d’Italia che vivono oggi un momento importante essendo state riconosciute Istituti di Alta Cultura. E credetemi sono davvero molto lieto di aver potuto festeggiare il primo anno di vita della mia amministrazione  con questo straordinario evento culturale che può ben rappresentare l’orizzonte al quale guardare e verso cui indirizzare i nostri sforzi e tutte le nostre energie. Con questa mostra-evento noi vogliamo, in qualche modo, squarciare una consuetudine che vuole i maestri prima degli allievi e, nel contempo, far diventare la “Bellezza” un vero e proprio motore di sviluppo della nostra comunità.

Dico questo perché il problema della Bellezza si pone quasi sempre come rinuncia all’interesse immediato per fare qualcosa che ci proietti nel futuro e giovani rappresentano il nostro futuro. In questa nostra mostra-evento si tratta di giovani artisti che per la prima volta hanno la possibilità di proporsi al giudizio del pubblico e mi auguro che questa prima guardiese  possa rappresentare  per ognuno di questi giovani artisti il primo passo di una lunga e gloriosa marcia nella vita.

Quando una comunità rinuncia  alla bellezza, per concentrarsi solo sulle necessità del vivere quotidiano, vuol dire che ha perso la sua ricchezza interiore, il suo slancio vitale e, quindi, il suo futuro. Vuol dire che non sa più dove andare. Allora, inevitabilmente subentrano il ristagno e la decadenza. Come è successo a questa nostra cittadina che, ormai, muore giorno dopo giorno. L’originalità dei guardiesi si è spenta ed è stata sostituita dalla mediocrità di una classe dirigente che non ha saputo guardare più lontano della prossima campagna elettorale. Noi vogliamo risalire la china e ricominciare a sognare ed ecco perché abbiamo deciso di puntare sui giovani e sulla loro bellezza interiore che deve ancora esprimersi compiutamente. A questi giovani talenti io dico: fateci sognare; e  non mi vergogno di dire che io sogno ancora, a volte ad occhi aperti, e non vorrei mai smettere di farlo perché so che smettere di sognare equivale a morire. La vita d’altra parte è fatta così, per andare avanti bisogna sempre avere un sogno nel cassetto e continuare a crederci con passione e determinazione, almeno fino a quando non si sia realizzato, anche solo parzialmente… Viva l’Arte! Viva l’Arte in ogni sua forma ed espressione e, adesso andiamo ad ammirare le  opere esposte nel  castello dei Sanframondo”.

P.S.  In questo intervento sono tracciate le fondamentali linee ordinatrici del programma di governo che intendiamo presentare ai  guardiesi alle prossime elezioni del mese di settembre per completare il buon lavoro iniziato 20 anni fa dal Sindaco Ceniccola.        

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