Briatore, mistero tampone. Solo oggi i nomi dei clienti

IL 21 AGOSTO, I PRIMI CONTAGI NEL CLUB. IL MANAGER QUANDO HA FATTO IL TEST? L’UNITÀ DI CRISI DELLA REGIONE: “IL LOCALE ORA FORNIRÀ LA LISTA DI CHI È STATO LÌ”

(di Valeria Pacelli e Andrea Sparaciari – Il Fatto Quotidiano) – La prima volta che le agenzie di stampa battono la notizia dei primi sei contagiati tra i dipendenti del Billionaire è il 21 agosto scorso. Quel giorno lo staff della comunicazione del locale di Flavio Briatore fa sapere anche che “una cinquantina di dipendenti sono in auto-isolamento”. Sono passati sei giorni: alla fine si è scoperto che il virus circolava eccome, contagiando 58 dipendenti, compreso l’imprenditore, ora ricoverato al San Raffaele di Milano. Ma dal momento in cui esce la notizia dei primi positivi, quanti tamponi sono stati fatti?

Lo stesso Briatore, che nel frattempo era rientrato a Montecarlo, ha fatto subito il tampone oppure ha atteso domenica quando è arrivato al San Raffaele peraltro per altri motivi, ossia una “prostatite forte”?“Nessun test in Sardegna”Il tampone del manager sembra un argomento tabù. Per il suo staff è una questione privata. “Mi sembra una domanda molto inopportuna – spiegano al Fatto –. Non credo che sia un’informazione che siamo tenuti a darle, anche qualora lo dovessimo sapere”. In Sardegna Briatore non avrebbe fatto alcun tampone. O almeno questo spiega al Fatto Marcello Acciaro, capo dell’Unità di crisi della Regione per l’emergenza Covid: “Di sicuro, qui non ha fatto il tampone”. Il manager è arrivato a Porto Cervo il 10 agosto, quando si è dedicato a sport e incontri vari. Il 12 per esempio ha visto Silvio Berlusconi (risultato negativo) e a ferragosto ha partecipato a una partita di calcetto con l’allenatore Mihajlovic, Paolo Bonolis e Andrea Della Valle. Gli ultimi due sono risultati negativi al Covid-19, il tecnico del Bologna ha contratto il virus.Ma proprio sul tampone di Briatore due giorni fa si è innescato un teatrino mediatico. A confondere le acque è stata Daniela Santanchè (Fd’I) che, martedì sera, ospite a In onda, ha detto: “In questo preciso momento posso affermare che è stato ricoverato per l’infezione alla prostata recidiva. (…) Ad oggi sull’esito del tampone io non ho l’evidenza in tal senso”. Ieri poi sulle pagine del Corriere della Sera è stato lo stesso Briatore a dichiarare: “Ho solo una prostatite forte. (…) Ho fatto il tampone e ancora non so se sono positivo”.Alla fine ci ha dovuto mettere un punto il San Raffaele di Milano che ieri ha comunicato: Briatore “si è rivolto all’ospedale per una specifica patologia diversa da Covid-19 ed è stato sottoposto prima del ricovero, come tutti i pazienti, al tampone rinofaringeo… Il tampone è risultato positivo”.È stata soltanto “una prostatite forte”?Ma quindi, quando parlava al Corriere, Briatore conosceva l’esito del tampone? La prassi vuole che, all’arrivo, ai pazienti del San Raffaele viene sempre fatto il tampone. Potrebbero quindi averlo sottoposto a controllo, appena ricoverato, ossia domenica sera. Il laboratorio è interno al San Raffaele e in 4-24 ore dà l’esito provvisorio (ritenuto comunque affidabile), che viene poi validato dal Sacco.Anche sul registro presenze è caosMentre a Segrate infuria la bagarre sul tampone, in Costa Smeralda le autorità sanitarie sono impegnate in una faticosissima caccia alle migliaia di persone transitate per il Billionaire e locali simili da inizio agosto. In teoria, ogni locale dovrebbe aver tenuto un registro delle presenze che riporta nome, cognome e numero di telefono di ciascun cliente. Ma anche su questo elenco c’è un giallo. Fino a ieri, secondo quanto conferma il dottor Acciaro dell’Unità di crisi, il registro da parte del Billionaire non era stato ancora consegnato alle autorità. “Abbiamo notizie che hanno registrato tutto, ma ancora non ci hanno fornito gli elenchi, perché sono tutti in quarantena. Li hanno scannerizzati e ce li daranno domani (oggi, ndr)”, spiega Acciaro. “Appena li avremo, con i colleghi ci siederemo a un tavolo e tracceremo tutti i contatti”. Una dichiarazione che cozza con quanto riferito al Fatto ieri pomeriggio dall’entourage di Briatore. “Abbiamo consegnato le liste dei clienti del locale all’Unità di crisi”, avevano assicurato. Evidentemente qualcuno non la racconta giusta.Verifiche a tappeto e nodo-denunceIntanto le autorità sanitarie riferiscono che ancora nessuno dei clienti entrati in contatto con Briatore e il suo staff è stato rintracciato e avvertito. Un lavoro immane, visto che si tratta di migliaia di nomi e che per ogni positivo scoperto (già 250 quelli venuti alla luce in tutta l’isola), si devono tracciare una media di dieci contatti a rischio. Di quante persone si tratti esattamente, ancora non si sa. Ieri Repubblica parlava di 3mila clienti del solo Billionaire, “ma mi sembrano pochini per un locale che è stato aperto dal 23 luglio”, commenta il medico. “Per fortuna – aggiunge Acciaro – la movida si muove a ondate, quindi spesso gli stessi nomi compaiono su più elenchi di locali diversi. Questo ci facilita il lavoro. In tutta la Sardegna miriamo a recuperare almeno il 60% dei frequentatori”. Uno dei problemi è che in molti casi i clienti hanno fornito ai locali generalità false. Ma di una cosa è sicuro il dottor Acciaro: “Io voglio sapere se c’è stato qualche furbetto, tra i clienti o il personale, che pur avendo la febbre, si è preso una tachipirina ed è andato in discoteca. Se lo trovo – e se c’è stato, lo trovo di sicuro –, lo denuncio”. Una minaccia che potrebbe far tremare i polsi a molti.

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