Quali sono le ditte fornitrici dei banchi monoposto?

(Camilla Conti – la Verità) – Fuori i nomi. La sera del 12 agosto il Commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, ha diffuso un comunicato annunciando come «definiti» ben 11 contratti di affidamento ad aziende e raggruppamenti di imprese per la fornitura dei 2,4 milioni di banchi monoposto, sia tradizionali che con sedute innovative (ovvero con le ruote). Zero nomi, zero informazioni su chi fornirà il lotto A per i banchi e sedie monoposto e chi il lotto B per i banchi con le ruote, zero dettagli su quanti banchi verranno prodotti all’estero e quanti nel nostro Paese. Il comunicato di Arcuri si limitava a riportare che sono «per la maggior parte italiane».

Indiscrezioni di stampa riferiscono di sette imprese tricolori e quattro straniere appartenenti alla Ue. Non si è però capito se gli 11 contratti «definiti» sono stati anche firmati. A chiedere i nomi sono stati subito gli operatori del settore riuniti in Assufficio mettendo persino in dubbio la validità del bando visto il cambio in corsa della data di consegna di una parte non ben quantificata di arredi, slittata dal 12 settembre ai primi giorni di ottobre. L’associazione che fa capo a FederlegnoArredo (Confindustria) è riuscita ad aggregare tutti i suoi associati produttori di arredi scolastici in un’unica grande Ati (associazione temporanea di imprese) in modo da presentare un’offerta.

Ma quali sono le altre aziende in campo? Perché tutto questo mistero attorno a un appalto pubblico in cui non c’è niente da nascondere? Perché non fornire l’elenco della squadra di 11 fornitori con cui sono stati «definiti» i contratti? I contratti sono stati chiusi o si stanno ancora negoziando le condizioni a poche settimane dalla riapertura delle scuole? I singoli appalti sono stati preceduti dalla fase tecnica chiamata «dialogo competitivo», in cui l’appaltante si mette seduto con i possibili fornitori e cerca di scrivere il testo nel miglior modo possibile? La parte dell’appalto che prevede le sedie con le ruote prevede le norme Uni che le consentono per i minorenni?

Chissà. Eppure anche nell’intervista rilasciata ieri a La Stampa, Arcuri continua a parlare di tutto tranne delle 11 imprese. «Stiamo facendo di tutto per essere pronti alla scadenza del 14 settembre», a oggi «noi siamo pronti per distribuire 11 milioni di mascherine al giorno e 170.000 litri di gel igienizzante la settimana nelle scuole. Lunedì comincerà il test sierologico gratuito per tutto il personale docente e non docente, a cura dei medici di base», ha detto.

Assicurando che tra poco «partirà la distribuzione dei nuovi banchi» spiega. Non si è partiti prima perché «bisognava fare la gara». Ok, ma chi fornirà i banchi rotanti? «Sono tutte aziende italiane o dell’Unione europea. Sempre a proposito di polemiche inutili, nessun banco cinese». Stop. Manco fosse un segreto di Stato. Intanto qualcuno che parla, però, c’è. Come Stefano Ghidini, titolare della C2 Group, una delle principali imprese sul mercato che forniscono gli ormai famosi banchi con le rotelle mostrati in foto dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina durante la conferenza stampa con il premier Conte.

Sentito da Il Giornale, nei giorni scorsi, Ghidini ha detto senza mezzi termini che «le condizioni del bando di gara per banchi e sedute innovative emanato dal commissario Arcuri erano impossibili da soddisfare, prevedevano la consegna entro fine agosto, con penali pesantissime». Per questo la sua azienda, come altre, non ha partecipato. Poi, la scadenza del bando gara è scomparsa e dopo l’aggiudicazione – i cui documenti non sono mai stati pubblicati sul sito del commissario – Arcuri ha fatto sapere che i banchi saranno consegnati a partire dai primi giorni di settembre e fino al mese di ottobre. Ma dei nomi di chi fornirà i banchi rotanti, nemmeno l’ombra.

4 replies

  1. La Verità ( in Russo; Pravda), solleva dubbi, insinua,
    lascia intendere. Se ha notizia di irregolarità le segnali alla Procura, se non riesce a ottenere le info faccia una richiesta di accesso agli atti. Agendo come fa, ruba la scena a don Basilio de “Il barbiere di Siviglia” quando attacca la celebre aria ” la calunnia è un venticello”.

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  2. La Verità… nell’Unione Sovietica comunista era il giornale del Partito (la Pravda: правда), un quotidiano totalmente succube e genuflesso al potere che, a parte forse i necrologi, non ha mai scritto una notiza vera in tutta la sua storia. Qui in Italia, allora, intitolare un quotidiano così, potrebbe essere nel segno della tradizione…

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