Regionali, l’appello del premier viene ignorato

REGIONALI, L’APPELLO DEL PREMIER SI RIBELLANO I CANDIDATI 5 STELLE

(Giuseppe Alberto Falci – il Corriere della Sera) – A 48 ore dal termine ultimo per la presentazione delle liste, in una lunga intervista con il Fatto Quotidiano , Giuseppe Conte fa un appello alle forze politiche che compongono la maggioranza in vista delle Regionali del prossimo 20 e 21 settembre: «In Puglia e nelle Marche presentarsi divisi espone al rischio di sprecare una grande occasione». E ancora, sempre il presidente del Consiglio: «Una sinergia anche a livello territoriale può imprimere una forte spinta per realizzare le strategie del Green deal , dell’innovazione digitale, degli investimenti nelle infrastrutture, negli asili nido e nelle scuole».

L’appello viene subito accolto dal Pd, o almeno dalla maggioranza del partito. Dalle parti del Nazareno non hanno dubbi, in regioni determinanti per gli equilibri nazionali bisogna correre insieme. Soprattutto, dopo la votazione di Rousseau che ha cancellato un totem della narrazione del M5S. Non a caso, il ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, si rivolge così agli alleati: «Mi aspetto risposte su Marche e Puglia, se non dovessero arrivare sarebbe inevitabile la nostra richiesta di voto disgiunto».

Il dibattito si surriscalda sull’asse Roma-Puglia e su quello che dalla Capitale porta nelle Marche. Urge, convincere i candidati del M5S di Puglia e Marche, Antonella Laricchia e Gian Mario Mercorelli, a fare un passo indietro, o comunque ad accettare il ticket con i prescelti dal Nazareno.

In casa democrat si aspettano una risposta dai vertici del Movimento che vada nella stessa direzione dell’inquilino di Palazzo Chigi e che faccia seguito al quesito su Rousseau sulle alleanze con i partiti tradizionali, caldeggiato da Luigi Di Maio e Beppe Grillo. Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e dirigente del Pd, uno dei tessitori del tentativo di alleanza nelle Marche, è speranzoso: «Qui ci sono tutte le condizioni per chiudere un accordo con Maurizio Mangialardi presidente e Gian Mario Mercorelli vice. Proviamoci fino alla fine».

Nel frattempo il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, in un post che intitola «gli sciusciasciorbisti», replica a chi – leggi alla voce Dario Nardella – si è messo di traverso rispetto all’accordo nei territori con il M5S: «Si può legittimamente pensare che l’alleanza organica con 5 Stelle sia già un risultato compiuto e scontato. E allora la conseguenza è sostenere il maggioritario.

Si può, invece, pensare che il nuovo centrosinistra, ad oggi, sia un risultato tutt’ altro che affermato e che se si realizzerà dovrà affrontare molti passaggi, evoluzioni e decantazioni. Io, per esempio, la penso così». Sia come sia, le ore passano e le parti restano distanti. Goffredo Bettini (Pd) è convinto che «un accordo nelle Marche si può fare».

Eppure minuto dopo minuto tutto si sgretola. I vertici del M5S con Vito Crimi e con i due candidati di Puglia e Marche, Antonella Laricchia e Gian Mario Mercorelli, si dicono indisponibile. Rincarano poi Danilo Toninelli («Non si può certo pensare a imposizioni dall’alto»), Barbara Lezzi (“Arginare la mala politica”) e infine Alessandro Di Battista (“Laricchia è una donna coraggiosa”). Così, rischia di cadere nel vuoto l’appello del premier.

LARICCHIA: SE VOGLIONO LA MIA TESTA LA TAGLINO

(Giuseppe Alberto Falci – il Corriere della Sera) – «Io non faccio patti di desistenza con la vecchia politica, ma patti di resistenza con la società civile che è al mio fianco da un anno, dalla fase progettuale». Non si ritira, ma rilancia Antonella Laricchia, classe ’86, una laurea in architettura, grillina dal 2013 e già candidata alla guida della Puglia nel 2015, proprio contro Emiliano. Ora si sente blindata dai vertici, dalle parole di Vito Crimi, dalle molteplici telefonate che ha ricevuto nel corso della lunghissima giornata. Al mattino però è rimasta «sorpresa» leggendo del premier Giuseppe Conte al Fatto Quotidiano .

E perché?  «Sorpresa perché era in contraddizione con il mio ultimo incontro con il presidente del Consiglio dove ci eravamo intesi che non ci sarebbero state le condizioni per partorire un’alleanza con il Pd». A quel punto fa un post che fa il giro delle segreterie: «Non chiedetemi di piegare la testa, trovate il coraggio di tagliarla».

E lei, l’architta Antonella, non si piega e va avanti. Non ne vuol sapere del Pd, né tantomeno di Emiliano che, nel corso del colloquio con il Corriere, definisce «una persona inaffidabile, patetico in tutto il suo modo di fare».

Confessa di aver ricevuto un messaggio da parte del governatore uscente, ma non ne svela il contenuto: «Però le posso dire una cosa. Emiliano si è ricordato di avere il mio numero di telefono solo due giorni fa». Resta però una domanda: perché ha un pregiudizio nei confronti del Pd? «Non è questione né di destra, né di sinistra. Io ascolto, colgo tutti gli elementi di novità e li porto in Regione. So dunque chi è utile e chi no. Mi oppongo al Pd perché è in grado di offrire solo poltrone. A me interessa riorganizzare la sanità, rendere più efficienti i centri per l’impiego e garantire i servizi di bonifica agli agricoltori».

Eppure se tutto restasse così, se l’alleanza di governo si spaccasse, il centrodestra rischierebbe di vincere. Ecco, non si sentirebbe responsabile? «I miei elettori – rilancia ancora – non sono cagnolini ovunque io vado. Votano me e le mie liste se rappresentano un cambiamento. Punto» .

23 replies

  1. Il M5S è destinato a morte certa.
    D’altronde Grillo lo aveva previsto quando affermò trattarsi di un movimento biodegradabile.
    E’ una naturale conseguenza di alcune scelleratezze.
    La prima è che è finito nelle mani di una piccola OLIGARCHIA che ha per riferimento un piccolo, ignorante arrivista, guidato da sete di potere, che ha STRAVOLTO tutti i principi su cui il movimento era incardinato.
    Che fine hanno fatto i meet up?
    Esiste ancora la partecipazione dal basso?
    Si riassume oggi solo nelle votazioni su Rousseau, piattaforma NON CERTIFICATA e manipolabile dagli amministratori, una srl?
    Queste rare votazioni vengono convocate per ratificare decisioni prese altrove, ma MAI PROVENIENTI DAL BASSO.
    I nuovi padroni, vincitori dell’iniziale lotteria delle clikarie, stanno consolidando il proprio potere, leggasi I PROPRI PRIVILEGI, ma PRETENDONO che chi si è finora sporcato le mani sui territori, accumulando avvisi di garanzia per varie motivazioni senza benefici economici, continuino a farsi il Q.lo per portare voti a gente IGNORANTISSIMA ma che ha voce in capitolo per stabilire chi deve vivere e chi morire.

    Di Maio non tornerà a fare il bibitaro, perchè si sta costruendo il proprio partitino personale elargendo prebende, incarichi nei ministeri e nele grandi società partecipate dallo Stato. Come pure favori ai limiti della legalità, tipo il condono edilizio ad Ischai, che rientra nel suo collegio elettorale.

    Se il M5S volesse salvarsi dovrebbe cominciare a cacciare Di Maio e affrontare con più pragmatismo determinate questioni.
    Con il pd esistono molti più punti di contatto, molte più sensibilità comuni che con la destra.Ignorarlo per rinchiudersi in uno splendido isolamento li condannerà a una sempre più estesa IRRILEVANZA.
    La popolazione ti vota ma prima o poi dovrai dimostrare di saper portare a casa qualche risultato.Col pd ci stanno riuscendo.
    Da soli spariranno.
    Ma le elezioni in Umbra ed Emilia Romagna non hanno lasciato alcun ricordo ed esperienza?
    In Campania, PER FORTUNA, ci è stato risparmiato un supplizio al Generale Costa, persona specchiata, preparata e di elevata caratura morale.
    La Ciarambino raccoglierà ben poco.
    Poi sto notando che al Sud il movimento sta passando nelle mani di famiglie.
    Il marito della Ciarambino, al cui matrimonio Di Maio recitò il ruolo di testimone, è stato assunto come partaborse da un’Europarlamentare.Giancarlo Cancelleri, nel 2017 era capolista candidato governatore alla Sicilia.
    Si è dimesso nel 2019 per assumere l’attuale ruolo di sottosegretario o viceministro alle infrasstrutture e lavori pubblici.
    La sorella Azzurra è deputata naionale dal 2018.
    Tutta gente più onesta di altri? Oppure disinvolti arrampicatori sociali?
    E un cittadino dovrebbe votare per perpetuare la presenza di questi aspiranti parassiti in parlamento?
    Per me tanti di loro sono dei traditori. Delle regole su cui il Movimento era nato.
    Capisco che dopo un simile giro di giostra sia dura tornare a fare i magazzinieri o i disoccupati, però erano questi gli accordi con gli elettori che li avevano portai in quei ruoli.

    DAi, fate vincere Salvini.
    Alle prossime elezioni, dovesse presentarsi, il mio voto andrebbe sicuramente ad una lista Conte. Persona capace, con una solidissima e inscalfibile preparazione professionale, che ha dimostrato AL MONDO un approccio ragionevole nella gestione dell’epidemia, nonostante le intemperanze dei corrotti governatori regionali e grande sapienza negoziale, ottenendo dall’Europa un monte di aiuti che non sono stati riservati a nessun altro.

    Sappiatelo piccoli fans di giggino che, se la destra dovesse fare cappotto alle regionali, sarebbe difficile rimandare ulteriormente le elezioni politiche e, conseguentemente, su quelle centinaia di miliardi di prestiti a fondo perduto o rimborsabili a tasso zero in trent’anni metteranno le mani i soliti sciacalli predatori guidati dal capitone.

    Si, ma il M5S è diverso. E’ guidato da ingenui rimbambiti.

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    • Jerome B., se mi indica un partito che non abbia sete ( e soprattutto fame) di potere, lo voterò .Poi, siccome sono limitata , non ricordo affatto quali siano i risultati del M5S per cui grazie al Pd “stanno riuscendo “a ottenere , oppure i “punti di contatto”col medesimo, che io non vedo.Da ultimo, nessuno ne’ nel Pd ne’ in altri , torna al proprio lavoro.

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    • Difficile dire o credere che alla guida del M5S vi siano degli ingenui o dei rimbambiti, altrimenti non sarebbero ancora ” la’ “. Si rischia di pensare che lo siano gli elettori del M5S, se ancora lo votano nonostante l’evoluzione di questo partito (poi ognuno si scapiglia sul valore semantico della parola).

      Io sono curioso di sapere, cosa fanno (elettoralmente) le persone deluse da questa evoluzione, o dall’alleanza con Salvini o il PD, o dalle figuracce dimplomatiche di Di Maio. Quante sono queste persone, si stanno zitte o vociferano? Se i meetup non si fanno piu’ a chi vanno a dire quel che vogliono dire?

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  2. È ora di finirla con il mantra di Bertinotti” battere le destre”. L’unione con gli inaffidabili non fa vincere nessuno. Personalmente, mi alleerei anche con Satana per vincere sui candidati di Berlusconi, Salvini e Meloni, se non ci fosse poi la CERTEZZA che il PD non darebbe seguito a eventuali programmi comuni.

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    • Prima di tutto vorrei elencarti le leggi fatte con la SegaNordSud:
      • reddito di cittadinanza;
      • decreto dignità;
      • quota 100;
      • abolizione della prescrizione;
      • Codice rosso;
      • SpazzaCorrotti.

      Governo con il PD, che richiede continuamente il Mes:
      • salario minimo?;
      • legge sul conflitto d ’interesse?;
      • Banca pubblica?;
      • giustizia più celere?;
      • Rai?;
      • regolazione dell’informazione?;
      • ????????????
      con la scusa del covid si è giustificato l’immobilismo del governo.

      Ma come sarebbe il movimento ha più punti in contatto con il PD?

      Dove vivi? Berlusconi per fortuna pensava ai c…zi suoi, il gioco sporco lo ha fatto il PD:
      • svendita di parti produttive e sane dello Stato, vedi liberalizzazioni;
      • accordi capestro con amici degli amici, vedi Benetton;
      • abolizione dell’articolo 18;
      • la buona scuola che ha trasformato la scuola non dove si fa cultura ma una preparazione di futuri lavoratori;
      • Tav, Tap, e varie opere inutili che non servono anulla;
      • gestione alquanto dubbia delle banche in cui si prestavano soldi ai soliti amici;
      • gestione clientelare e di tipo mafioso delle regioni in cui hanno amministrato;
      • svendita dell’Italia con trattati europei a favore della Germania e della Francia;
      • e molte altre cose ancora che ora non mi vengono in mente……

      Essere di sinistra non è come tifare per una squadra, vuol dire avere idee di sinistra, ma questi fanno gli interessi delle grandi lobby .
      Poi per quanto concerne Conte, brava persona abile mediatore, e mi fermo qui:

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      • Quante stronzate racconti.
        A scusa, avevo dimenticato L’ABOLIZIONE DELLA POVERTA’ E LA RISOLUZIONE DI TUTTE LE CRISI AZIENDALI GRAZIE AL CARO LEADER GIGGINO.

        Le riforme peggiorative dei rapporti di lavoro e ha introdotte quel cazzone di Renzi. L’amico e alleato di Verdini, suocero in pectore del capitone, da cui dici di prendere le distanza ma che nei fatti lo affianchi. Ti ricordi come si pose la destra verso il job’s act? A me risulta che il fannullone padano continui a rimpiangere ancora i vaucher come strumento per regolare i rapporti di lavoro. Alla fine abusandone anche quelli normalmente inquadrati con contratti continuativi.
        La risposta alla Fornero è stata quell’obbrobrio che è oggi Quota 100. Una legge merdosa a favore soprattutto di dirigenti e funzionari pubblici. Gente lecchina col q.lo perennemente coperto che si permette di andare in pensione prima ma, aprendosi una partita iva, continua a trafficare come prima.
        Sulle privatizzazioni dimostri di quanta segatura sia stata riempita la tua vuota scatola cranica.

        L’avvio delle privatizzazioni fu imposto dal grave deterioramento dei conti delle aziende a partecipazione statale, soprattutto l’IRI e l’EFIM, in una fase in cui anche i conti dello Stato erano in condizioni non più sostenibili, dopo oltre un decennio di elevati disavanzi che avevano fatto lievitare il debito pubblico oltre il 120% del PIL. Le privatizzazioni furono accelerate dalla crisi di cambio del settembre 1992, che portò all’uscita della lira dallo SME e rese chiara la crisi di credibilità delle politiche finanziarie dell’Italia, e dall’esplodere degli scandali di tangentopoli, che portarono alla luce fenomeni estesi di dilapidazione di risorse pubbliche e di corruzione nelle aziende di proprietà dello Stato.

        ALMENO QUESTE PREMESSE LE RICORDI, IGNORANTE? I postifici delle partecipazioni statali, perennemente in perdita e serbatoio di voti clientelari? O lo vuoi negare?

        Gli obiettivi del programma di privatizzazione furono indicati dal governo nel «Libro verde sulle partecipazioni dello Stato»,
        L’aumento dell’efficienza aziendale; la creazione di una decina di gruppi industriali capaci di competere internazionalmente (politica industriale); lo sviluppo della proprietà azionaria diffusa, assicurando al contempo il controllo delle imprese privatizzate da parte di nuclei stabili di azionisti; la riduzione del debito pubblico.
        Il processo di privatizzazione – che aveva visto negli anni Ottanta solo le cessioni di Alfa Romeo a FIAT e di Lanerossi al gruppo Marzotto – iniziò con la vendita dell’IMI, dell’INA e delle tre banche di interesse nazionale di proprietà dell’IRI, quest’ultima importante perché allargò le basi finanziarie esterne al circuito pubblico per i successivi collocamenti azionari e creò meccanismi di disciplina più severi nell’erogazione del credito. L’uscita dello Stato dal settore bancario fu completata più tardi con la cessione della BNL (1998) e del Mediocredito Centrale (1999). Questi collocamenti seguirono la riforma della legislazione bancaria, con l’emanazione del Testo unico in materia bancaria e creditizia del 1993 la quale, eliminando la separazione tra credito a breve e credito a medio e lungo termine, aprì la strada all’affermazione anche nel nostro paese della banca universale.
        Oggi abbiamo grandi gruppi bancari solidi, a differenza per esempio della Germania, che soffre per fragilità di Deutsche Bank e Commerzbank.
        I problemi, COME AL SOLITO, ancor oggi, risiedono in quel capitalismo di relazione, con prestiti ad amici, famigli ed amici degli amici che non tornano indietro. I crediti incagliati che hanno minato il capitale di Istituti come Unicredit, soprattutto per la parte dovuta all’assorbimento della Capitalia di Geronzi che già viaggiava in corpo con le porcate del banco di Sicilia.
        Per non parlare del Banco Popolare, ex-Verona, che dopo la fusione ha trascinato nella melma pure il BPMilano. O i fallimenti di Veneto Banca e BPVicenza, incredibilmente avvenuti in zone ricchissime del paese.
        E poi MPS, con le sue speculazioni azzardate su derivati, sottoscritte per coprire MAZZETTE MILIARDARIE sull’acquisto di Antonveneta da Santander. Mangiatoia dove avevano apparecchiato e mangiato TUTTI GLI SCHIERAMENTI POLITICI, perchè in realtà accumunati dall’appartenenza alla massoneria. Pure dei magistrati che avrebbero dovuto indagare e che ancor oggi dormono o depistano.
        Comunque Gruppo Unicredit è la prima banca nell’Est Europa, la terza in Germania e Intesa è oggi il secondo gruppo per capitalizzazione di borsa in Europa. Quindi non dovremmo, almeno da questo punto di vista, andare a mendicare all’estero. Anzi teniamo per le palle altre nazioni. E godiamo del QUINTO SURPLUS COMMERCIALE A LIVELLO MONDIALE. Grazie anche alle banche che accompagnano le imprese che producono e danno lavoro in Italia vendendo in tutti i mercati mondiali.

        La cessione di società di servizio entrò nel vivo con la vendita di Aeroporti di Roma, Telecom Italia (di proprietà dell’IRI, il cui controllo fu ceduto al mercato nel 1997), tranches successive del capitale di ENI (a partire dal 1995) ed ENEL (dal 1999), e Autostrade (1999). Furono anche cedute con successo le società industriali dell’IRI e le attività petrolchimiche dell’ENI; l’IRI venne posto in liquidazione nel giugno del 2000,
        ENI èancor oggi molto profittevole, assicurando allo stato notevoli dividendi annuali. ENEL è un gigante che continua ad espandersi all’estero, La rete Terna è privata ed è stata scorporata da ENEL, garantendo così il libero accesso e la competizione ad altri operatori, con riflessi positivi per li consumatori finali, famiglie e imprese.
        Come pure nel mercato telefonico, le tariffe sono notevolmente più basse rispetto ai tempi del MONOPOLISTA.
        Questo perchè alle privatizzazioni furon affiancate le LIBERALIZZAZIONI dei mercati con apertura alla concorrenza. Volute dall’ottimo BERSANI.
        Oggi paghiamo meno la bolletta elettrica, del gas, telefoniche fisse e mobile, i treni dell’AV con Italo in competizione con Trenitalia, mentre la rete RFI è unica e PUBBLICA. Spero succeda lo stesso per la rete in fibra ottica.

        COSA NON E’ ANDATO PER IL VERSO GIUSTO?
        In primo luogo, se la scelta di incominciare dalle partecipazioni finanziarie, in un quadro di crescente libertà di movimento dei capitali, è apparsa felice, in quanto ha migliorato spessore e liquidità dei mercati finanziari, minor successo hanno invece avuto le scelte adottate riguardo agli assetti proprietari, dove gli obiettivi non erano del tutto coerenti.
        Il tentativo di diffondere il modello della public company per le aziende di servizio – incominciando da Telecom Italia – ma riservando il controllo a «nuclei duri» di azionisti «amici» non è riuscito – anche per la scarsa disponibilità dei gruppi industriali privati a partecipare con risorse significative.
        Il modello che si è affermato è stato poi quello dell’acquisizione del controllo con debiti, con il sostegno delle banche; resta forte il sospetto che questo sostegno trovasse talora sponde politiche. Nel sistema bancario, mentre da un lato si spingevano le neonate fondazioni bancarie a uscire dal capitale delle banche per favorire assetti proprietari più diffusi, dall’altro la politica di freno della Banca d’Italia all’ingresso di capitali stranieri nel capitale delle banche italiane non consentiva di allargare la massa dei capitali disponibili. Così, per un decennio, il primo obiettivo ha tendenzialmente ceduto il passo al secondo, lasciando alle fondazioni un ruolo centrale nel controllo delle grandi banche italiane, contribuendo a perpetuare logiche estranee al mercato e a ridurre la concorrenza.
        Acquisti a debito di Telecom appunto, con un gioco finanziario successivo di trasferimento degli stessi in capo alla preda conquistata invece che al rapace speculatore e assalitore, cioè Tronchetto della felicità, che scappava dalle assemblee degli azionisti quando prendeva la parola GRILLO-
        LA POLITICA COME HA FAVORITO CERTE SITUAZIONI?

        Perfettamente legale è, ad esempio, il leveraged buyout (LBO): è una tecnica di acquisto di una società che ha come caratteristica quella di ricorrere al debito per finanziare la maggior parte del valore di acquisto; il debito viene poi ripagato o coi flussi di cassa generati dall’impresa acquisita o vendendo rami dell’azienda.

        Ad esempio: Autostrade fu oggetto di Offerta Pubblica di Acquisto Totalitaria da parte di Newco28 nel gennaio 2003 per 6.450 milioni di euro, tramite una operazione di LBO: la liquidità necessaria per l’acquisizione fu reperita da Newco28 facendo ricorso al sistema creditizio e, successivamente, il debito fu trasferito da Newco28 ad Autostrade, a seguito di fusione per incorporazione.

        Tutto chiaro? Riducendo in due parole: Autostrade viene acquistata a debito; poi, tramite fusione tra società, il debito viene scaricato su Autostrade; infine gli utili di Autostrade (ad esempio i pedaggi pagati da noi) saldano via via il debito.

        Comprare un’azienda non coi soldi tuoi, ma col flusso di cassa dell’azienda comprata.
        Autostrade viene acquistata in ultima analisi attraverso i nostri pedaggi, che contengono al loro interno la restituzione del debito con in più gli interessi passivi, e non si vede una particolare prosperità delle autostrade in Italia: i pedaggi sono alti, la manutenzione non è migliore di quella fatta dallo Stato ai suoi tempi, Infatti abbiam assistito al crollo del ponte Morandi PER MANCANZA DI INVESTIMENTI IN MANUTENZIONE. Ma alla politica andava bene così, lucrando finanziamenti regolarmente ogni anno dai Benetton.

        Fino al 2003 in Italia vi era un espresso divieto di porre in essere operazioni di LBO, poiché strumento di aggiramento per interposta persona (NewCo) del divieto di sottoscrizione di azioni proprie (art.2357 c.c.) e del divieto di assistenza finanziaria per la sottoscrizione o l’acquisto di azioni proprie.

        CAPITO TIFOSO? HAI LETTO LA DATA?
        NEL 2003 AL POTERE C’ERA IN NANO MAFIOSO, PIDUISTA, PEDOFILO E PREGIUDICATO.

        L’OPA ostile di Olivetti su Telecom Italia rappresenta la più grande operazione LBO mai condotta in Europa e una delle più grandi al mondo[4] per valore. Le premesse per l’esecuzione di questa operazione di leveraged buyout furono poste nel 1997, quando si procedette alla privatizzazione del colosso statale Telecom avente un fatturato di 43.100 miliardi di lire e 124.000 dipendenti. A fine novembre 1998 Roberto Colaninno, amministratore delegato di Olivetti, dopo un incontro con alcuni importanti finanziatori (Chase Manhattan ed Emilio Gnutti) si convinse della possibilità di scalare Telecom attraverso un’operazione di leveraged buyout. Dal 1º gennaio 1999 alla guida di Telecom si era insediato Franco Bernabè, reduce da un grande successo come guida della privatizzazione dell’Eni. Il 13 gennaio 1999 il Financial Times pubblicò notizie circa una scalata ostile organizzata ai danni di Telecom da parte di un gruppo di investitori, scatenando il raddoppio del volume degli scambi sul titolo in borsa. Colaninno convocò il CdA di Olivetti per domenica 21 febbraio 1999 per deliberare l’OPA ostile su Telecom, ma si riunì un giorno prima del previsto, sabato 20 febbraio 1999. I termini dell’operazione furono comunicati contemporaneamente a Borsa Italiana e Consob. Si trattava di un LBO avente come newco la Olivetti Tecnost, che avrebbe dovuto caricarsi del debito per poi fondersi con Telecom. I termini dell’offerta erano di €10 per azione, con un premio del 26% rispetto alla chiusura del venerdì 19 febbraio:

        € 6 in contanti;
        € 2,6 in obbligazioni Tecnost a 5 anni, emesse e rimborsate alla pari, con godimento annuale e spread sull’Euribor pari a 200-225 basis point (considerato un segnale di rischiosità dell’operazione, dato che un rating BBB di S&P prevedeva uno spread tra 75 e 100 basis points);
        € 1,4 in azioni Tecnost ordinarie, provenienti da un apposito aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione.
        L’ammontare complessivo fu di circa €50 miliardi di cui il 60% in contanti finanziati così:

        € 7 miliardi dalla vendita di Oliman e Infostrada a Mannesmann;
        € 1 miliardi di liquidità di Olivetti;
        € 2,5 miliardi da un aumento di capitale sociale di Olivetti;
        € 20 miliardi circa di finanziamenti ottenuti dalle banche.
        Totale cash: € 30 miliardi, ovvero la cifra più alta mai pagata in contanti. L’offerta era condizionata al successo della vendita di Oliman e all’insuccesso dell’OPA Telecom su TIM (condizioni in seguito entrambe soddisfatte). Il CdA Telecom approvò in data 10 marzo 1998 tre poison pill (pillola avvelenata) e un piano industriale triennale:

        OPS tra azioni ordinarie Telecom e azioni ordinarie e di risparmio Tim;
        Conversione delle azioni di risparmio Telecom in ordinarie;
        Riacquisto di azioni proprie fino al massimo consentito dalla legge (10%);
        Piano 1999 – 2002, imperniato sulla convergenza fisso/mobile (ristrutturazione dell’attivo).
        La passivity rule innescata dall’OPA imponeva, che, per essere attuata, questa strategia necessitava dell’approvazione di almeno il 30% degli azionisti ordinari, che furono convocati il 10 aprile 1999. Non era facile coalizzare questa maggioranza: oltre agli investitori italiani, bisognava convincere gli investitori istituzionali internazionali, che possedevano oltre il 50% di Telecom. Nel frattempo si scatenò l’asta relativa all’OPA ostile:

        1° rilancio – di Olivetti, 17 marzo 1999: nuovo piano industriale, nessuna fusione Telecom–Tim, payout al 90% per gli azionisti Tim e buyback per Telecom risparmio;
        2° rilancio – di Telecom, 27 marzo 1999: non più OPS ma OPA sull’intero flottante Tim (40%), con un esborso di €6,84 per le ordinarie (+17,4% rispetto all’ultima quotazione) e €3,85 per le risparmio (+8,6%), con l’effetto collaterale dell’aumento dell’indebitamento;
        3° rilancio – di Olivetti, 29 marzo 1999: rialzo del prezzo offerto per le azioni Telecom da €10 a €11,5 (complessivi €60,4 miliardi) di cui €6,92 cash, €2,9 in obbligazioni Tecnost ed € 1,68 in azioni Tecnost, con clausola di offerta subordinata alla mancata acquisizione di Tim da parte di Telecom.
        Nei giorni precedenti l’assemblea del 10 aprile ci fu una grande campagna pubblicitaria per convincere gli azionisti Telecom a partecipare in assemblea. Tuttavia il Tesoro e la Banca d’Italia decisero di non partecipare per mantenere un profilo neutrale. Molti hanno in seguito valutato questo comportamento come precisa volontà di ostacolare il piano difensivo di Bernabè e favorire la scalata di Colaninno. Anche gli investitori istituzionali stranieri erano allettati dall’offerta Olivetti in quanto permetteva loro di realizzare forti plusvalenze. Il 10 aprile 1999, dopo 40 minuti dall’apertura dei lavori risultava iscritto il 33,5% dei soci ma presente solo il 22,3%. In assenza del quorum del 30% (ex art. 104 TUF, Passivity Rule) l’assemblea fu sciolta e nessun provvedimento difensivo poté essere approvato.

        Bernabè non si arrese e ottenne dal CdA il mandato per cercare un acquirente gradito al management, detto in gergo White Knight (Cavaliere bianco). Questa operazione era resa difficile dal fatto che il tessuto imprenditoriale italiano non disponeva di capitali sufficienti da investire in questa acquisizione così onerosa. Al contempo, per uno straniero, risultava difficile superare la condizione dell’approvazione politica. Tuttavia il 16 aprile 1999 Bernabè raggiunse un accordo con Deutsche Telekom che prevedeva una fusione in una Newco. Tale operazione avrebbe creato un colosso della telefonia, con grandi sinergie e poche sovrapposizioni di mercato poiché Telecom Italia operava in Sud America mentre Deutsche Telekom in Asia e nell’est europeo. Si sarebbero raggiunti €70 miliardi di fatturato e €200 miliardi di capitalizzazione. La newco, di diritto tedesco, sarebbe stata quotata a Francoforte, Milano e New York.

        Ma il 22 aprile 1999 la Consob diede il via libera all’OPA proposta da Olivetti. Il giorno della chiusura si arrivò al 51,02% di partecipazione, così Olivetti assunse il controllo di Telecom Italia. Per ripagare i debiti contratti con l’operazione di leveraged buyout il management di Telecom Italia fu costretto negli anni a seguire a cedere asset di valenza strategica e a dimezzare i propri dipendenti.
        Poi fu Berlusconi a completare l’opera dal punto di vista legale, approvando la legge sul Leverage Buyout che consentì a Tronchetti di riversare su Telecom i debiti contratti per impossessarsene.

        QUESTA E’ LA STORIA. IL RESTO SONO SUPERCAZZOLE DA IGNORANTI PURE IDEOLIGIZZATI verso tempi passati ritenuti un’età dell’oro. Esattamente come fa il capitone. Nostalgico evidentemente dei titoli di stato al 15% e dei mutui a 20%.

        Massa di parassiti succhiasoldi pubblici.

        Tante leggi passarono inizialmente in condivisione con la sega nord perchè il M5S CONTAVA TANTO NUMERICAMENTE NEL PAESE.
        Oggi che quel patrimonio di consensi E’ STATO DILAPIDATO i tuoi cari leader, soprattutto quello pomiglianese, SONO COSTRETTI A TRATTARE E SI FANNO VOLENTIERI PISCIARE IN TESTA. Perchè sono consapevoli che se cadesse questo governo col cazzo che potrebbero continuare a vivere alla grande.
        Questa è la politica. L’arte della mediazione fra differenti interessi.
        Tu accusi il pd delle peggio porcate. Ma purtroppo, ultimamente, i peggiori corrotti stanno emergendo dalle file della lega e dei camerati della fascio-coatta burina.

        Essendo IMPOSSIBILE replicare il successo del 2018 dovresti essere attento a certe affermazioni demagogiche.
        Tornare ad un’alleanza con la lega vorrebbe dire fare in TUTTO E PER TUTTO i loro interessi, perchè hanno l’arma de consenso dei cerebrolesi, maggioranza del paese, dalla parte del manico.

        Dai continua a tifare i tuoi idoli falliti e non guardare in faccia alla realtà.
        Lo ripeto. Questo partito-movimento che ha tradito le sue origine è guidato dal velleitarismo di tantissimi vincitori della lotteria delle clickarie.

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    • Loro avrebbero dovuto essere “DIVERSI”. E ONESTI.
      Invece stanno dando prova di essere spesso ingenui, incompetenti, ignoranti e opportunisti.
      Ognuno li avrà votati per qualche motivazione. Io per le 5 STELLE polari inserite nel loro nome:
      ACQUA PUBBLICA
      AMBIENTE
      MOBILITA’ SOSTENIBILE
      SVILUPPO
      SOSTENIBILITA’
      Al’interno di tale cornice mi sarei atteso un’etica nella gestione dello stato e conseguente legiferazione per cambiare i paradigmi introiettati dal berlusconismo: Mafia, corruzione ed evasione iscale.
      Ho invece assistito a tanto velleitarismo e occupazione di posizioni di potere col solo fine di sostituirsi a quelli che c’erano prima.
      Era difficile ma in economia sono stati DISASTROSI.
      Offrire copertura politica alle speculazioni di scafati personaggi come Borghi e Savona, prestandosi al ruolo inconsapevole di utile idiota per la speculazione ribassista contro l’Italia, paventando l’uscita dall’euro e dalla UE, noi seconda nazione per surplus commerciale in un mercato vasto e protetto.
      Attaccare a testa bassa la Francia, verso la quale vantiamo un avanzo commerciale tra gli 8 e i 10 miliardi di euro annui.
      Essere riusciti a provocare, in totale solitudine, una recessione, cioè 3 mesi consecutivi di decrescita del PIL.
      Aver azzerato l’erogazione di prestiti alle imprese e mutui alle famiglie per aver fatto TRIPLICARE gli interessi.
      Aver fatto crescere il DEFICIT annuale per tale combinato disposto,grazie alla salita dello spread.

      Come ministro del lavoro e dello sviluppo economico Di Maio ha messo in mostra tutta la sua ignoranza unita ad arroganza e INCOMPETENZA.
      Quante crisi aziendali ha risolto nonostante l’imponente copertura mediatica che si trascinava al seguito?
      ZERO.
      Mi ricordo un crollo della produzione industriale su base annua, a dicembre 2018, del -5,5%,
      Ancora peggio nel settore auto, con l’incredibile trovata dell’ecomalus che ha penalizzato tutta la produzione nazionale, dalla FCA all’indotto di fornitori, premiando a concorrenza giapponese e coreana.
      Si sono sottomessi al capitone lasciandogli mano libera nei suoi tour elettorali in cui sbraitava verso i nekri. Quel 32% di parlamentari dovevano essere utilizzati per IMPORRE A TUTTI la propria politica, invece si sono dissolti a inseguire le stronzate altrui.

      Problema banche, parliamone.
      Fatta l’indispensabile premessa che chi ha rubato, NON sbagliato, sia esso un amministratore o un consigliere va processato e punito, vorrei spendere una parola per l’istituzione. Le banche sono necessarie a qualsiasi economia per il loro ruolo di compensazione tra crediti e debiti e come canale di finanziamento a famiglie e imprese, oltre ad essere luogo deputato all’amministrazione del risparmio e al sostegno verso lo stato tramite l’acquisto dei titoli emessi per il suo debito.

      Oggi, distratti dalle ruberie di alcuni mariuoli collusi con la politica a vari livelli, non ci accorgiamo delle mire espansionistiche sui nostri asset nazionali da parte delle altre nazioni.
      La FRANCESE Madame Nouy era addetta alla sorveglianza del sistema per conto della BCE, stava cercando di affossare il valore delle nostre banche pretendendo che esse vendessero i loro crediti con problemi di riscossione entro breve tempo. Ciò sarebbe stato estremamente pericoloso:
      1) Le banche italiane avrebbero dovuto cedere a prezzo ultra-ribassato tali NPL (Non Performing Loan) ai gruppi usurai stranieri specializzati nel recupero.
      2)Sarebbero state costrette a procedere ad aumenti di capitale, cioè a chiedere soldi sul mercato, per ripianare i buchi che si sarebbero creati nei bilanci.
      3) Il valore delle azioni sarebbe precipitato e facendole diventare facili prede di gruppi stranieri.
      4) Gli hedge funds, fondi speculativi, americani e britannici agendo di sponda con la madama francese avevano già annusato l’odore del sangue e si erano buttati a capofitto a SPECULARE CONTRO i nostri istituti quotati, una carneficina che durata mesi e che è stata particolarmente sanguinosa.

      E’ stato sottoposto agli iscritti ai vari meet-up tale rischio o si pensa che l’Italia possa fare a meno di un proprio sistema bancario?

      Ecco sulla macro-economia e sulle politiche industriali il M5S ha mostrato tutti i propri limiti.
      e oggi si continua con le elezioni regionali.

      Fa piangere tutta questa ingenuità.

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  3. Cara Antonella Laricchia, ho sempre votato 5 stelle da quando il Movimento è nato, ma stavolta con il serio rischio che possa vincere questa destra, voterò Emiliano e penso che molti altri M5s faranno questa scelta…

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    • Ho letto solo una parte della tua risposta, con testi copiati nel web, ma visto che continui a insultare, ti dico solo che sei una emerita testa di cazzo che si crede di avere la verità nel cranio pieno di merda a posto del cervello. Il tono della tua replica non merita di essere letta e non merita neanche una risposta. Avresti bisogno un buon psichiatra, fossi in te inizierei a preoccuparmi. Sei una persona spregevole, arida e cattiva………

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      • Io volevo chiedere, come sempre, delle fonti ma qui mi dici che sono testi copiati dal Web. Sicuro che tu abbia controllato, ti chiedo di mostrare cio’ che dici.

        Non tanto per sgamare chiccessia, ma ogni volta che chiedo le cosiddette “fonti” tutti s’impennano e sbuffano e mi mandano a ramengo, quindi mi faresti un favore.

        Dove ha copiato, il Focoso?

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      • Avresti bisogno di STUDIARE pezzo di somaro.
        Sul web trovi l’enciclopedia dello scibile umano, a devi essere pure capace di assemblare le notizie che ti occorrono, vere e verificabili da tutti, per imbastire un discorso con un suo fine. Siccome sei una MERDA IGNORANTE che NON SI AZZARDA A CONTESTARMI NEL MERITO, dovresti sapere che tali istituti custodiscono una massa ENORME di risparmi, utilizzati in larga parte per finanziare lo Stato Italiano attraverso l’acquisto di titoli di stato, poniamo a un valore 100.
        Si verificò, grazie agli speculatori Borghi e Savona, da passare per le armi con l’accusa di alto tradimento, che lo spread arrivato a 350 bp provocò una svalorizzazione del patrimonio delle banche, allocato in titoli di stato italiano. Una crescita del 2,5% degli interessi da riconoscere sulle nuove emissioni provoca inversamente un deprezzamento dell 25% sui titoli con scadenza ultradecennale in portafoglio.
        Sai cosa vuol dire?
        Che non vengono più soddisfatti alcuni indici di bilancio relativi alla solvibilità e alla garanzia, con il proprio patrimonio, verso i propri creditori.
        Succede così che, a queste nuove condizioni, la BCE attraverso la propria Vigilanza, arrivi a richiedere IL RIPRISTINO delle condizioni patrimoniali ottimali. COME?
        Attraverso una ricapitalizzazione. Questa procedura porta come effetto collaterale solitamente un crollo delle quotazioni e la necessità, per i soci in essere di mettere mano al portafoglio se volessero mantenere la maggioranza proprietaria.
        Se i capitali non dovessero venir trovati in Italia interverebbero FONDI STRANIERI che si papperebbero l’istituto, comprandolo a prezzi di saldo e INGLOBANDOLO nella propria struttura senza nemmeno cacciare i denari per ricapitalizzarlo.
        Il risultato finale sarebbe la volatilizzazione dei risparmi italiani verso altri paesi, a finanziare le locali imprese o gli altri stati emittenti titoli di debito pubblico.

        Ota, SCEMO DELLA MERDA, ti ho spiegato in modo il più possibile SEMPLICE E COMPRENSIBILE alcune conseguenze CATASTROFICHE frutto di una scellerata gestione dell’economia affidata ad un ex bibitro che in vita sua non aveva mai amministrato un cazzo..
        La preparazione e la competenza NON SI IMPROVVISANO. Ci si arriva studiando, facendosi il mazzo sui libri, lavorando presso istituzioni finanziarie di primaria importanza, nazionale o internazionali, private o istituzionali.

        E’ probabile, vista la tua precedente risposta, che tu di questo discorso non ci abbia capito un cazzo.
        Posso dire, senza essere smentito da chi se ne intendesse, che ti HO UMILIATO CON LA CONOSCENZA DELLA MATERIA, dovuta ai miei studi economici.

        Non ho bisogno ne di psichiatri ne di sorbirmi gli insulti da un ignorantone.
        UNO NON VALE UNO. Questa è una clamorosa scemenza che viene ripetuta a pappagallo da ignoranti senz’arte ne parte. per darsi una speranza.
        Va avanti SOLO CHI E’ CAPACE.
        Il M5S visto da questo punto di vista è stato una clamorosa delusione. Non voglio essere amministrato da chi ne sa meno dei miei gatti e del mio cane. E’ ignobile e e umiliante vedere trionfare personaggi come giggino e il suo amico capitone.

        P.S.
        Ora spende 50.000€ all’anno per un suo fotografo personale ed ufficiale, nel senso pagato DA TUTTI, per farsi riprendere in pose da statista.
        Mi verrebbe da inviargli le peggio bestemmie a questo parassita arrivista ed estremamente ignorante.
        Tu invece sei una sua sottomerda che cerca di fargli propaganda senza nulla riceverne in cambio. Quale sarebbe la tua soddisfazione a sapere che un simile soggetto arriva a guadagnare 20.000€ al mese facendo semplicemente presenza scenica? QUALE??
        Rispondimi SOTTOMERDA.

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      • @Giulio fadda.
        Siccome hai letto solo il mio incipit, ti ripropongo la chiosa finale, LA parte più SUCCOSA del mio intervento.
        E non dimenticare.
        STUDIA SOMARO

        Tante leggi passarono inizialmente in condivisione con la sega nord perchè il M5S CONTAVA TANTO NUMERICAMENTE NEL PAESE.
        Oggi che quel patrimonio di consensi E’ STATO DILAPIDATO i tuoi cari leader, soprattutto quello pomiglianese, SONO COSTRETTI A TRATTARE E SI FANNO VOLENTIERI PISCIARE IN TESTA. Perchè sono consapevoli che se cadesse questo governo col cazzo che potrebbero continuare a vivere alla grande.
        Questa è la politica. L’arte della mediazione fra differenti interessi.
        Tu accusi il pd delle peggio porcate. Ma purtroppo, ultimamente, i peggiori corrotti stanno emergendo dalle file della lega e dei camerati della fascio-coatta burina.

        Essendo IMPOSSIBILE replicare il successo del 2018 dovresti essere attento a certe affermazioni demagogiche.
        Tornare ad un’alleanza con la lega vorrebbe dire fare in TUTTO E PER TUTTO i loro interessi, perchè hanno l’arma de consenso dei cerebrolesi, maggioranza del paese, dalla parte del manico.

        Dai continua a tifare i tuoi idoli falliti e non guardare in faccia alla realtà.
        Lo ripeto. Questo partito-movimento che ha tradito le sue origine è guidato dal velleitarismo di tantissimi vincitori della lotteria delle clickarie.

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      • Non leggo le cazzate che scrive il genio del web Jerome B.
        se prendi un testo a caso e lo copi nel motore di ricerca ti appare dove a fatto il copia e incolla.

        Per esempio :

        “Fino al 2003 in Italia vi era un espresso divieto di porre in essere operazioni di LBO, poiché strumento di aggiramento per interposta persona (NewCo) del divieto di sottoscrizione di azioni proprie (art.2357 c.c.) e del divieto di assistenza finanziaria per la sottoscrizione o l’acquisto di azioni proprie.”

        https://it.wikipedia.org/wiki/Leveraged_buyout

        mentre

        “La passivity rule innescata dall’OPA imponeva, che, per essere attuata, questa strategia necessitava dell’approvazione di almeno il 30% degli azionisti ordinari, che furono convocati il 10 aprile 1999. Non era facile coalizzare questa maggioranza: oltre agli investitori italiani, bisognava convincere gli investitori istituzionali internazionali, che possedevano oltre il 50% di Telecom. Nel frattempo si scatenò l’asta relativa all’OPA ostile:”

        lo trovi nel sito

        https://www.legalecoppolaweb.com/landing/acquisti-con-indebitamento.php

        Sono 2 esempi ma se ne potrebbero trovare molti di più

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  4. Vero, sono così rimbambiti che si sono serviti della lega per attuare il loro programma ed oggi si servono del PD
    La lega, ad un certo punto ha buttato la spugna e lo stesso farà il PD . Lei deve essere essere uno dei tanti con il dente avvelenato tanto che, probabilmente, si è sparato una tiritera senza aver letto l’articolo.

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    • UAHAHAHAH.
      Io vorrei picchiare qualcuno A PRESCINDERE direbbe il Grande TOTO’.
      Soprattutto gli ignoranti che parlano per slogan senza conoscenze se non di navigazione sul web tra siti complottisti di varia estrazione.
      Oggi in politica, a decidere le nostre sorti di popolo composto da individui teoricamente penanti, NON SONO I MIGLIORI, ma quelli più abili a seguire la corrente dell’opinione pubblica attraverso i social.Emblematico il caso del capitone che, senza alcuna vergogna, cambia repentinamente posizione rispetto a sue precedenti dichiarazioni sulla base dei sondaggi DEL MOMENTO.
      Chi si comporta così NONN POTRA’ MAI AVERE UNA VISIONE E UN DISEGNO DI LUNGO TERMINE.
      Ragionano per tutto e subito come un qualsiasi avventore ciucco da bar.

      E non dovrei prendere a sberle il primo che passa, avendo una probabilità del 60% di trovarmi di fronte a qualche rimbambito? (Sommo i voti della destra e di molti, NON TUTTI, i penta-raggirati e rimbambiti)

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  5. Strabiliato, l’articolo si legge IN UN MINUTO.
    CAZZO DEVI CAPIRE OLTRE AL FATTO CHE QUESTA SI SENTA PROTAGONISTA?
    Prenderanno uno sberlone e si ridurranno all’irrilevanza e poi via nel bidone dei dimenticati.

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