I furbastri del Covid: politici, star tv e ricchi

(di Patrizia De Rubertis – Il Fatto Quotidiano) – Sono tre leghisti, un Cinque Stelle e un renziano di Italia Viva i 5 deputati furbastri che nei mesi scorsi hanno chiesto e incassato dall’Inps il bonus da 600 e 1.000 euro erogato a partite Iva, co.co.co, liberi professionisti e lavoratori stagionali in difficoltà a causa dell’emergenza Covid. Lo stipendio netto da 12.439 euro e tutti i benefit e privilegi di cui già godono non sono stati ritenuti sufficienti dai politici, i cui nomi restano coperti dalla legge sulla privacy. E, soprattutto, dal loro stesso velo di omertà nel non autodenunciarsi.

A segnalare le vergognose richieste è stata la struttura antifrode, anticorruzione e trasparenza dell’Inps creata dal presidente Pasquale Tridico. Così, nei momenti di massima emergenza sanitaria, all’assalto dei furbetti delle aziende ad accaparrarsi gli ammortizzatori sociali senza aver registrato cali di fatturato, ora si aggiunge anche quest’altro caso che sta incendiando il Parlamento appena chiuso per ferie. Sebbene non rientri in nessun illecito (la richiesta del bonus non prevedeva requisiti di reddito, bastava solo il numero della partita Iva e l’indicazione della propria posizione professionale), la notizia ha scosso e indignato un Paese in cui ci sono lavoratori che ancora aspettano di ricevere gli ammortizzatori sociali.

Immediato il diluvio di reazioni politiche e non, tra richieste di scuse, di dimissioni e di restituzione dei soldi. Mentre su Twitter è diventato trend topic l’hashtag #Fuoriinomi con l’invocazione di rendere noti i nomi dei deputati coinvolti. In ogni caso, anche se venissero chieste ufficialmente le identità, l’Inps non è tenuta a rivelarle. Sono prestazioni legittime e non c’è alcun motivo di richiesta istituzionale che comporti un obbligo di risposta.

Resta aperta la questione morale che abbraccia tutti gli schieramenti. I 5 deputati non sono gli unici ad aver richiesto il bonus previsto dai decreti Cura Italia e Rilancio. Sono 2.000 i politici coinvolti tra governatori di Regione, sindaci, consiglieri e assessori sia regionali che comunali. Un elenco sterminato in cui rientra anche la peggiore società civile. Oltre al conduttore tv già rivelato ieri da Repubblica, nella lista dei furbastri compaiono altri volti noti del piccolo e grande schermo e una marea di riccastri professionisti, tra notai, avvocati, ingegneri e commercialisti che hanno goduto di un sostegno economico pur senza averne effettivamente bisogno.

Il presidente della Camera Roberto Fico ha definito la faccenda “una vergogna” chiedendo ai 5 di restituire quanto percepito, “è una questione di dignità e di opportunità”. I capigruppo a Montecitorio hanno iniziato presto ieri mattina a compulsare i deputati nelle chat di Whatsapp, chiedendo di accertarsi dai propri commercialisti di non essere tra i colpevoli.

E non manca chi ha parlato di “un sistema bonus sbagliato”, perché ha permesso di richiedere e ricevere un sussidio anche a chi non ne aveva assolutamente necessità. “Avremmo dovuto varare un provvedimento ad hoc per escludere parlamentari e consiglieri regionali, per esempio. Si sarebbe evitato tutto questo”, hanno fatto trapelare dalle segreterie. Dal Cinque Stelle Vito Crimi al dem Nicola Zingaretti, passando per il leghista Matteo Salvini, Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia e la forzista Maria Stella Gelmini, tutti i leader hanno chiesto di cacciare i 5 dal Parlamento, ma nessuna conferma sugli indiziati. Ora la paura per i leader è tanta, soprattutto a un mese dal referendum sul taglio dei parlamentari del 20 settembre voluto fortemente dal M5S. Intanto la caccia ai furbetti continua.

21 replies

  1. il bonus è stato assegnato anche ai medici liberi professionisti che mentre gli altri lavoravano avevano gli studi chiusi…immorale? Forse…
    Chi ha lavorato nei reparti covid riceverà un bonus che si somma allo stipendio anche se in fondo, non ha fatto altro che fare il suo lavoro. È giusto? Forse…
    Io credo che quei tre mesi siano stati talmente eccezionali e fuori dalla realtà che tutto ciò che riguarda quel periodo debba, in un certo senso, “rimanere in quel periodo” come in una sorta di miglio verde

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    • Meno male che il governo non abbia pensato a vincoli. Così abbiamo scoperto che l’immoralità é più diffusa di quanto si possa pensare. Si capisce anche perché i potenti odiano tanto i 5S. Sono anche convinto che tutti questi personaggi faranno parte dei contrari al reddito di cittadinanza sol perché qualche delinquente abbia approfittato. Il bonus era destinato a coloro che a causa del blocco rischiavano di non poter acquistare i beni essenziali e non a chi in quei mesi non poteva incrementare il suo patrimonio. Voglio sapere i nomi dei profittatori così come li sappiamo nel caso del reddito di cittadinanza.

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    • @cdm
      “Basta ca ce sta ‘o sole
      che c’è rimasto ‘o mare,
      chi ha avuto, ha avuto, ha avuto…
      chi ha dato, ha dato, ha dato
      scurdammoce ‘o passato
      simme ‘e Napule, paisà. ”

      Questa strofetta è a fondamento di gran parte del malaffare in cui
      ci troviamo immersi fino al collo.
      “Scurdammoce ‘o passato” è sempre stato preso fin troppo alla lettera
      dalle italiche genti che, proprio per non essere mai capaci di ricordare
      quanto sia doloroso e degradante prenderlo in quel posto, preferiscono
      intonare all’infinito: Basta ca ce sta ‘o sole… e così via, piuttosto che
      prendere coscienza del proprio stato e pretendere che chi è stato eletto
      a rappresentarli faccia i loro interessi e non gli affaracci suoi.

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    • cdm
      vai a fare in culo te e il tuo miglio verde
      io li chiamo opportunisti di merda e truffatori, il provvedimento è stato pemsato per chi non aveva altri introiti,
      te sei un azzeccagarbugli di merda…senza il forse

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      • Ultimissime: Adriano ha il condizionatore rotto, il frigo che perde, l’auto col carburatore scassato e non si puo’ muovere dal suo appartamento a 41 gradi all’ombra.

        E sua moglie ha nascosto il telecomando e tagliato i fili della spia IR del televisore.

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      • Ennio
        per tua notizia sono in Cadore, mi godo il fresco dei boschi, lunghe e piacevoli escursioni e non ho il televisore, non mi serve il condizionatore e il frigo dell’hotel diffuso funziona benissimo.
        La mia auto è a metano, ma per gli spostamenti brevi (raggio 30/50 km uso la bici).
        Sono solo incazzato per la massa di ipocriti di merda, che accusano di poltronismo i percettori del RdC che non hanno altri redditi e queste merde non perdono occasione per infinocchiare e truffare tutti. Per di più i commenti dei politici che ho letto mi fanno letteralmente imbestialire, parlano di privacy, farabutti tutti!!!

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  2. Prima o poi i nomi dei “topi nel formaggio” verranno fuori e si vedrà, da come le forze politiche di appartenenza
    reagiranno nei fatti, e non solo a chiacchiere, quale sia la loro vera predisposizione nei confronti di chi ruba anche
    se legalmente.

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  3. Il cazzaro verde, quello che diceva che gli italiani sono onesti e non servono leggi per impedire il malcostume, ora sostiene che bisognava fare norme anti-furbetti. Mi ricorda tanto la contraddizione del colonnello Jessep in “a few good men”.

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  4. Lo sappiamo che in Italia c’è gente che ruba molto di più ma la truffa di tanti miserabili che non avevano bisogno dei 600 euro ma li hanno razzolati per puro istinto predatorio ha fatto incazzare tutti perché questi cialtroni hanno rubato a chi ne aveva veramente bisogno e questa cosa ha fatto incazzare l’Italia intera. E’ stato un atti spregevole e meschino.
    Dunque sembra che questo furto indecente sia ‘inopportuno’ ma non ‘illegale’ per cui questi cialtroni da spazzatura non possono essere puniti. Potrebbero solo avere delle sanzioni interne al partiti di appartenenza e se uno di loro fosse veramente un 5 stelle, non c’è dubbio che sarà cacciato, ma si dice che tre siano della Lega, uno di Italia viva e uno sia un ex 5 stelle poi passato alla Lega (i leghisti hanno il furto nel sangue).
    Allora, se non si può punirli, dovremmo però poter accedere all’elenco dei loro nomi , politici e non politici, per sapere come regolarci in futuro con questi soggetti, visto che questi sono soldi nostri e dovrebbe essere accessibile in internet anche l’elenco dei 5000 governatori, assessori e consiglieri che sono stati trovati ‘inopportuni’ assieme ai vari imprenditori, avvocati, notai ecc che sono stati così miserabili da rubare alla povera gente.
    Se non possiamo punirli, almeno SPUTTANIAMOLI!!

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    • @vivianav
      Quella che tu proponi, Viviana, si chiama “gogna”.
      Oggi non sarebbe più possibile utilizzare fisicamente la gogna come avveniva nei cosiddetti “secoli bui” perchè
      siamo diventati tutti persone civili (ahahahah!).
      La versione moderna è la “gogna mediatica” che, utilizzata verso chi la merita (com’è il caso di questi vermi) può
      avere un effetto deterrente verso chi avesse intenzione di seguire il loro esempio ma, cosa ancora più importante,
      ci consentirebbe di guardare negli occhi queste sanguisughe e ricacciarle nella fetida palude da cui sono uscite.
      Quanno ce vo’, ce vo’!

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      • Ci vorrebbe una cosa tipo le Iene ma continua, che li segua ovunque vadano in veste istituzionale e con due o tre ugole ben azzeccate (credo che usare il megafono sia vietato) ripeta la misura della loro indegnita’ di servizio.

        Tipo: Zotta Continua.

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  5. Non sono d’accordo sul mantenere la privacy in questo odioso episodio di mal costume.Chi si approfitta delle leggi,non può state al governo pertanto ben venga la gogna in piazza San Pietro e tutti a sputare addosso a questi miserabili!

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  6. Una banda di ipocriti dire che non si fanno i nomi causa privacy, non c’è nessuna privacy in questi casi, sono funzionari pubblici e come tali devono dichiarare tutto. Balle su Balle!!!
    delibera ANAC 59 del 15 luglio 2013,
    Perchè si conoscono i percettori del reddito di cittadinanaza e i truffatori parlamentari no? diverso il potere di interdizione?
    Ipocriti tutti, nessuno escluso come si diceva una volta tutto l’arco costituzionale. Dov’è la legge sulla trasparenza?
    In ogni caso, se volessero, basterebbe un decreto d’urgenza.

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