Intervista esclusiva a Leonardo Mazzei del coordinamento nazionale di “Liberiamo l’Italia”

(Marco Giannini) – Buongiorno Leonardo in questa intervista vorrei che spaziasse e non si limitasse allo “stretto necessario”.Sa, quando ascolto i TG ed i Talk Show ripenso alle parole del Nobel economico Stiglitz che, nel saggio “Freefall”, sosteneva che i poteri forti neoliberisti avrebbero fallito, qualora avessero cercato di combinare in Europa ciò che avevano provocato nel sud est asiatico, alla fine degli anni ’90. Io invece trovo che i media siano prodigiosi nel non fare accorgere, ai cittadini dei paesi che in UE soccombono (L’Italia), di essere sfruttati da quelli che della UE approfittano (Germania). A questo scopo hanno inventato il termine imbecille di “sovranisti”.

1) Mi scusi la premessa Leonardo, ci parli di Liberiamo l’Italia: che ruolo ha lei all’interno di questa forza politica, quando nasce, quali sono i suoi scopi e la sua collocazione ideologica.

Liberiamo l’Italia (Lit) è un movimento nato con la manifestazione del 12 ottobre 2019, il primo corteo nazionale per l’Italexit. Visto il successo dell’iniziativa, i suoi promotori decisero di avviare il processo costitutivo di un soggetto politico che ne portasse avanti i contenuti. Uscire dall’Unione Europea e dal neoliberismo, riconquistare la sovranità nazionale, applicare la Costituzione del 1948 dando a tutti lavoro e dignità: questi gli obiettivi su cui siamo nati, la cui attualità è perfino superfluo ricordare. Lit ha un coordinamento nazionale di cui faccio parte.

 2) Liberiamo l’Italia può trovare un percorso comune con altri soggetti, penso alla neonascente “Italexit” di Gianluigi Paragone e/o a “Vox” di Fusaro?

Fin dalle sue origini, Lit ha teso a costruire un percorso unitario con tutti i soggetti che, in vario modo, si collocano nell’area che si batte per la sovranità e contro il liberismo, contro l’Ue e per l’affermazione dei principi costituzionali. La Marcia della liberazione del prossimo 10 ottobre sarà un buon passo avanti nella giusta direzione. Tutti i soggetti ai quali si riferisce, più altri ancora, saranno in piazza insieme quel giorno. Ed il lavoro unitario è già in corso da settimane nel comitato organizzatore. Ma la piazza non basta, occorre anche un soggetto politico organizzato. Da qui il rapporto stretto che stiamo costruendo con il Partito dell’Italexit lanciato da Gianluigi Paragone. Tra il manifesto di Lit e quello di Paragone la convergenza è pressoché totale. Un grande passo avanti per tutti quelli che credono davvero nella possibilità di liberare il nostro Paese.  

 3) Andiamo al recente. Il Recovery Fund: è stato davvero un successo o, come amo affermare io, “il futuro dei nostri figli e nipoti è stato pignorato per 30 anni“?

Il Recovery Fund, come tutto il “pacchetto” europeo nel suo insieme (Mes, Sure, Bei) è una truffa. L’oligarchia eurista ha fatto come con la Costituzione europea 15 anni fa. Siccome i referendum in Francia ed Olanda la respinsero, si trasferirono quei contenuti nel successivo Trattato di Lisbona, che in quanto tale aggirava la possibilità dei referendum nazionali. Adesso hanno fatto la stessa cosa: poiché dopo la Grecia nessuno vuole il Mes (neppure Cipro!), si sono inventati il Recovery Fund, che in buona sostanza è un super-Mes mascherato da buone intenzioni. Col Recovery Fund non arriveranno “soldi gratis”, come la propaganda vorrebbe far credere, ma piuttosto prestiti da restituire con gli interessi. E quelle che vengono pomposamente chiamate “sovvenzioni”, sono in realtà trasferimenti all’interno di una complessa partita di giro, alla fine della quale resteranno solo pochi spiccioli. Ma la cosa ancor più grave è che, in buona sostanza, quelle stesse “condizionalità” del Mes che molti dicono di voler respingere, ce le ritroveremo pari pari nelle regole del Recovery Fund. Per l’Italia questo significherà nuova austerità, nuovi tagli alla spesa pubblica, un nuovo attacco alle pensioni.   

 4) Perché in UE non si è fatto come in USA e Inghilterra dove la Banca Centrale, per far fronte al Covid-19, ha stampato moneta sostenendo famiglie e imprese per l’equivalente di 15000 euro? La scelta degli alti prelati di Bruxelles rientra in un ben determinato paradigma già visto o sbaglio?

Sì, è così. Tutti sanno che davanti alla drammaticità di questa crisi sarebbe stato necessario monetizzare, dunque sterilizzare, il debito. Ma l’UE non poteva farlo, sia per il suo impianto geneticamente ordoliberista, sia per l’assurdità (non a caso un unicum a livello mondiale) di una moneta unica per 19 Stati. Stati che, lo abbiamo visto al recente Consiglio europeo, vanno ormai in ordine sparso. Ognun per sé, sempre più divisi negli interessi e negli obiettivi, incerottati alla bell’e meglio solo dalla necessità di non smentire quella sorta di credo eurista da cui traggono potere e legittimità le varie èlite nazionali.

 5) Come saprà il tessuto produttivo del nord è molto intrecciato in un interscambio con la Germania: uscendo dall’Euro non teme contraccolpi da questo punto di vista?

Nessuno di noi ha mai pensato a percorsi indolori. Uscire non sarà una passeggiata, ma restare nella gabbia dell’euro sarebbe molto peggio. Il raffronto non va fatto tra i problemi dell’uscita ed una tranquilla permanenza. Stando dentro, infatti, non vi sarà tranquillità alcuna. La dimostrazione è nella storia degli ultimi 12 anni, ma i prossimi saranno peggio. Il tessuto produttivo del nord non ha nulla da temere dall’uscita, anzi il ritorno alla sovranità ci consentirà di sviluppare una politica industriale degna di questo nome. Già prima del Covid 19 avevamo perso il 25% della produzione e della capacità produttiva dell’industria italiana. Tutto ciò è avvenuto stando nell’euro, non sarà difficile fare meglio uscendo! Quando gli industriali professano la loro fede eurista, lo fanno non in nome del sistema produttivo nazionale, ma dei loro immediati interessi. Come noto, il vincolo esterno è la chiave con la quale si abbassano i salari e si tolgono i diritti. Ai padroni del vapore non può fare che piacere, ma in questo modo l’industria italiana langue. In quanto all’interscambio con la Germania non vedo problemi. Che forse dopo l’uscita i tedeschi smetteranno di commerciare? Non credo proprio, mica gli dichiareremo guerra! Ad ogni modo, ove lo facessero, ricordiamoci che la Germania è un paese di 82 milioni di abitanti in un mondo che ne conta 7 miliardi e 700 milioni…

6) Non crede che una uscita dall’euro possa essere realizzata solo in modo concordato (anche pagando un prezzo iniziale) onde evitare che gli ex partner ci riservino una guerra commerciale?

Un’uscita concordata sarebbe la cosa migliore. Sicuramente la più saggia, ma non dipenderà solo da noi. Questa possibilità andrà offerta alla nostra controparte, ma sempre con la determinazione ad uscire. Diciamo che bisognerà avere un piano A (uscita concordata) ed un piano B (uscita unilaterale). La determinazione è l’aspetto decisivo, lo si è visto anche con la Brexit. Avere un piano B, ed essere pronti ad usarlo, rafforzerà il piano A, ma nessuno può prevedere oggi a tavolino come andranno le cose al momento della verità. In gioco saranno infatti innumerevoli fattori di tipo politico e geopolitico, ancor prima che economico. Ad ogni modo ritengo che la minaccia di una guerra commerciale sia sostanzialmente una tigre di carta. Ipotesi sempre da considerare, certo, ma non la più probabile.7) Domani è venerdi sera ed a banche chiuse decidiamo di uscire dall’euro… per farlo serve un Decreto che ci consenta di tornare in possesso di una Banca Centrale. Serve però la firma del Presidente della Repubblica ma egli si rifiuta anche la seconda volta e la stessa cosa la fanno i Presidenti delle Camera. Come si fa?Crede davvero che i cittadini saprebbero distinguere la non firma come un golpe?

Beh, nonostante tutto la nostra è pur sempre una Repubblica parlamentare. Non dimentichiamoci che i poteri assunti nell’ultimo decennio dal Quirinale sono anche il frutto di un Parlamento e di forze politiche deboli. E’ chiaro che bisogna ricostruire la centralità del Parlamento. Ma per farlo occorrono forze politiche adeguate, radicate nella società, dotate di una classe dirigente degna di questo nome. Si torna qui al tema del Partito dell’Italexit, un partito che non solo dovrà essere capace di rappresentare al meglio gli interessi popolari, ma che dovrà suscitare ed organizzare la mobilitazione di massa per conseguire i suoi obiettivi. Se si andrà su questa strada si potrà resistere anche al possibile golpismo quirinalizio. A tal proposito vorrei ricordare quanto avvenuto il 28 maggio 2018. Quel giorno Mattarella bocciò la nomina a ministro dell’Economia di Paolo Savona. Il Movimento 5 Stelle chiese – ma solo per qualche ora! – l’impeachment, la Lega del coraggioso Salvini si eclissò. Cosa sarebbe avvenuto se questi due partiti avessero invece mobilitato la piazza? Oggi sappiamo con certezza che né Di Maio né il “capitone” lo avrebbero mai fatto, ma la domanda rimane ed io penso che la maggioranza dei cittadini sarebbe stata dalla parte giusta.

 8) In uno scenario come quello descritto nella domanda precedente non teme che dal lunedì seguente lo spread ci porti al default? Inoltre come la mettiamo con il circolante nella nuova moneta che non è stato ancora creato?

Calma. I detentori dei titoli italiani (incluso quelli esteri) non hanno certo interesse al default, anzi! Naturalmente vi sarebbero tensioni legate al nuovo cambio, ma quel che va considerato è che lo spread riguarda solo il mercato secondario. Dunque, di per sé una breve fiammata dello spread non influenzerebbe minimamente il costo del debito pubblico, specie se lo Stato si sarà preparato all’evento. D’altro canto lo spread sale finché non si arriva all’uscita, dopo di che – con la nuova Banca centrale – non esisterà più spread alcuno. Ovviamente la nuova moneta andrà preparata, e per un certo periodo è possibile immaginare un regime di doppia circolazione interna. Ma sono questioni tecniche, che da un lato sono troppo complesse per essere sviluppate in un’intervista, dall’altro andranno viste in relazione alla concreta situazione del momento. Come ho già detto, noi non neghiamo affatto le criticità dell’uscita, ma affermiamo che si tratta comunque di difficoltà affrontabili. In caso contrario dovremmo concludere che l’euro rappresenti la fine della storia: una cosa assurda, ma soprattutto ridicola.  

 9) Benissimo. Ci parli dei vantaggi di un ritorno alla Lira? 

I vantaggi sono noti: possibilità di agire sul cambio e sui tassi, possibilità di monetizzare il debito, dunque di tenere gli interessi al livello desiderato. Si tratta di strumenti indispensabili per mettere in campo una politica economica che ci porti fuori dalla crisi e dall’austerità, che combatta sul serio la disoccupazione e la precarietà. Ma non è solo all’economia che dobbiamo guardare. In gioco c’è la riconquista della sovranità politica, dunque della democrazia. Solo così i cittadini potranno tornare a contare, solo così si potrà selezionare una classe politica non servile, non asservita ai soliti potentati economici.

10) Come ci potremmo dotare di una nuova e necessaria politica industriale?

Per prima cosa l’industria italiana dovrà tendere a coprire tutte le principali esigenze del Paese. Sembrerebbe una banalità, ma in tempi di globalizzazione non lo è affatto. A febbraio abbiamo scoperto di dipendere dalla Cina per le mascherine! In secondo luogo va rafforzata la presenza dello Stato nell’economia ed i settori strategici (energia, trasporti, telecomunicazioni, acqua) vanno nazionalizzati. Oggi, con il “Decreto Rilancio”, lo Stato può entrare nel capitale delle aziende, ma solo temporaneamente e solo per salvarle, per poi riprivatizzarle subito dopo. E’ una follia, che significa la pubblicizzazione delle perdite e la privatizzazione dei profitti. Noi siamo invece perché questo ingresso nelle aziende metta nelle mani pubbliche la possibilità di indirizzare le scelte strategiche sul come e cosa produrre nell’interesse generale della collettività.    

11) Ci parli un po’ del debito pubblico interno, cosa è? Le persone credono che sia qualcosa di dannoso e che esista “per colpa della corruzione anni ’80” un fenomeno esecrabile ma da questo punto di vista enfatizzato a sproposito…

Purché non sia di dimensioni patologiche, il debito pubblico interno non solo non è un problema, ma disponendo della piena sovranità monetaria può essere addirittura una leva importante dello sviluppo economico. Nel caso specifico dell’Italia la cosa è ancora più vera, visto il livello elevato della ricchezza finanziaria (oltre 4mila miliardi di euro) del Paese. Se si utilizza questa ricchezza per finanziare, con l’emissione di Btp, i necessari aumenti di spesa nella sanità e nella scuola, se la si utilizza per rilanciare gli investimenti, il debito pubblico può rivelarsi addirittura uno strumento prezioso. Il problema è che oggi lo Stato né investe, né spende per migliorare la spesa sociale. Ma questo non dipende dal debito, ma dalle regole draconiane cui siamo sottoposti nella gabbia europea. Una ragione in più per uscirne. La corruzione è ovviamente un fatto da combattere con ogni mezzo, ma le ragioni principali dell’aumento del debito sono ben altre.   

12) Ci parli allora del debito estero, come si è formato e soprattutto da quando si è impennato?

A differenza di quello interno, il debito estero è invece un problema. E questo ci dice quanto sia pericolosa per l’Italia la strada del Recovery Fund, del Mes e del Sure. Tutti questi strumenti messi a punto dall’oligarchia eurista sono infatti basati sui prestiti. Prestiti da restituire all’Unione Europea, dunque debito estero. Storicamente, il debito italiano – quello estero in particolare – si è impennato fondamentalmente per due cause. In primo luogo il famoso “divorzio” tra Tesoro e Bankitalia, che mise il debito italiano nelle mani della speculazione finanziaria internazionale. Un atto irresponsabile, un vero tradimento degli interessi nazionali in nome dell’arrembante ideologia neoliberista, compiuto alla chetichella da Ciampi ed Andreatta nel 1981. La seconda causa dell’impennata del debito risiede nell’inscindibile coppia euro/austerità. L’austerità ha prodotto infatti quella crisi infinita che già vivevamo prima del Covid 19. Dall’ingresso nell’euro l’Italia ha perso il 25% del Pil potenziale che avrebbe potuto raggiungere restando alla Lira. Un dato enorme, perché se quel 25% non fosse venuto a mancare ben diversa sarebbe oggi la situazione del Paese.

13) Secondo lei (sa che io sono ancora legato emotivamente al M5s) perché il MoVimento è diventato come è adesso? Perché, ad esempio per quanto riguarda la domanda numero 11, i 5s non raccontano le cose come stanno e la buttano sempre sul discorso “corruzione” (complice anche il lavoro sporco di media come il FQ)?

Le ragioni della deriva dei Cinque Stelle sono tante. Ma forse quella principale è che il partito leggero, quello che “vive” nella Rete volutamente privo di una visione della società, non poteva produrre un vero gruppo dirigente. La ridicola teoria dell’«uno vale uno» ha fatto il resto. Alla fine M5S si è dimostrato il più grande concentrato di alcuni storici vizi nazionali: il trasformismo e l’attaccamento alla poltrona. Porsi semplicemente come “anti-Casta”, disinteressandosi delle ragioni strutturali che la Casta hanno prodotto, ha trasformato i pentastellati (basti pensare agli attuali parlamentari!) in ridicoli quanto inamovibili culi di pietra. Una fine ingloriosa che si commenta da sola. Sulla corruzione ho già detto: è ovviamente un fatto deprecabile e da combattere con ogni mezzo, ma bisogna sapere che il sistema la fa emergere solo quando serve ai propri fini. Fu così con “Mani pulite”, che preparò l’avvento della Seconda Repubblica maggioritaria e turbo-liberista; è così oggi con la narrazione dei Cinque Stelle (ma non solo) che usano questo argomento per nascondere i veri problemi di fondo. E’ un giochino facile facile, visto che la corruzione è diffusa e ben si presta a distogliere l’attenzione dal nodo europeo. Noi siamo favorevoli a misure drastiche contro la corruzione – proprio quelle che il regime non vuol prendere – ma la si smetta di utilizzarla strumentalmente per descrivere l’Italia come un “legno storto” che solo l’UE potrà raddrizzare. Tra l’altro l’Unione è fatta pure di paradisi fiscali per tutti i gusti, come l’Olanda, il Lussemburgo e l’Irlanda.

 14) Ci illustri alcune proposte di Liberiamo l’Italia.

Andando necessariamente per titoli, rimando al nostro documento della scorsa primavera intitolato «La vera via d’uscita– Proposte per evitare la catastrofe dell’Italia». In queste proposte indichiamo la necessità di un grande piano di investimenti pubblici per raggiungere la piena occupazione, la ricostituzione immediata dell’IRI, la moratoria del debito pubblico posseduto dalla grande finanza speculativa, misure di salvaguardia del risparmio dei cittadini, una riduzione generalizzata delle imposte in vista di una profonda riforma fiscale, il controllo del movimento dei capitali, la rinazionalizzazione della Banca d’Italia come premessa per tornare ad una nostra moneta sovrana. Non c’è qui lo spazio per spiegare nel dettaglio ognuna di queste misure, ma credo che l’elenco indichi chiaramente le cose prioritarie da fare assieme all’uscita dalla gabbia dell’Unione Europea.

15) Adesso termino con una domanda alla Marzullo: si faccia una domanda e si risponda da sé.

Se fossi l’intervistatore chiederei: ma davvero pensate di farcela? Non vi sentite un po’ folli? A queste domande, più che legittime, rispondo che ce la faremo. Folle è chi pensa che vada bene così, peggio ancora chi sa che non va bene affatto ma crede di poter “riformare l’Europa”. Se non fosse la manifestazione di una disonestà intellettuale senza limiti, questa sì che sarebbe follia! Naturalmente, farcela non dipenderà solo da noi ed i processi storici sono spesso complicati e contorti. Ma il momento della lotta è questo, e non c’è lotta vincente senza un po’ di quell’ottimismo della volontà che significa determinazione, determinazione ed ancora determinazione.

Ringraziamo Leonardo Mazzei di Liberiamo l’Italia.

47 replies

    • Grazie Loretta, di cuore.
      Di splendido però, più che l’intervistatore, è stato Mazzei che ha riassunto tutto in modo chiarissimo e coraggioso.
      Se noti vanno già a fargli le pulci sul passato; mica lo fanno a…che ne so…Gennaro Migliore (da SEL a PD a Italia viva) o di Romano quello ex Scelta Civica ora PD che consigliava a una grillina, qualche anno fa, di entrare in Scelta Civica perché “doveva pensare a se stessa e non al paese”…
      Mi piacerebbe che tu cercassi su google la mia lezione di Economia alla Camera (Sala conferenze Tatarella) basta che scrivi Marco Giannini e neoliberismo su google.
      Fammi sapere che ne pensi; puoi (se vuoi eh) inviarmi amicizia su fb alla faccia degli haters dietrologi che le usano tutte ma proprio tutte per mentire e ingannare. La calunnia è un venticello…diceva Rossini genialmente!

      Ieri sul mio pezzo sul debito, come avrai notato, hanno avuto il coraggio di dire che i grafici (purtroppo la piattaforma non carica le immagini) non erano riguardanti ciò cui mi riferivo, così uno che non va a controllare resta col dubbio…questo per dire che metodi usano…

      Abbraccio sentito.
      Marco

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      • Noo, non esiste lo sporco impossibile! Ho solo detto che i grafici (di alcuni anni prima) non avevano didascalie contestuali al pezzo scritto.

        E poi ho detto che la bibliografia non avrebbe retto il giudizio di un prof delle superiori. Tutto qui, basta leggere.

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  1. Visto che sono stato sollecitato in un modo vergognosamente personale faccio una eccezione ed intervengo in questo dibattito dai toni a me non conformi.
    Il sottoscritto non utilizza altri nickname che il suo, ovvero “Marco Giannini”.
    La si smetta di infangarmi con questi ed altri mezzi o sarò costretto a consultare il mio legale per vedere se quanto ho letto oggi, ma anche in precedenza, delinei una qualsivoglia forma di reato.
    In caso contrario tutti, tutti, gli intervenuti possono stare tranquilli.
    Buona serata.
    Marco Giannini

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  2. caro Giannini dalle mie parti si dice ‘ dai il prosciutto ai maiali e lo rifiutano , dai le ghiande e se le divorano .
    Qui ci sono oltre che inquadrati fanatici e anche miserabili squadristi che offendono sistematicamente . Bella intervista a Mazzei che l seguo su Sollevazione .
    A prop. non la leggo piu’ su Comedonchisciotte come mai ?

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    • Ciao Luigi.
      Ti ringrazio come ringrazio tutti gli intervenuti in mio favore (gli altri sicuramente no dato che utilizzano modalità scorrette nel confronto).
      Ho avuto negli anni molti contraddittori e non ho mai rifiutato quelli leali.
      Per quanto riguarda CDC smisi oltre un anno fa di scrivere perché la linea di Davide e Rosanna divenne di colpo filo Lega ed io scrivevo pezzi considerati troppo 5S (da sempre cane sciolto ancora oggi reputo quelle considerazioni errate). Questa è la reale ragione…la goccia fu quando la moderazione permetteva ai soliti squadristi PD di insultarmi e censurava le mie repliche. Ho comunque sportivamente continuato a inviare loro degli articoli (quando consideravo troppo importante che si diffondessero certe notizie) ma non ho ricevuto risposta. Secondo me l’orgoglio (e glielo scrivevo via mail) va messo da parte quando di mezzo c’è il NOSTRO futuro e dei nostri figli/nipoti. Ma nisba… Pensa che quando Davide scrisse che avrebbe chiuso tutto io gli inviai un articolo (come a dire “io ci sono nonostante tutto”). Alla fine io sono stato anche bannato quando cercai di avvertire i miei cotanti 6000 lettori ed anche solo per poterci commentare dovrei, poco professionalmente, creare un nuovo profilo Disquus…(non se ne parla nemmeno).

      Ovviamente resterò sempre grato a CDC come lo resto a ScenariEconomici quando fui fatto fuori da Rinaldi (che era contrario al RDCittadinanza). In quel caso fui di nuovo fatto fuori perché grillino…
      Poi ho scritto su Affari Italiani e lì sono stato fatto fuori dal Premier in persona (amico, molto, del Direttore) perché continuavo a scrivere articoli aspri contro Conte nonostante sapessi che rischiavo. Alcuni miei pezzi hanno superato le 100.000 letture (su CDC ero arrivato a circa 55.000 in una occasione).
      Quindi: sono stato fatto fuori da una parte perché considerato troppo 5s e dall’altra perché considerato poco 5s.
      Devo dire che, anche in questo caso, sono riconoscente moralmente al Direttore Perrino e capisco anche la sua scelta (anche lì ci fu un pretesto ma è inutile far volare gli stracci).
      Racconto un aneddoto: all’epoca scrivevo sia per InfoSannio che per Affari, un mio pezzo su Regling su Affari Italiani fu messo fuori tempo, e ottenne una condivisione, InfoSannio ne ottenne oltre 18.000 (un record).
      Adesso (almeno per ora, mi si passi l’ironia…) ringrazio InfoSannio, il Direttore mi ha anche difeso in alcuni casi da chi minacciava (minacce fatue ovviamente) di non leggere più la testata se mi facevano pubblicare. Ovviamente i soliti squadristi.

      Ultimamente (metodo Palladineve nella “Fattoria” di Orwell) mi insultano dandomi del Salvini, del Renzi (con cui governano), mi rinfacciano la mia simpatia (che non significa voto) per il coerente Paragone (vedasi Fiscal Compact e Pareggio di bilancio da abolire sostituiti dalla follia del Recovery Fund) ecc quando io non ho mai nascosto di essere ancora oggi un Di Battistiano. Mi hanno fatto sapere che uno degli ultimi suoi post ha recepito le mie indicazioni su una parziale/totale ristrutturazione dell’acquedotto nazionale su tutto il territorio.

      Quindi sono un 5s non più attivista (me ne andai per ALDE vedendo la deriva a che cosa stava portando anche perché io ero dentro e notavo molte cosine…….) ed utilizzo i miei articoli per, “donchisciottescamente”, cercare di cambiare in meglio il paese.

      Visto che ho citato Don Chisciotte, ammetto, che delle mie esperienza passate (ho elencato solo le principali, quelle per cui ho scritto per più tempo), senza nulla togliere alle altre, è quella a cui sono rimasto affettivamente più legato.
      Ritrovo su Infosannio la stessa impronta da “cane sciolto” che respiravo nel CDC dei primi tempi.
      Un abbraccio continuatemi a seguire.
      Marco

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      • Ma la pianti o no?
        Stai cercando di farti pubblicità citando altre pubblicazioni che ospiterebbero tuoi interventi.
        Naturalmente per interposto alias.
        Per smontare tale squallido giochino inviterei tutti gli utenti che leggono alla controprova.
        Ovvero a postare commenti cambiando nome, il nickname, pur conservando la medesima e-mail.

        Nel merito, si fa per dire, riproponete la solita teoria della sovranità come albero della cuccagna attraverso cui regalare ricchezza a tutti senza contropartita.
        Ma se così fosse, perché non l’ho finora vista applicata da nessun altro stato al mondo?
        L’Argentina ha moneta sovrana, sganciatasi dal dollaro, libera di fluttuare, che sta conoscendo l’ennesimo default.
        Come mai l’esponenziale crescita della massa monetaria messa in circolazione non sta evitando la fame a crescenti strati di popolazione?
        Idem in Libano?
        È sarebbe lo stesso in Italia.
        Ma nei vostri voli pindarici quanto conta la corruzione, la malagestione, l’evasione fiscale e il potere della criminalità organizzata che infetta la guida del paese?
        Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto può accumularsi in pochi portafogli.
        Personaggi come voi sarebbero la polizza assicurativa per chi, come le mafie, potrebbero approfittare del caos in caso di default per impadronirsi, attraverso i capitali custoditi altrove in moneta forte, degli assett pubblici e privati valutati in carta straccia sovrana.
        Dai torna a masturbarti scrivendoti le domande a cui rispondi in solitaria.
        Avresti bisogno di una riequilibratura. Ma non ne sei consapevole.
        Siete solamente folcloristici.
        Naturalmente tu, paragone e il tizio intervistato vi fate pagare in bunga lire sovranare, essendo l’euro lo sterco del demonio ordoliberista.
        Per coerenza.
        O no?

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      • Caro Marco,

        tutto molto interessante, ma resta lo sconfortante fatto che questa particolare modalità virtuale di comunicazione, il web, sia per sua intrinseca natura, la più abominevole e caotica che mai l’umanità abbia conosciuto.
        Non c’è nulla da fare, anche con le migliori intenzioni e le migliori argomentazioni, non si potrà che ottenere quello che stiamo vedendo qui: un insopportabile isterismo (pseudo)intellettuale collettivo, supportante maldicenze, sospetti, illogismi, obbrobrî grammaticali, insinuazioni, turpiloquî ai quali si può resistere solo per poco, prima di rimanere inevitabilmente, a propria volta, invischiati (che sia proprio un caso che tale “luogo” virtuale si chiama “web”?) negli stessi pantani uterini.

        Comunque: buon lavoro (altra frase senza senso: il lavoro non è mai “buono”, altrimenti non sarebbe tale, ma così si usa…)

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  3. Caro Marco Giannini,
    i tuoi fans o sono ridicoli o sono pagati o sono tuoi nicks, non si comprende altrimenti perchè usino la tua stessa modalità di interloquire.
    Per quanto riguarda le tue teorie, lo ripeto: sei un terrapiattista della macro-economia monetaria.
    Per il resto che cosa minacci conseguenze legali a fare? Sei come quelli che dici di combattere, non hai veri argomenti e dimostri quello che sei: una finzione in cerca di notorietà.

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  4. Ed ecco che ritroviamo Mazzei, già dirigente nazionale di Rifondazione Comunista (da cui era uscito a sinistra, perché Rc era troppo di destra), al fianco del destrorso e filo Trump ex leghista, ex berlusconiano, ex M5S in nome del “nazionalismo” sig. Gianluigi Paragone.
    Per il sig. Mattri, in nome del “sovranismo”, i “padroni neoliberisti” italiani sembrano essersi eclissati, esistono solo quelli germanici.
    Sembra lo stesso percorsi che fecero molti “sindacasti rivoluzionari” (sia anarchici che socialisti e comunisti) negli anno ’20, che aderirono al fascismo in nome del nazionalismo e del sovranismo…

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  5. Mazzei da “Proletari di tutto il mondo unitevi” contro i padroni a “nazionalisti di tutta Italia” uniti…
    ovvero dal marxismo e “lotta di classe” al “corporativismo nazionale” (ovvero il tentativo di superare i conflitti tra capitale e lavoro tramite l’intervento autoritario dello stato e la costituzione di corporazioni padroni/lavoratori).
    Vorrei ricordare che il sig, Fusaro (presunto marxista), altro’ alleato’ dell’ex leghista ex berlusconiano ex casaleggiano Paragone,
    è editorialista del periodico dei “fascisti del terzo millennio” (autodefinizione di casapound).
    Che triste… parabola.

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  6. Caro Gatto ho linkato diversi miei articoli passati delle mie esperienze giornalistiche ma non sono stati pubblicati come commento evidentemente perché la redazione ha reputato di abbozzarla qua. In ogni caso basta andare su google e ci sono tutti basta mettere il mio nome, cognome e il nome del sito (InfoSannio, Affari Italiani, Come Don Chisciotte, Scenari Economici ecc).
    Come vedi agitano lo spettro fascista, il marxismo bla bla bla…per loro vanno bene solo la finanza ed Epstein…..

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      • Tu insulti tutti caro Jerome e arrivi a dire che Giannini non avrebbe scritto per determinate testate.Lui fornisce cortesemente gli estremi per smentirti e non ti va bene lo stesso.Da sociologa temo tu abbia grossi problemi comportamentali di inclusione nella società e mi auguro che il professore prosegua con la querela (Se non ho capito male).Ti farebbe bene.

        Cyberbullismo in piena regola.

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      • Rispondo alla PUTTANA Loretta (Mi quereleresti merdoso troll? E a nome di chi dinanzi a un giudice? Non sai evidentemente di cosa parli quando credi di minacciare attraverso il ricorso all’arma giudiziaria).
        Trovami un passaggio in cui metta in dubbio che il sovranaro abbia pubblicato articoli.
        Io lo attacco proprio nel merito di quel che scrive. Con modi intenti a provocare una reazione certo, ma NON insultandolo.
        E gradirei risposte alle critiche che ho sollevato invece di minacce di querela.
        Sarebbe interessante arrivare dinanzi ad un giudice per capire anzi scoprire, DOPO SEQUESTRO DEI SERVER CHE OSPITANO LA DISCUSSIONE, chi si nascondesse dietro a troll come Loretta.
        Se citato in giudizio vuoi che poi non mi trascinassi dietro tutta la carovana di partecipanti, TE PER PRIMA?
        Ci stai messa così?
        Loretta, Gatto, Luigi.
        Sarei curioso di coprire chi si nasconde dietro questi nickname, se utenti autonomi o invenzioni provenienti dal medesimo profilo originario.
        Sempre dopo aver proceduto al sequestro del server, beninteso.
        Forza Loretta, schermo dietro cui si nascondono i/le pavidi/e che minacciano senza assumersene la responsabilità.

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      • “…Dai torna a masturbarti scrivendoti le domande a cui rispondi in solitaria…”… Visto che ho avuto l’onore di essere scomodato dall’educazione incarnata, chiedo: come concilierebbe il nostro eroe questa sua frase: “Io lo attacco proprio nel merito di quel che scrive. Con modi intenti a provocare una reazione certo, ma NON insultandolo.”, con la prima riportata (sempre sua, ovviamente)? …
        Ciao caro: gli ItaGliani sono in una botte di ferro con te in giro a smascherare “invenzioni provenienti dal medesimo profilo originario.”; ovviamente, “Sempre dopo aver proceduto al sequestro del server, beninteso.”… Buuuahahahahah… PS: scommetto che anche “Rispondo alla PUTTANA Loretta…” debba rientrare, nella testa confusa del Nostro, in quello che lui definisce “attaccare nel merito…Con modi intenti a provocare una reazione”… hi…hi…hi… che ci tocca mai sentire…

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  7. Gatto chi ti riempie di crocchette?
    Loretta lo ripeto: È UNA PUTTANA.
    Come mai non risponde?
    Auspico che la magistratura e la Polizia Postale mettano le mani sui server.
    Ricordatevi che ogni profilo che commenta lascia tracce, il proprio indirizzo IP.
    Sarò curioso di conoscere il PIRLA che si nasconde pure dietro il tuo. E verificare in quanti vengano alimentati di un’unica centrale di controinformazione o siano alias di un singolo soggetto.
    Ad esempio la PUTTANA Loretta finora si è esibita solo in lodi del sovranaro monetarista e in minaccia di querele.
    Non l’ho trovata a commentare in precedenti articoli.
    Strano o pittoresco.
    Preparati somaro digitale, ci vedremo in tribunale pure con te.
    Dal punto di vista della legge in tema di querele sei un analfabeta.
    A buon rendere….

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  8. Ah, sempre per il somaro travestito da felino, l’espressione continuare a masturbarti equivale, NELLA LINGUA CORRENTE ITALIANA, alla diffusa locuzione “Farsi le pippe mentali”.
    Evidentemente quando ragli non riesci ad elaborarla.
    È vorrebbero querelarmi su queste basi?
    P uahahah..
    Siete somari, non c’è nulla da aggiungere.

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    • Scusami fenomeno, tu puoi fantasticare e pensare quello che ti pare, ma per quale motivo/reato dovresti trascinarmi in tribunale? Perché io sono educato e tu no? Fatti una bella doccetta fredda che forse ti passa; in caso contrario, procedi pure: ci sarà da ridere!!!

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      • Gatto chi ti riempie di crocchette?
        Loretta lo ripeto: È UNA PUTTANA.
        Come mai non risponde?
        Auspico che la magistratura e la Polizia Postale mettano le mani sui server.
        Ricordatevi che ogni profilo che commenta lascia tracce, il proprio indirizzo IP.
        Sarò curioso di conoscere il PIRLA che si nasconde pure dietro il tuo. E verificare in quanti vengano alimentati di un’unica centrale di controinformazione o siano alias di un singolo soggetto.
        Ad esempio la PUTTANA Loretta finora si è esibita solo in lodi del sovranaro monetarista e in minaccia di querele.
        Non l’ho trovata a commentare in precedenti articoli.
        Strano o pittoresco.
        Preparati somaro digitale, ci vedremo in tribunale pure con te.
        Dal punto di vista della legge in tema di querele sei un analfabeta.
        A buon rendere….

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      • Scusa somaro se ti sto mettendo paura.
        Cosa credi, che se venissi querelato mi limiterei al ruolo di vittima sacrificale.
        Idiota stordito che non sei altro, voi continuate pure ad attaccare dietro l’anonimato di un nickname, ma nel caso voglio sputtanarvi tutti come si deve.
        Sarebbe una gigantesca chiamata in corredo, per mettere fine a certi atteggiamenti insolventi, provocatori e pericolosi da vigliacchi.
        Lanciandosi improperi in questo momento equivale ad abbaiare alla luna, semplicemente perché, codice penale alla mano, non ho offeso la reputazione, l’onorabilita’ e il buon nome del sedicente Sig. GATTO.
        Ma davvero vorreste presentarvi davanti a un giudice per difendere Gatto, Luigi e Loretta.
        Com’è minimo vi/ti processetebbero per direttissima per oltraggio alla corte. Sempre che non lo facciano prima gli ufficiali di polizia giudiziaria incaricati di raccogliere la denuncia querela.
        Dai, vattene affanculo e non replicare aggiungendo ignoranza al ridicolo di cui ti sei coperto.

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      • …ah ah ah ah ah ah … il pizzino l’avevi già postato paro, paro, sopra; cos’è, sei come il doganiere del film “Non ci resta che piangere”, il quale, qualsiasi cosa gli dicessero, rispondeva cazzuto: “Chi siete? Dove andate? Cosa trasportate? Quanti siete? Un fiorino!”?… Buahahahaha, che sagoma…

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      • Repetita iuvant: senza considerare il fatto che l’unico qui che ha, giustamente, minacciato querele è Giannini, non il sottoscritto, né Loretta, né nessun altro (a parte te!), come ho già detto in un mio precedente commento sempre in tema, su un altro articolo “…Per quello che mi riguarda, non sei nemmeno degno di essere querelato, tanto sbarellate sono le tue posizioni…”: pensa che paura che mi fai!!!

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      • Io leggo Giannini dai tempi di come don Chisciotte e ho conosciuto questo sito internet cercando con il più classico dei motori di ricerca….. Forse sono manifestazioni di invidia? Forse Marco ha toccato nel segno di un sistema di poltrone marcio?e vanno fuori di melone?.Ognuno è libero di leggere i giornalisti che vuole ma quelli come jerome allontanano i commentatori.Di fronte a un oceano di nickname non è riconoscibile il mio interlocutore,io nemmeno ed in questo c’è il motivo del mio non replicare. e di non denunciare.Un passante cosa volete che pensi di questo Jerome un frustrato? Mi porti pure lui in tribunale io farò seguire altrettanto (dove avrei minacciato querela non è dato sapersi)……….Jerome definisce Giannini come monetarista………. Lampante non ne conosca il significato di quel termine………e ancora più triste è che è dimostrato che simili atteggiamenti da leone da tastiera nascondono persone insicure probabilmente prive di una famiglia, di un amore, di figli, di vita sociale,di una donna. Da dietro un monitor possono soddisfare ciò che avrebbero voluto essere ma probabilmente hanno subìto.
        Possono dire di essere giornalisti, operai, dottori, partite Iva tutto a seconda del momento.
        Una preghiera.

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  9. Chissà perché sotto il profilo della PUTTANA Loretta sono disabilitate le risposte.
    Però in compenso difende il suo Giannini come fosse persona sola.
    Ma ti paga?

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  10. La PUTTANA Loretta si svende in cambio di pecunia.
    Gatto sei un somaro infantile.
    Devi ricorrere a giochini da prima elementare per tentare di denigrarmi, tipo lo specchio riflesso.
    Dai, sollazzattevi fra voi, banda di depravati sovranari.

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  11. Attendiamo il caso Epstein per capire chi sono i depravati tra coloro che chiedono di tornare ad avere una BC pubblica e non in mano ai mercati e chi invece sfrutta i debiti sovrani per arricchire senza lavorare le proprie sporche tasche sedicenti progressiste.

    Caso Epstein, una testimone mette in difficoltà Clinton: “Era sull’isola con due ragazze”:
    Nei documenti della Corte di New York desecretati, l’interrogatorio a Virginia Giuffre, una delle ex ragazze dell’harem. Secondo la donna, l’ex presidente degli Stati Uniti doveva “dei favori” al milionario morto suicida in carcere. (Fonte Repubblica).

    Jeffrey Epstein, imprenditore 66enne, morto impiccato nella cella dove era rinchiuso per traffico e abusi sessuali su minorenni: reclutava e offriva agli amici dell’elite politica e finanziaria progressista internazionale.

    Ps: le signore si rispettano anche se si è evidentemente abituati ad odiarle…(…).

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    • Io NON ODIO LE SIGNORE.
      Sto stanando un troll, un profilo FASULLO dietro il quale penso si nasconda qualcun altro/a.
      Riusciamo a comprenderlo tale passaggio o mi devo adoperare con i disegnini?
      Almeno mi regolo per un codice condiviso di comunicazione.

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      • Marco Giannini
        sei uno chef omeletier, che caxxo centra ora il caso Epstein con quello che è stato discusso all’interno di questa chat? anche tu nel club altrista? e il caso Parmalat? e il caso Cirio? e il Caso Enron? e il caso MPS? e il caso tu decida di lavorare finalmente e non cazzeggiare per l’etere?

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