Attenta, Italia! “I fantasmi del passato nelle scelte del futuro”

(Dott. Paolo Caruso) – Ora che a Bruxelles si sono spenti i riflettori sul Recovery fund e le richieste italiane sono state per buona parte esaudite, continua ad aleggiare il famigerato MES la cui presenza ingombrante pesa nel dibattito politico all’interno delle singole nazioni. In Italia con l’approvazione del Recovery fund tanti e troppi appetiti mai sopiti si ripropongono, stimolati dall’arrivo dei fondi europei; proprio per questo bisognerà fare particolarmente in fretta, con un occhio rivolto ai fantasmi del passato, per costruire adeguatamente e degnamente l’Italia di domani, tacitando anche le tante ipocrisie e falsità provenienti da alcuni paesi europei e dai soliti gufi e rosiconi presenti nella nostra bell’Italia. Sarebbe vitale creare un’unica cabina di regia cercando con un maggiore impulso propulsivo di portare a compimento e speditamente i compiti assegnati, controllando i sicuri tentativi di infiltrazione mafiosa sulla gestione dei fondi, e riproponendo una vecchia proposta italiana di istituzione della direzione investigativa europea antimafia così da potere avere una visione globale delle attività malavitose finanziarie nei paesi del vecchio continente. Sarebbe necessario istituire  inoltre un organismo tecnico-politico che individui tutti i progetti già in fase esecutiva, per opere cantierabili, ritenute utili e prioritarie, per impedire che ancora una volta rimangano risorse inutilizzate per la consueta incapacità di spesa legata alla mancanza di progetti. Specialmente nel meridione, e in Sicilia in particolare, si ha tutto da perdere con la consueta riproposizione delle vecchie pratiche spartitorie e dal conseguente fallimento nella capacità di utilizzare in maniera saggia e oculata i fondi europei. Bisognerà a tal punto che le regioni si attivino veramente dando priorità a opere urgenti e necessarie per la crescita e lo sviluppo socio economico dei territori. 

1 reply

  1. Considerazioni che condivido pienamente.
    Una parte dei fondi che ci saranno elargiti con il Recovery, dovranno essere necessariamente utilizzati per il completamento delle tante opere utili ma incompiute, sparse sul territorio nazionale, che ad oggi, non credo siano neanche censite.
    Un’altra parte dovrebbe essere destinata al riassetto del territorio: è impensabile che periodicamente ci ritroviamo a contare i morti e i danni dopo un’alluvione o un sisma di bassa/media intensità.
    La tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale è sicuramente un’altra voce importante da tenere assolutamente presente.
    Già solo con queste tre macrovoci si formerebbe un indotto di opportunità di lavoro non indifferente.
    Eventuali aiuti alle aziende, tanto invocati da Confindustria, non potrebbero prescindere da una profonda revisione e semplificazione delle Norme fiscali, del costo del lavoro, della tassazione delle società che spoatano la residenza fiscale all’estero.
    Senza tali riforme, elargire soldi alle imprese sarebbe senz’altro equiparabile a concedere sussidi a pioggia senza controlli, altro che reddito di cittadinanza.

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