Francesco Merlo: “Governissimo? Mai con Berlusconi. Ma Forza Italia è meglio dei 5 Stelle”

GIUSEPPE CONTE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

(Luca Serafini – tpi.it) – Un ritorno di Berlusconi sulla scena politica, con Forza Italia che si stacca dal salvinismo per formare un governissimo con le attuali forze di maggioranza? L’ipotesi è circolata negli ultimi tempi, alimentata da endorsement insospettabili all’ex Cavaliere come quelli di Prodi e De Benedetti. Le posizioni moderate ed europeiste di Forza Italia, del resto, hanno allargato il campo delle possibili convergenze con l’esecutivo, delineando i contorni di un profilo politico certamente non del tutto sovrapponibile a quello di Salvini e Meloni. TPI ha chiesto a Francesco Merlo, editorialista di Repubblica e protagonista della stagione dell’anti-berlusconismo, un parere sulla fase politica che stiamo vivendo e sul ruolo che può giocare oggi Forza Italia.

Da Romano Prodi a De Benedetti, passando per Luciano Fontana, sono stati in tanti nelle ultime settimane ad auspicare un coinvolgimento di Berlusconi e di Forza Italia nell’attuale maggioranza di governo. Lei condivide questa posizione e la sostanziale riabilitazione di Berlusconi che sottindente, o siamo di fronte a quella che Freud chiamava la “coazione a ripetere”, una tendenza inconscia a replicare vecchie esperienze, per quanto dolorose?

Io in realtà non credo che qualcuno voglia riportare davvero Berlusconi al governo, né che qualcuno abbia intenzione di riabilitarlo. Chi come me si è occupato di lui per 20 anni, contrastandolo, non può aver certo cambiato idea adesso. Ha fatto cose inqualificabili e non c’è nessun “lavacro” possibile. Ma oggi parlare di Berlusconi significa occuparsi di una figura molto diversa rispetto al passato. La sua stessa faccia rivela tutta la stanchezza italiana, è la politica del lifting e del trasformismo arrivata alla sua fine. Nessuno lo percepisce più come un vincente.

E quindi, pur escludendo l’ipotesi di riportarlo al governo, è accettabile avere i suoi voti per far approvare alcune riforme.

L’idea che al governo oggi ci sia un ministro degli Esteri come Di Maio, che non conosce la geografia, fa pensare che forse ci vorrebbero figure più competenti. E sì, questo potrebbe avvenire anche con i voti del partito di Berlusconi. Non è che io spinga per questo, ma capisco il desiderio di competenza che c’è dietro. A me piacerebbe non vergognarmi dei ministri del mio Paese, cosa che invece mi succede con i Cinque Stelle. Viviamo in un periodo dominato dal populismo delle incompetenze. La parola “populismo” ha sostituito la parola “destra”, che era diventata indicibile.

Con Forza Italia si delineerebbe quindi una sorta di coalizione di competenti.

Nessuna coalizione, ma al governo devono andare i competenti per la semplice ragione che la competenza è un prerequisito per poter governare.

E Forza Italia, a suo parere, esprime una classe dirigente con un maggior numero di “competenti” rispetto ai Cinque Stelle.

Se immaginiamo un nuovo governo, con un nuovo presidente del Consiglio scelto dal parlamento, probabilmente all’interno di Forza Italia si potrebbero trovare alcune delle persone più degne per dare una mano.

Se i Cinque Stelle sono così incompetenti e costitutivamente populisti, un’alleanza più organica col Pd mi pare, nella sua ottica, tutt’altro che auspicabile.

Per me i Cinque Stelle non sono una forza democratica. Sono nati con l’idea del “vaffanculo”, questo era il loro programma, ma così non si va oltre la famosa canzone di Alberto Sordi. I grillini rappresentano ciò che ha prodotto il populismo come variazione linguistica della parola “destra”, l’idea cioè che sono tutti uguali, tutti ladri.

Se però i Cinque Stelle incarnano, assieme a Salvini, la transizione dalla destra al populismo, allora forse quella di Berlusconi era una destra migliore di quella attuale.

Quello che ha fatto Berlusconi è indicibile, io l’ho combattuto per una vita. Ha lasciato una quantità enorme di macerie, compreso il giustizialismo attuale, una semplice reazione al suo “garantismo” dell’epoca. Ma tutto questo ormai non c’è più. Se c’è necessità, come dicevo, si possono utilizzare i voti di Forza Italia, in cui militano tante persone perbene.

Anche Brunetta, su cui lei ha scritto un libro, e che ora viene proposto come presidente di una delle commissioni parlamentari sul Recovery Fund?

Brunetta non è un incompetente, ha un rapporto con i libri, con lo studio. Se viene inserito in un quadro diverso da quello dadaista e futurista dell’epoca berlusconiana, può diventare una risorsa. È una delle personalità di Forza Italia che si possono utilizzare. Certamente è molto meglio di gente come Laura Castelli.

Ragionando però sugli scenari futuri, magari con in mano una calcolatrice, è facile rendersi conto che senza i Cinque Stelle il centrosinistra al momento non ha alcuna chance di ridiventare maggioritario nel Paese. Non è meglio, allora, tentare di portare nel campo della competenza i grillini, piuttosto che bollarli come populisti e ricollocarli nel campo di Salvini?

Ci sono le elezioni, valuteranno i cittadini. Capisco ovviamente il ragionamento numerico, ma io il Pd alleato coi Cinque Stelle, ad esempio a Roma in appoggio a Virginia Raggi, non lo voto. Non vedo all’orizzonte una classe dirigente grillina potenzialmente competente, anche perché in genere quelli bravi poi li buttano fuori.

Questa figura scelta dal parlamento per guidare un nuovo esecutivo, non potrebbe essere il premier attuale, Giuseppe Conte?

Assolutamente no. Mi pare che Casalino come curriculum vitae sia molto meglio di Conte. Il Grande Fratello mi sembra più qualificante dei viaggi di studio del nostro premier, che peraltro il cv l’ha pure truccato.

Ma cosa l’ha delusa del presidente del Consiglio sul piano delle scelte politiche?

Conte incarna un trasformismo come mai c’era stato in Italia. È passato dal dirigere un governo di destra al dirigerne uno di sinistra. Non ha una linea, non si può considerare un uomo di Stato con una limpidezza politica.

È rimasto deluso dalla gestione della pandemia, o dall’esito dei negoziati con l’Europa? Si aspettava qualcosa di diverso?

Sulla pandemia Conte è stato un disastro. È riuscito con le sue conferenze stampa notture, le sue esibizioni, a provocare l’irritazione e il passaggio nel fronte negazionista anche di persone perbene. Sull’Europa il negoziato per ora è andato bene, ma probabilmente grazie al meraviglioso crepuscolo della Merkel, che ha iniziato da tedesca e ora termina il suo percorso politico da europea, dandoci una mano.

Tra i competenti che sta invocando per nobilitare nuovamente la nostra classe politica, è possibile annoverare anche la Meloni, che secondo alcuni è ormai avviata su una strada più istituzionale e moderata rispetto a Salvini?

La Meloni è il razzismo gentile, e sono stato già aggredito dai meloniani per aver usato questa espressione. Lei si colloca nella tradizione della destra italiana, e per questo alla lunga sarà la figura vincente lì dentro. Me nel campo dei competenti non potrebbe mai finirci. Le sue posizioni, anche a livello internazionale o sugli immigrati, per ora non mi pare che abbiano riaperto il capitolo della destra democratica in Italia.

Quanto a Salvini invece?

È razzista da quando era ragazzino e se la prendeva coi napoletani. Poi ha spostato l’asse sui neri. La destra italiana oggi è questa: Salvini, Meloni e i Cinque Stelle.

Per chiudere il cerchio e tornando su Berlusconi: a distanza di anni e a mente fredda, non pensa che tutta la stagione del retroscenismo, del pettegolezzo, del giornalismo d’assalto sulle vicende private, delle 10 domande di Repubblica su Noemi Letizia e Patrizia D’Addario, abbia addirittura favorito l’ascesa del modello culturale berlusconiano? Non è stato un modo sbagliato di fare opposizione?

Non direi, c’è stato un lungo periodo in cui culturalmente l’opposizione a Berlusconi siamo stati noi. Le 10 domande e il fatto che un pezzo di giornalismo abbia reagito a quella deriva morale, sono probabilmente tra le ragioni per cui, alla fine, le cose sono andate bene. Abbiamo limitato certi fenomeni, raccontando quello che vedevamo. Berlusconi è stato raccontato per quello che era. Quella è una stagione da rivendicare e sventolare come una bandiera.

28 replies

  1. Non ce l’ho fatta a leggere fino alla fine, cotanta disonestà intellettuale e ignoranza stordirebbero chiunque, ma dato che il tasto su cui batte Merlo è la competenza, sarebbe necessario rinfrescargli la memoria sulla grande e leggendaria competenza delle figure che Forza Italia e prima PDL ci hanno propinato, dalla Minetti pagata per tacere a Razzi che gira con una pentola in testa, da Alfano ma anche Fitto, Brunetta, Rotondi, Meloni (anche se lei fa finta di non essere mai stata ministro di un governo), Brambilla che ha molto stimolato la nascita di associazioni per la difesa degli animali un pò dai maltrattamenti un pò dalla Brabilla, poi Galan, Bondi (forse la competenza nello scrivere poesie al Premier è un requisito irrinunciabile), Scajola che è praticamente il precedente a cui attingono Fontana e chissà quanti altri…
    Insomma Merlo diuca la verità! E’ a conoscienza di altre nipoti di Mubarak da salvare?

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    • Idem, alla seconda risposta mi sono arreso. Mi sono vergognato di più di Berlusconi e di Renzi. Per quel che riguarda la conoscienza della geografia, mi chiedo quanti davvero la conoscano, così come la storia. All’elenco dei “competenti” che hai citato vorrei ricordare Zaia che, nonostante i risultati anti-Covid migliori, ogni volta che apre bocca dice corbellerie.

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  2. Sono d’accordo con il giornalista, anche se sono nessuno e qui lo scrivo e non lo nego, non si possono ribaltare le carte secolari e decennali con un colpo di spugna e senza ne un’ADEGUATA COMPETENZA, ne UNA STRATEGIA A LUNGO TERMINE con una visione oggettiva delle azioni e delle reazioni conseguenti sia su scala nazionale che continentale e planetaria . I 5 stelle sono le onde di fibrillazione di un sistema storico che con Berlusconi è stato quasi resettato alle sue fondamenta anti democratiche e incostituzionali, quindi cosa credono di fare se prima non si presentano come figure adeguate a ricoprire ruoli fondamentali come quelli governativi alla guida di una Nazione? E questo vale anche per il Pd e per la destra, Un ministro degli esteri che non sa l’inglese lo può avere solo l’Italia così come ministri con terza media che per riportare la questione sul piano reale significa avere competenze ministeriali (Buona scuola) di un bambino di 13 anni. Così come un ministro alla salute che usa il tso come una multa dei vigili urbani e un ministro dell’istruzione assolutamente incapace di volare oltre le 5 stelline al petto del suo partito.L’aria fritta portata come un’aurea sulla testa dei giovani sempre aria fritta rimane!

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    • L’unica cosa su cui posso essere d’accordo con Merlo è il fatto che la competenza sia (o meglio, dovrebbe essere, anche se fin qui non è mai stato) un prerequisito per poter governare, però bisognerebbe, prima o poi, mettersi finalmente d’accordo su cosa si intenda per questa famosa incompetenza che viene sempre addossata all’attuale governo, segnatamente la sua componente pentastellata e, di riflesso, Conte. Se l’incompetenza consiste unicamente nel fatto di non aver mai governato prima (che, in pratica, è l’unica accusa concreta e fondata che venga loro mossa), non è che un altro modo per dire che la politica è e deve restare un circolo chiuso, una casta, in cui chi non ne fa già parte non è ammesso: non granchè come concetto di democrazia. E poi, in italiano, quella si chiama inseperienza, incompetenza è un’altra cosa.

      Se la competenza si misura alla fine di ogni governo dai risultati concreti ottenuti, parliamone. Occhio che potrebbe saltar fuori che che i presunti incompetenti sono ben più competenti dei sedicenti tali (oltrechè infinitamente meno ladri) che, oltretutto, di essere competenti se lo cantano e se lo suonano da soli, per interposto giornalismo a libro paga. Nessuno gli ha mai attribuito questa patente se non loro stessi: a casa mia, chi si loda, s’imbroda, e questo, gli “incompetenti”, non lo fanno di certo, non hanno mai (a mio avviso, colpevolmente) rigettato l’accusa di presunta incompetenza sbandierando i successi, e di più di qualcuno ne avrebbero avuto motivo, preferendo quasi sempre ingorarla. Questione di gusti o di strategie, io l’avrei respinta al mittente con gli interessi sbattendogliela in faccia ad ogni piè sospinto e ad ogni risultato ottenuto, nel contempo rinfrescando la memoria sulle mai troppo note alle cronache imprese, dei ben noti competenti, attualmente vedovi lacrimanti, seppur allegri, del potere. “Competenti” che, teniamolo sempre bene a mente, durante i lunghi hanni in cui hanno governato, soono riusciti a ridurre la Nazione da membro del G7 allo squallore d’occidente che tutti ben conosciamo e nel quale fatichiamo a sporavvivere, e nel quale l’allargamento della forbice sociale conseguenza delle politiche scellerate degli ultimi decenni (chi c’era lo sa) ha arricchito a dismisura loro e gli interessi da loro rappresentati, e impoverito il popolo. Altrochè crisi, per qualcuno quelli sono stati gli anni delle vacche grasse, e vedergli le uova rompersi nel paniere, quando capita, è sempre un piacere.

      Tornando a Merlo, è una boiata che non sta nè in cielo nè in terra il fatto che detta competenza si possa trovare all’interno di Forza Italia, dove esisterebbero addirittura persone “degne” (ma de che? Qualche nome, tanto per fare due risate? A me pare che Il forzaitaliota che più si avvicina a questo concetto, al massimo, è l’uomo d’onore, nello specifico anche frequente), quando chiunque abbia vissuto in Italia negli ultimi decenni ha visto coi propri occhi quali fossero i criteri della selezione della classe dirigente secondo Berlusconi. Per sommi capi: affaristi, mafiosi, mignotte, intrallazzatori e sottobosco vario, hanno sempre fatto strada, da quelle parti.

      Sul porre come condizione, per poter essere Ministro degli Esteri, quella di conoscere almeno l’inglese posso essere d’accordo: si modifichi la legge e che, dal prossimo, sia così. Sarebbe una bella battaglia da portare avanti, e sembra proprio il genere di proposte che ci si apetterebbe veder provenire da un’opposizione seria, se ne avessimo una. Rinfacciarlo ora a Di Maio come se i predecessori fossero stati tutti dei madrelingua non ha senso, è mero pregiudizio (Alfano, e ho detto tutto); che poi lo stesso non sia una cima, pur riconoscendogli dei pregi degni di nota, è abbastanza evidente, ma ciò esula dal merito della questione.

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      • @Jonny Dio
        Wow! Che coraggio, Jonny… o forse è solo un po’ di masochismo.
        Mi riferisco al fatto che tu sia riuscito a sorbettarti il lungo delirio di F.Merlo e a uscirne vivo.
        Vivo ma incazzato come una biscia presa per la coda.
        Pensa che io mi sono incazzato come un gatto tirato su per i maroni invece che per la collottola
        al solo leggere il titolo.
        Se avessi fatto come te, leggere tutti gli sproloqui del nostro eroe, probabilmente avrei preso
        a morsi il computer.
        Sono contento di non averlo fatto e comunque ci tenevo ad esternarti la mia incondizionata
        ammirazione per il coraggio e lo sprezzo del pericolo dimostrati.
        D’altra parte, se non li dimostra uno che si chiama Jonny Dio, chi altro potrebbe farlo?😜

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    • Penne alla carbonara:
      Laurearsi in Italia per restare disoccupato se non si hanno agganci
      Pasta all’uovo panna e salmone
      Si fa molto prima e rende molto di più entrare in qualche istituzione prima con qualche partito o con qualche sindacato e studiare poi, se uno ne ha voglia altrimenti si possono salire le scale in altri mille modi!
      tagliolini al pesto
      Io non ho detto incompetenza e il ponte morandi non si è trasformato in una salerno reggio calabria
      Pasta al formo con ragù di funghi pinaroli
      Una nazione presuppone che chi sia al governo abbia almeno le competenze elementari per ricoprire quel ruolo,ma esistono anche i ladri gentili alla lupen e ispettori modello tipo la pantera rosa.
      Prosciutto e melone con insalata di avocado pinoli limoni e menta
      un castello non si costruisce in un anno ma le maestranza, se si vuole bello, dovrebbero essere eccellenti.
      Braciolina ai ferri con carciofi ripieni
      Invece di un castello può andar bene anche una casina in canadà basta che sia solida, ben organizzata, funzionale e duratura.
      Panna cotta con salsa di fichi
      per essere corretti non importa sapere ma sapere per essere corretti.

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    • I funghi pinaroli non crescono più, in compenso crescono molte Amanita Phalloides, L’ Artusi propone anche dolci con castagne lesse e anatra al forno ripiena di noci castagne e funghi. Per i palati più forti vi è il fagiano cotto al forno avvolto in un mantello di rigatino fresco e carne di cinghiale al sugo. La lepre, ottima per intingoli e la frutta di stagione presentata in varie ricette come ottimo fine pasto.

      Per concludere: l’Artusi è un libro eccellente ma scritto in un Italiano ormai quasi incomprensibile, in compenso le enormi semplificazioni linguistiche del byte, stanno creando un’altra lingua, quella degli automi, che non ha niente a che vedere con l’Esperanto, caso mai con forme di idiotismi elevati al rango di fini ragionamenti .
      Disimparare per imparare ad essere bravi cittadini obbedienti: “dalla padella alle braci” il menu politico venturo e spero di sbagliarmi.

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    • Io? competenze zero! non so neanche sferruzzare a maglia! per questo adoro studiare, l’unica cosa che so fare, ma adesso sono stanchissima e di studiare non ho più voglia, quindi cosa mi resta? niente, niente di niente, un volo di moscerino, osservare l’acqua da sotto un ponte, tirare i sassi nel mare per farli saltare, aspettare il tramonto…la pancia è vuota è ora di mangiare ma nella dispensa ho solo 2 pere con della scorza di formaggio ma forse il babbino domani porterà del latte fresco appena munto!

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  3. Tanto fariseismo mi ha fatto venire il voltastomaco. Berlusconi ha annichilato ogni vestigio di etica civile e politica in Italia, ed ora , invece di stare in galera, circola come se fosse il nuovo salvatore del paese. Salvatore dal miglior primo ministro dai tempi di De Gasperi. E tutto, grazie a dementi radical chic in malafede come il Merlo, di nome e di fatto, che finge di non vedere le conquiste el governo 5S in soli 2 anni. Schifoso

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    • Non se la prenda così tanto, è vero i 5 stelle sono stati bravissimi e coraggiosi come tanti davide contro immensi Golia, ma il paese è da molto tempo che ha preso una piega storta, con le voci contro che sono state annichilite per pura strumentalizzazione politica e Berlusconi che ha fatto e disfatto come se il parlamento fosse casa sua, attivando un processo a ritroso che ha riportato in vita anche i fantasmi di antichi avi, sia quelli buoni ma anche quelli cattivi come i giullari di corte, gli stregoni di magia nera ma soprattutto una censura su tutto ciò che è palazzo, politica e istituzione con manovre occulte degne di ogni castello con i trabocchetti ad ogni angolo. Solo 2 anni sono un fiat di un arco temporale lungo e terribile e molti ancora non si sono svegliati e forse non si vogliono svegliare, poi vi sono i baston contrari a prescindere, coloro ai quali non va bene niente e se è bianco dicono nero ma se è nero dicono bianco creando ulteriore scompiglio e confusione. Coraggio. La politica è da sempre una brutta bestia e forse sarebbe ora di voltare definitivamente pagina di storia.

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  4. Egregio Merlo deciditi. O eri cazzone quando attaccavi Berlusconi o lo sei adesso che ne riabiliti il Circo Barnum. C’entra per caso il passaggio di padrone del giornale?

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  5. Un bel vaffa non glielo toglie nessuno. E come dice quel vecchio adagio, chi sta con gli zoppi impara a zoppicare. Ed infine meglio , tra gli eletti, uno poco competente che uno molto disonesto.

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  6. Mi sono fermato a metà intervista. Una malafede ed ignroanza abissale nelle sue parole….ho i brividi se penso che scrive nel quotodiano che fu di Scalfari. Mi meraviglio di Telese che l’ha intervistato.

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  7. Non ci posso credere! Ho pagato in lire e in euro per comprare ”La ‘Repubblica” , le famose 10 domande, il punto domenicale di Eugenio Scalfari, la rubrica di Franco Cordero che per primo paragonò il pregiudicato Berlusconi al caimano (chissà se oggi si rivolge nella tomba, equiparandolo a Mackie Messer, il criminale senza scrupoli nell’opera da tre soldi di Brecht). Eh si! Pochi mesi prima in diretta tv ho assistito ad uno Scalfari che dice meglio votare Berlusconi che i 5STELLE, oggi sto Merlo che mi dice che in forza Italia c’è gente competente a differenza dei 5STELLE. Assurdo ascoltare queste persone. Competenza nel votare in parlamento la Ruby nipote di Mubarak?
    Competenza nel votare leggi ad personam sfasciando la giustizia? Altro che nani e ballerini di craxiana memoria! E vogliamo parlare del contratto di concessioni autostradali ai Benetton? Del Mose? Dei 6 milioni di poveri? E che mai potrebbero aggiustare questi competenti di Forza Italia che già non abbiano avuto occasioni per dimostrarlo? No grazie, meglio gli incompetenti , stanno aggiustando quello che i competenti hanno distrutto.

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