Vittorio Feltri: “I giovani odiano i vecchi dopo l’epidemia”

(Vittorio Feltri – Libero quotidiano) – Era opinione diffusa che dopo l’esperienza drammatica del Covid, gli italiani sarebbero diventati più buoni, disponibili nei confronti del prossimo, meno aggressivi. Come spesso avviene, le previsioni ottimistiche si sono rivelate false. Stando alla ricerca di un ente importante, il CENSIS, in realtà gli abitanti della penisola, soprattutto i giovani, sono incazzati neri. E la loro rabbia colpisce in particolare le persone di una certa età, che a loro giudizio hanno rotto l’anima, pretendendo di essere assistiti e strappati alla malattia.

Come dire: sarebbe stato meglio lasciare che crepassero, riservando ogni cura, per altro costosa, a chi era sotto i 40 anni, cioè gente più utile, in grado di contribuire allo sviluppo del Paese. Insomma i vecchi rompono le balle a chi vecchio non è benché speri di diventarlo a costo di cambiare parere una volta incanutitosi. Lo studio sociologico è pieno zeppo di percentuali che dimostrano ciò che abbiamo già scritto, ma noi vi risparmiamo le cifre, talmente incasinate da complicare il discorso e renderlo oscuro. Il punto è questo.

Gli anziani sono avversati poiché in molti casi godono di un buon reddito, assai superiore a quello dei ragazzoni, dispongono di abitazioni ampie e comode, mantengono i figli, i quali si sentono umiliati dal fatto di dipendere dai genitori. Essi in pratica preferirebbero che papà e mamma andassero all’altro mondo, magari con l’aiuto del virus, e consegnassero loro in eredità i propri beni non trascurabili. La sensazione è che l’odio sociale si stia estendendo alle famiglie, e questo non giova alla concordia necessaria ai fini di favorire una esistenza tranquilla tra le mura domestiche.

Il conflitto tra generazioni è alimentato prevalentemente dal potere economico dei vegliardi e dalla loro capacità di spesa. In pratica succede tra babbi e mamme e i loro discendenti quello che accade tra le diverse classi sociali: i ricchi sono invidiati, e l’invidia è il motore della vendetta. Purtroppo è così.

Per cui non sorprende che a seguito della pandemia si siano accentuati taluni attriti determinati da vari motivi: l’isolamento, l’impossibilità da parte dei giovanotti di sfogare fuori di casa le loro pulsioni, la costrizione inflitta a chiunque di non vivere normalmente si sono presto trasformati in una sorta di risentimento dei più freschi verso chi li ha generati. Pure la tutela della salute, secondo i nostri ex bambini, è stata eccessiva a favore dei nonni, troppo salata, e ciò ha sottratto risorse ai signorini bisognosi di guadagnare di più, magari alle spalle di coloro che hanno prodotto e producono maggiormente. Viva i vecchi.

9 replies

  1. Ma chi sono i due Biff Tannen in “ritorno dal futuro 2” alla consegna dell’almanacco.
    Fortunatamente i ragazzi sono moltissimamenteancordipiu migliori di te,
    prima che ti siedi a tavola per cena

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  2. ma non era quello che del covid se ne faceva un baffo? E non era quello della “seleziome dei migliori e più resistenti?” comincia a rebdersi conto che è un vecchia ciabatta? Oppure i suoi figli gli hanno chiesto la paghetta?

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  3. Questo risentimento di molti giovani verso i vecchi è naturale ed in una certa misura legittimo.
    È fuori discussione che chi ha 20 anni ora ha possibilità infinitamente minori di chi ne aveva 20 quarant’anni fa.
    Poco lavoro, stipendi da fame a fronte di tasse incredibilmente alte, la prospettiva di una pensione misera e trattenute previdenziali altissime. Il passato non ha visto solo il boom dell’economia ma pure il boom del debito pubblico. Ha visto i pensionati baby, ha visto le pensioni retributive, ha visto scandali, corruzione e clientelismo come in pochi Paesi in Europa.
    Hanno, ma potrei dire abbiamo (anche se personalmente questo sistema marcio non l’ho mai sfruttato ma subito), consegnato ai giovani un Paese dove se non c’è il politico ed il sindacalista che ti infilano nel baraccone statale o parastatale, sono cazzi.
    Fare impresa è davvero una impresa.
    Uno Stato pesante e farragginosa come il nostro costa un botto, anche con servizi sociali di merda.
    Tasse altissime per tenere in piedi una struttura pubblica o parapubblica che con un po’ di efficienza potrebbe costare 1/4.
    Trattenute altissiome a fronte di una pensione futura da fame. Trattenute altissime per pagare la pensione anche ad un pensionato baby che non ha fatto un cazzo per tutta la vita, anche quando era assunto alle Ferrovie o in qualche altro baraccone gestito dallo Stato.

    Un Paese dove inventarsi un lavoro (ovvero fare impresa) è quasi impossibile, un Paese dove il lavoro scarseggia (per le difficoltà che hanno le imprese), non è un Paese LIBERO.

    Ora questo governo sembra orientato a fare imprese di Stato, evidentemente hanno tanti raccomandati a cui regalare uno stipendio anche coi soldi di tutti quei giovani che non faranno parte del giro. E quanti magnager che banchetteranno al tavolo dei bilanci costantemente in rosso dello Stato imprenditore.

    Il problema è giovani/vecchi solo in parte.
    Il problema è che l’Italia, con questo sistema clientelare, non offre un futuro neanche ad un giovane capace e che ha voglia di fare.

    L’Italia è un paese ingiusto, quindi non è un Paese libero.
    Fanno bene ad incazzarsi i giovani.

    I soldi ti servono da giovane, quando puoi mangiare, correre e scopare. Non quando stai davanti al tuo cazzo di televisore a mangiare pa pastina in brodo.

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  4. Ricapitoliamo: io odio i giovani, poi odio Feltri, i giovani odiano me ma pure Ferltri mi odia attraverso quel che dice, e per finire i vecchi qui nel palazzo mi odiano perche’ li chiamo “ossa imbiancate al sole”. Non ho una mancanza di odio nella mia vita. La tiroide e’ salva!

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