Memory non deve morire

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Se un giorno gli storici dovranno battezzare l’epoca che stiamo vivendo, la chiameranno l’Era del Mitomane e dello Smemorato. Del resto fra mitomania e smemoratezza c’è un preciso nesso causale: se conservassimo un po’ di memoria, non saremmo infestati da tanti mitomani di successo. Prendete l’Innominabile. A 45 anni non si ricorda più chi era. Come Alberto Sordi nel film Troppo forte di Carlo Verdone, nei panni dell’avvocato Giangiacomo Pignacorelli in Selci, che un bel mattino si sveglia ballerino e coreografo, indossa una tutina aderente e improvvisa una danza sull’aria di Oci Ciornie davanti ai clienti disperati, mentre le anziane sorelle ricordano “quando faceva il dentista e cavò tre denti al fruttivendolo che gli fece causa perché erano tutti sani”. Ora l’Innominabile si crede garantista e, nel tentativo di promuovere quella ciofeca del suo nuovo libro, strilla contro Piercamillo Davigo, reo di ricordare che la responsabilità politica e morale, diversamente da quella penale, può essere accertata e sanzionata prima delle sentenze. “Parole gravissime, enormi, incredibili!”, bercia lo statista rignanese: “Dire che non bisogna aspettare le sentenze va contro la civiltà giuridica europea! Mi sorprende che un membro del Csm non distingua giustizia e giustizialismo!”.

Eppure qualche anno fa c’era un presidente del Consiglio ipergiustizialista che, insensibile alla civiltà giuridica europea, predicava il dovere di non attendere le sentenze per licenziare i presunti assenteisti dalla PA. Dovevate sentirlo come ululava, lanciando la riforma Madia: “Per i furbetti del cartellino è finita la pacchia! È una legge cattiva ma giusta. D’ora in poi si va subito a casa!” (15.6.2016). “Chi fa il furbo col cartellino viene licenziato in 48 ore!” (29.11.2017). Cioè senza aspettare non solo le sentenze, ma pure le indagini. E molti gli diedero retta, pensando che prima non si potesse licenziare un assenteista dalla PA: invece si poteva, ma non in 48 ore, bensì in 4 mesi, per consentire all’accusato di difendersi. Infatti la Consulta rase al suolo la sua boiata e lui si rimise a strillare: “La Corte ci impedisce di licenziare i furbetti del cartellino”. Era una balla, ma molti se la bevvero perché lui era il capo del governo. E con la spensierata (in senso etimologico) Madia aveva lanciato il licenziamento in 48 ore al teatro Ariston di Sanremo per fare demagogia sul vigile lì filmato e arrestato perché timbrava in mutande o in tuta, additato al pubblico ludibrio e poi licenziato dal Comune senza uno straccio di condanna e né di rinvio a giudizio. Come voleva il premier giustizialista. La sentenza è poi arrivata sei mesi fa.

E ha assolto il vigile “perché il fatto non sussiste”: l’imputato spacciato per simbolo dell’assenteismo lavorava più degli altri e “la timbratura in abiti succinti non costituisce neppure un indizio di illiceità penale e ha una spiegazione logica” (una disposizione del comandante che imponeva al vigile incriminato, in funzione di custode, di timbrare il cartellino in abiti borghesi dopo aver aperto all’alba il mercato municipale). Resta da precisare il nome di quel premier giustizialista che non voleva attendere le sentenze e nemmeno le indagini: Matteo Pignacorelli in Renzi. Lo stesso che ora accusa Davigo di essere un aguzzino incivile per aver detto molto meno di quel che diceva lui.

Dicevamo della smemoratezza e mitomania. Ieri tal Bruno Astorre, nientemeno che senatore e segretario del Pd nel Lazio, ha molto rosicato perché Virginia Raggi ha vinto la sua battaglia solitaria per lo sgombero degli occupanti abusivi di Casa Pound dopo 17 anni e 4,5 milioni di danni erariali. Così ha pensato bene di negarla, ringraziando “la Procura di Roma” (non si sa mai) e “la Questura”, ma anche “i cittadini che hanno sempre portato avanti questa battaglia di legalità” e attaccando la sindaca “che al solito ha assistito dal balcone del suo Facebook”. In realtà la Raggi, dopo aver sollecitato infinite volte lo sgombero al Demanio (ministero dell’Economia) padrone dello stabile, contro i rinvii della Prefettura pidina e salviniana, si era recata personalmente lì sotto per far scalpellare l’insegna di Casa Pound e metterci la faccia, buscandosi qualche simpatica minaccia di morte, in aggiunta a quelle seguite all’abbattimento dei villini del clan Casamonica. Non sappiamo su quale balcone fosse quel giorno l’Astorre. Sappiamo però chi era sindaco nel 2003 quando Casa Pound occupò il Palazzo: Veltroni. Poi Alemanno e Marino, ma anche lì zero sgomberi (a parte quello di Marino per mano del Pd). Al Mef si susseguivano i ministri (anche il Pd Padoan), ma nessuno pareva interessato a riprendersi lo stabile. Quindi, per favore: astenersi smemorati e mitomani.

A proposito: leggiamo sul Corriere che Zingaretti dice sì a “un’anima patriottica” comune con B. e sul Foglio che il capo dei senatori Pd Marcucci iscrive B. e tutta FI in “un approdo liberale e fortemente europeista”. Parole pronunciate nel giorno dell’ennesimo arresto di Sergio De Gregorio, che una sentenza definitiva definisce “corrotto” da B. con 3 milioni in cambio del suo passaggio dall’Italia dei Valori a FI per rovesciare il governo Prodi-2. Ma lo sanno Zinga e Marcucci che il B. “patriota” e “liberale” è lo stesso corruttore che comprava senatori per rovesciare il loro ultimo governo? O serve un disegnino?

23 replies

  1. Questa difesa del vigile in mutande che timbra il cartellino da parte del direttorissimo del falso quotidiano ci mancava. Ora siamo più contenti tutti perché serviva a sbertucciare il poveromo di Rignano.

    "Mi piace"

      • Ma possibile che Travaglio trovi il modo di criticare e di fare sarcasmo sempre e solo su quelli del PD, o ex PD, e mai su qualcuno dei 5 Stelle? Se il suo sarcasmo e le sue critiche fossero a 360 gradi forse quello che dice e scrive sarebbe più credibile. Ma purtroppo è fin troppo evidente la sua totale faziosità.

        "Mi piace"

    • @Adele,
      ma non lo ha difeso…!!!
      ha solo riportato (pedissequamente) le motivazioni della sentenza di primo grado che lo ha mandato assolto perché il fatto non sussiste…!
      travisare i fatti non pare essere molto onesto…!!!

      Piace a 1 persona

  2. Astorre, Astorre..
    Non so come sia andata a finire, ma il sen. Astorre non era quello rinviato a giudizio nel marzo 2019 per una consulenza affidata al fratello dell’ exsindaco di Frascati, Spalletta. Sembrava fosse una tesi di laurea di una signorina di Pavia trasformata in una relazione tecnica che la Regione Lazio avrebbe pagato 83.000 euro.

    Piace a 1 persona

  3. Renzi é quello che é. Ma la ossessione di Travaglio per renzi ha oramai da tempo tracimato la critica politica, per sfociare nell’odio personale. Va bene criticare
    , ma insultarlo andando sul personale, come spesso fa, è roba da giornalisti di libero. Manco con Berlusconi faceva cosi. Sarà probabilmente a causa delle numerose querele, e dei tanti soldi che ha dovuto pagargli per via delle condanne subite.

    "Mi piace"

    • L’ossessione di Travaglio, che lo bastonava quando tutti lo temevano e santificavano, lo ha portato al 3%. Può pure fargli una querela ogni volta che lo nomina, non sarà più l’uomo più potente d’Italia.

      "Mi piace"

    • Anche perché se parliamo di smemoratezza e di incoerenza ce n’è proprio per tutti. Figuriamoci che Di Maio aveva chiesto l’impeachment contro Mattarella, e oggi lo stesso Di Maio è quello che beatifica il Presidente. Ma Travaglio ha critiche e sarcasmo a senso unico solo per Renzi e per quelli del PD. Come sempre. Purtroppo la sua faziosità lo rende poco credibile.

      "Mi piace"

      • La sua faziosità lo rende umano. Se lei lo considera poco credibile deve solo informarsi, se trova un solo fatto non accaduto può diventare lei stesso credibile. Poi la prego di fare l’elenco dei giornalisti non faziosi. Grazie

        "Mi piace"

  4. Forse non devo essere io a ricordare ,ma Travaglio cita sempre eventi e citazioni realmente accaduti e dette quindi di cosa vogliamo parlare

    "Mi piace"

  5. Travaglio se io avessi avuto il pur minimo dubbio che lei fosse un seguace di salvini questo scritto me lo ha chiaramente confermato. Lei non è un giornalista è solo un poveruomo col dente avvelenato contro un grande uomo politico a cui lei non è degno neanche di allacciargli le scarpe.

    "Mi piace"

  6. Vorrei ricordare a Travaglio che le sue accuse prima delle sentenze , che accusavano Bertolaso ex protezione civile di una infinità di nefandezze , si sono risultate infondate . Si descrive come un cavaliere senza macchia che sparge odio , contro chi cerca di fare . Durante il terremoto dell’ Aquila non c’era nel fango ….

    "Mi piace"

    • Forse hai scambiato Travaglio per un pm, eil Fatto per la procura, al massimo Travaglio le trascrive le accuse. Poi il fatto che non abbia commesso reati non vuol dire che sia competente, ogni volta che mette le mani su qualcosa la incenerisce: dall’Aquila dove stanno ancora nelle casette, agli ospedali degli ultimi giorni ha collezionato solo fallimenti. Per tacere dei regali che gli facevano gli imprenditori amici suoi.

      "Mi piace"

  7. A proposito di incoerenza e di smemoratezza ricorderei a Travaglio che anche i suoi amici grillini non scherzano. Per dirne solo una, si ricorda Travaglio che il suo caro amico Di Maio aveva chiesto l’impeachment per Mattarella? A me pare che qui il primo smemorato sia proprio Travaglio. Oppure è solo un gran fazioso, capace di criticare sempre e solo gli altri e mai i suoi amichetti pentastellati.

    "Mi piace"

      • Quelli che cita sono i fatti che faziosamente gli fa comodo citare. Quelli che non cita sono fatti che decide faziosamente di non citare. Esattamente come ogni altro giornalista. Quindi lei lo osanni pure quanto vuole ma consenta agli altri di non considerarlo un Dio in terra, come fa lei, intervenendo in modo petulante su ogni commento non gradito verso il suo beniamino. Grazie.

        "Mi piace"

      • Io intervengo come mi pare d piace senza chiedere il permesso a lei che in più commenti ha riportato l’esempio di Di Maio e Mattarella, ma non perché non ce ne siano altri, solo perché lei li ignora. Io invece potrei scrivere di decine di giornali e dei fatti che stravolgono, questa è la differenza che un sempliciotto ignorante non è in grado di cogliere. Così come scambia la stima per osannazione, torni allo stadio, luogo che le compete.

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.