5Stelle, crisi sfiorata sul Mes. E Di Maio critica Rousseau

(Luca De Carolis – il Fatto Quotidiano) – Hanno schivato l’ insurrezione sul Mes, che per il governo sarebbe stata un sisma. E hanno rinviato a data più comoda e sicura l’ elezione del capo politico. Per blindare Giuseppe Conte, certo, ma anche per raffreddare le mire da leader di Alessandro Di Battista e rintuzzare Davide Casaleggio, isolato martedì in una videoconferenza con i big, in cui Luigi Di Maio è arrivato a dire: “Il sistema di voto Rousseau ha portato all’ anarchia”.

Si muovono molte cose nella nebulosa dei Cinque Stelle. Ieri sarebbe potuta esplodere sulla mina seminata da Giorgia Meloni: un ordine del giorno presentato alla Camera contro il Mes, il fondo salva Stati a cui i 5Stelle erano e sono ufficialmente contrari, ma chissà tra un po’. “Il gruppo era nervoso già da giovedì sera” raccontano. Così nella notte il capo politico reggente Vito Crimi e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’ Incà si sono attaccati al telefono per spiegare agli eletti che votarlo sarebbe stato un agguato a Giuseppe Conte.

“Rischiamo di farci male” tremavano ieri mattina alcuni deputati. Ma alla fine l’ odg (respinto dall’ Aula) l’ hanno votato solo sette grillini, tra cui Raphael Raduzzi e Alvise Maniero, capofila dall’ ala più critica verso la Ue, e la veterana Dalila Nesci (un’ eletta si è astenuta). Danno contenuto, insomma. “Ma azioni del genere non possono essere più tollerate” ha avvertito Crimi.

Però il reggente aveva anche altro per la testa, ovvero il rinvio dell’ elezione del prossimo capo politico, sancito ieri con il benestare del garante Beppe Grillo. “Siamo in un’ emergenza senza precedenti, tutte le nostre forze devono essere concentrate nell’ aiutare il Paese” sostiene il blog delle Stelle. Per questo il comitato di garanzia, di cui Crimi è membro assieme a Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri, ha rinviato il voto “e su questo ha richiesto un’ interpretazione al garante”.

Cioè a Grillo, del quale sul blog è allegata formale risposta, in cui definisce ” ordinatorio”, cioè da non rispettare obbligatoriamente, il termine di 30 giorni per l’ elezione di un nuovo capo dalle dimissioni del precedente: ossia Di Maio, dimessosi ormai il 22 gennaio scorso. “Dovevamo farlo, altrimenti qualcuno avrebbe chiesto le elezioni o presentato un ricorso” spiegano. Ma ci sono altre ragioni. “Se indiciamo il voto ora partirebbe una campagna elettorale e indebolirebbe il governo” hanno sostenuto in diversi nella videoconferenza di martedì, a cui hanno partecipato il comitato di garanzia, i probiviri e big come Paola Taverna e Di Maio. Ma non basta. Aspettare, pensano (ma non hanno detto) alcuni, potrebbe fiaccare le ambizioni di Di Battista, ritenuto un rischio per l’ esecutivo.

Tutti d’ accordo, quindi: tranne Casaleggio. “La campagna elettorale la potrebbero far partire ugualmente” ha teorizzato, per poi rilanciare la necessità di “un nuovo capo” e di un cambio di passo del M5S : “Siamo la prima forza parlamentare, ma stiamo dando un’ immagine vecchia con quei parlamentari in mascherina.

Piuttosto incentiviamo lo smart working”. E c’ è chi vi ha visto un assist a Di Battista. Ma gli altri hanno fatto muro. Compreso Di Maio, secco: “Non possiamo eleggere un capo senza prima un confronto collettivo (gli Stati generali, ndr), finirebbe impallinato in due mesi”. Per poi puntare il dito: “Abbiamo sbagliato la selezione della classe dirigente, e il sistema delle votazioni sulla piattaforma Rousseau ha portato all’ anarchia, certi quesiti erano fatti in modo sbagliato”. Saette a cui Casaleggio non ha replicato. Consapevole che tanti 5Stelle vogliono ridurre il potere di Rousseau. Cioè il suo.

3 replies

  1. Per quanto mi riguarda i 5S stanno tenendo botta, a parole son tutti bravi, io per primo, governare come stanno facendo una situazione che dire complicata, è poco.
    Conte o non Conte.
    Hanno preso le redini del paese e non le hanno mollate, grande prova.
    Che il diavolo mi porti , Signore, quel vascello nella tempesta pareva avere un timone.

    "Mi piace"