(di Emily Bary e Joseph Adinolfi – MarketWatch) – La grande corsa all’intelligenza artificiale comincia a presentare il conto a Wall Street. Dopo anni di rialzi alimentati dalle aspettative di crescita del settore tecnologico, gli investitori stanno rivedendo le proprie scommesse. I risultati trimestrali di alcune delle maggiori aziende americane hanno messo in discussione la sostenibilità degli enormi investimenti nell’AI, provocando una nuova ondata di vendite sui mercati.

Come raccontano Emily Bary e Joseph Adinolfi su MarketWatch, venerdì il Nasdaq Composite ha registrato la peggiore seduta dal 5 giugno, concludendo il mese peggiore da marzo 2025. Il Nasdaq-100 è invece entrato ufficialmente in territorio di correzione, dopo aver perso almeno il 10% rispetto ai massimi recenti.

A impressionare sono soprattutto le dimensioni dei crolli di alcuni protagonisti del settore. Intel ha bruciato il 29% del proprio valore in una sola giornata, segnando la peggiore performance giornaliera almeno dal 1980. Giovedì era toccato ad Alphabet, la società madre di Google, subire la più pesante flessione quotidiana della sua storia.

Il problema non riguarda soltanto le valutazioni di Borsa, ma anche le prospettive industriali delle aziende che hanno trainato il mercato negli ultimi quattro anni.

Alphabet, per esempio, ha mancato le previsioni sui ricavi trimestrali per la prima volta dal 2024. Nonostante la crescita a tre cifre del business cloud, gli investitori hanno concentrato l’attenzione sulla deludente performance della pubblicità legata alle ricerche online.

È un segnale particolarmente delicato per Google, perché alimenta il timore che l’intelligenza artificiale possa indebolire proprio il settore sul quale il gruppo ha costruito il suo predominio.

Le difficoltà del motore di ricerca sembrano avere ripercussioni anche su altre società. Reddit ha vissuto venerdì la peggiore giornata borsistica della sua storia, dopo che i vertici hanno avvertito che la diminuzione del traffico proveniente dalle ricerche Google sta frenando la crescita degli utenti della piattaforma.

Anche Amazon ha deluso le aspettative sui ricavi, contribuendo ad alimentare i dubbi sulla solidità delle attività tradizionali dei grandi gruppi tecnologici.

Secondo Charlie McElligott, stratega di Nomura citato da MarketWatch, i risultati delle trimestrali stanno facendo emergere segnali di debolezza nei business principali delle aziende. E se queste attività dovessero rallentare, diventerebbe più difficile mantenere gli attuali ritmi di investimento nell’intelligenza artificiale.

Il nodo è proprio questo: Alphabet, Amazon, Microsoft e Meta hanno destinato enormi risorse alla costruzione delle infrastrutture necessarie per sviluppare l’AI, alimentando la domanda di semiconduttori, server e data center.

Una macchina di investimenti che nella prima metà del 2026 aveva fatto volare le quotazioni dei produttori di chip e di diverse aziende industriali coinvolte nella realizzazione delle infrastrutture.

Ma nella seconda parte dell’anno il clima è cambiato. Gli investitori cominciano a chiedersi se la crescita degli utili possa continuare a giustificare prezzi azionari tanto elevati.

A complicare il quadro c’è anche il rischio che la spesa per l’intelligenza artificiale sottragga risorse ad altri comparti tecnologici.

Le previsioni deludenti di Intel, per esempio, riflettono anche l’impatto dell’aumento dei prezzi dei chip di memoria sulla domanda di computer portatili. I responsabili informatici delle aziende devono infatti decidere come distribuire i propri budget tra l’acquisto di nuovi dispositivi e l’adozione di strumenti basati sull’AI.

Ken Mahoney, amministratore delegato di Mahoney Asset Management, osserva che durante questa stagione delle trimestrali persino molte società capaci di superare le aspettative e migliorare le previsioni hanno visto scendere le proprie azioni. Per chi invece ha deluso il mercato, come Intel, la punizione è stata molto più severa.

La diffidenza sta coinvolgendo anche due dei principali beneficiari della corsa all’intelligenza artificiale, Nvidia e Micron.

Gli analisti di Wall Street continuano generalmente a migliorare le stime sugli utili aziendali per il prossimo anno, ma gli investitori non sembrano più disposti a pagare qualsiasi prezzo pur di possedere azioni tecnologiche.

Di conseguenza, i multipli di Borsa di società come Nvidia e Micron, calcolati rispetto agli utili attesi, hanno cominciato a ridursi.

È il cambiamento che sta attraversando Wall Street: dopo aver premiato per anni le promesse dell’intelligenza artificiale, il mercato pretende ora risultati economici capaci di sostenere le valutazioni raggiunte dai giganti tecnologici.