(estr. di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – […] Fosforo e supponenza, mercoledì sera nel salotto di Lilli Gruber. Tra i due pesi Massimi del pensiero di sinistra, D’Alema e Cacciari, la sagacia zampillava sotto forma di memoria storica, acute analisi geopolitiche, competenza, esperienza, saper stare al mondo. Il tutto reso in un italiano colto e bene argomentato, e ci mancherebbe altro. Se non fosse che l’eloquio altezzoso di entrambi, a tratti condito da un cicinin di spocchia, trasmetteva (e forse intendeva trasmettere) il senso di una distanza siderale con chi era all’ascolto. In un continuo ammiccare e ammiccarsi, soprattutto del filosofo. Lo ricordiamo, sempre in quel di Otto e mezzo, visibilmente scocciato da ospiti considerati di non adeguato peso intellettuale (rispetto al suo). Ma che adesso annuiva placato al cospetto di colui che, quando Eravamo comunisti (titolo del suo ultimo libro) fu, a sinistra, leader un po’ di tutto. Nel dispensare sarcasmo e riprovazione sulla presente miseria della politica, Cacciari occhieggiava come cercando riscontro e approvazione. Che l’altro, in modalità busto al Pincio, centellinava con marmorea condiscendenza (forse in memoria di qualche disputa non proprio metafisica con l’ex sindaco di Venezia, chissà).

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Fatto sta che il povero elettore progressista, quanto mai bisognoso di conforto e calore (parliamo per noi), rabbrividiva come un iguana al Polo Nord intimidito dal sarcasmo perfidamente sparso dalla coppia massima. Tanto che, il potenziale elettore di cui sopra, avrebbe potuto anche chiedersi: ma se non ci credono loro all’unità del Campo largo perché dovrei crederci io? Spunto opportunamente colto dalla Gruber con la domanda sul come mai “questo centrosinistra non riesce a rappresentare i giovani che protestano”. Al che, uscendo per un attimo dal suo monumento, D’Alema si è finalmente attizzato: “Gruber, se lei vuole polemizzare con Schlein e Conte, cosa che fa spesso, si trovi degli interlocutori adeguati”. Puntuale la risposta della conduttrice: “Sì, quando decideranno di venire qui e di farsi fare qualche domanda, molto volentieri”. La classe non è acqua.