
(Gioacchino Musumeci) – Quando non si hanno palle per dire come stanno le cose, ci si scusa. Ci si scusa sempre. Anche davanti a chi non si scuserebbe e non si scuserà mai. Anche davanti a chi ci ride in faccia.
Ci si deve scusare per fare bella figura, il politicamente corretto stantio, il protocollo istituzionale obbliga a condannare le violenze.
Certo, capisco. Bravi.
Si, anche io condannerei le violenze ma solo per un secondo. Il tempo necessario per concentrarmi su chi è davvero responsabile non di vetrine sfasciate, ma di un paese in malora dove esistono città in cui le vetrine nemmeno ci sono più perché le serrande degli esercizi sono abbassate da un pezzo. E questi luoghi deserti si trovano al Sud di cui non si parla, se non per disprezzare il più delle volte.
Si, non bisognerebbe sfasciare vetrine o incendiare automobili. Bisognerebbe essere sempre brave persone, condanno tutti i violenti che hanno rotto vetrine.
Bene, l’ho detto. Applauso grazie.
E allora dai, giù pesantemente contro i manifestanti. Giù protocolli soffocanti e deludenti. Copriamo il disastro con un manto di scuse perfettamente ordinate. Perché non conta quale ragione spinga migliaia persone a scendere in piazza. Conta raccontare la violenza, spesso pianificata, provocata apposta, per delegittimare in toto la protesta. E a cosa servono le violenze, chi ci guadagna, qual è la risposta istituzionale: non rimediare alle cause, risolvere il problema strutturale. La risposta è un provvedimento più stringente contro la lamentela popolare. Ma il problema resta invariato. Il malessere permane.
Ma sapete cosa c’è? Mi sono stancato di essere moderato. Perché dovrei in fondo.
Certe retoriche me le aspetto dalla destra. È normale che la destra non tolleri il dissenso. È normale che chi non riesce a condannare un esercito che rade al suolo tutto ciò che incontra, trovi il coraggio di condannare solo una vetrina rotta. La destra fa il suo mestiere. Il problema è un altro.
Soprattutto ora. Perché tutto ciò che accade è la prova tangibile del fallimento di un governo terrificante. Una melassa disgustosa di sciocchi servili. Ma dall’altra parte chi c’è? C’è una sinistra che non sa fare la sinistra, che si vergogna di dire sono di “sinistra”. Che teme di essere radicale, e ci sarebbe bisogno invece di una sinistra radicale, chiara, che non fa sconti a nessuno e che non teme di dire “ serve una patrimoniale ORA.”
In compenso abbiamo una sinistra che teme il giudizio. Soccombe ai Sallusti, ai Cerno, ai Sechi: i custodi dell’ordine mediatico che dettano l’agenda e stabiliscono chi è presentabile e chi no. Così questa sinistra pallida, pronta a disperdersi su primarie da fare o non fare, raccoglie “ nei palazzi” le istanze dei cittadini. Ma poi non succede nulla. Nulla di nulla.
Mentre ai cittadini accade tutto ciò che non dovrebbe accadere a cominciare dal non poter usare i mezzi agricoli perché non si hanno soldi per il carburante. Queste persone vedono la loro esistenza andare in malora nel più sconcertante silenzio istituzionale. Quindi che dovrebbero fare…Stare muti e subire. Al Sud non hanno rotto vetrine ma li ascolterete? No. Non lo farete. Prometterete che lo farete.
E allora il popolo, stanco, fa da sé. E quando fa da sé può farlo anche rabbiosamente. Senza freni. Perché il popolo se ne frega altamente del politicamente corretto, non ci sfama la famiglia. Perché la violenza maggiore, quella più schifosa, è cancellare le prospettive di vita dignitosa alle nuove generazioni. A ragazzi che per un lavoro di merda guadagnano 4 soldi a malapena. E si sentono dire con disprezzo ‘ringrazia che lavori’ da un sistema che ha insegnato a milioni di persone a chinare la testa, e che chiama realismo quella che è soltanto rassegnazione.
E allora continuate a scusarvi. Non vi crederanno.
Non chiedete fiducia.
Non ve la daranno.
“Ma dall’altra parte chi c’è? C’è una sinistra che non sa fare la sinistra, che si vergogna di dire sono di “sinistra”. Che teme di essere radicale, e ci sarebbe bisogno invece di una sinistra radicale, chiara, che non fa sconti a nessuno..”
Occhio perché i consacrati ti demoliscono a furia di domande idiote, tipo “e allora cosa faresti tu?”
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Chi l’ha detto che politica = compromesso?
È anche compromesso .
Quando tutto può diventare mediazione , non è un valore aggiunto, è la morte delle certezze intoccabili .
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La sinistra non esiste più ….esiste un piccola opposizione che non potrà mai scardinare questo sistema pseudo democratico.
Giusto scusarsi ,ma il problema con le scuse non viene risolto perchè non c’è ravvedimento poltico di chi governa e di chi è all’opposizione.
Stiamo raccogliendo ciò che la politica ha seminato da 70 anni nonostante l’esistenza di una Carta mai rispettata ed in parte modificata non nell’interesse del Cittadino,ma per fini personali e di partito.
Esiste la Corte suprema? Si esiste un garante Si, ebbene si muovino alacremente sulle modifiche,invece si aspetta ,si aspetta affinchè non ci sia più il tempo per rimediare.( legge elettorale).La famosa porcata di Calderoli è la dimostrazione di questa lentezza voluta dal sistema.
Infine questa “sinistra ” caro Gioacchino si è scusata,ma ha pure criticato il governo sui decreti sicurezza,mentre la Ducia e i suoi accoliti ha chiesto più pene ,più galera e più severità anche verso i minorenni,guardansi bene di criticare l’andazzo da anni di una società verso il fallimento, anzi la gioggia gli sta dando una mano verso il fallimento.
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