(Tommaso Merlo) – L’Iran è dalla parte dei palestinesi, noi occidentali da quella dei loro sterminatori. O almeno lo è il mainstream politico e mediatico mentre i popoli si sono svegliati grazie all’immane genocidio. In tutta la Palestina si continua tragicamente a morire per i deliri nazi sionisti e nessuno fa nulla. Siamo impotenti difronte all’orrore più disgustoso della storia dell’umanità, perché persiste da quasi tre anni davanti agli occhi dell’umanità e perché per decenni le élite occidentali si sono spacciate come paladine dei diritti umani. A Gaza è tramontata la fasulla superiorità morale dell’Occidente mentre nel Golfo sta finendo quella militare ed economica. Finalmente qualche buona notizia. La fine della stupida egemonia americana con noi insulse colonie al seguito e col nazi sionismo infiltrato ai piani alti. Dopo l’ultima potentissima reazione iraniana agli spuntati attacchi americani, la situazione nello Stretto di Hormuz rimane calda ma stabile. L’Iran controlla quell’arteria strategica globale e lo strangolamento economico sta soffocando gli Stati Uniti invece dell’Iran che dopo mezzo secolo di persecuzione ha due polmoni ciclopici. Ma le belle notizie non finiscono qui. Anche gli Houthi dello Yemen sono stati vittima di un tentativo di genocidio da parte dell’Arabia Saudita di Bin Salam, una marionetta criminogena del suo ego tossico, degli americani e quindi dei sionisti nonché membro d’onore della corte di Epstein e celebre per l’intuito strategico da caprone maltese. Sbaragliando i mercenari sauditi e riprendendosi le coste dello stretto di Bab el-Mandeb, questi guerriglieri yemeniti Houthi alleati con l’Iran, hanno aggravato il quadro. Se si ostruisce anche questa arteria commerciale, il colonialismo occidentale rischia un arresto cardiaco fulminante. Ma è del resto casa loro, noi gli abbiamo depredati ed usati seminando caos e dolore e prima o poi doveva finire. Lo stanno capendo anche gli sceicchi sporcaccioni e doppiogiochisti che sgambettano ansiosi da un summit all’altro nei loro camicioni immacolati mentre alle masse occidentali il mainstream rifila le solite fregnacce. Come quella del terrorismo che è solo quello dei nostri nemici, come quella dei regimi altrui mentre noi viviamo in repubbliche platoniche e quella della bomba atomica iraniana. Perfino i servizi segreti americani hanno ripetuto a Trump che l’Iran non stava producendo l’atomica, ma come al solito è prevalsa la volontà dei nazi sionisti che da decenni hanno messo l’Iran nel mirino in quanto vera potenza regionale in grado di frantumare i loro deliri di onnipotenza. A detenerla illegalmente e rifiutare ogni controllo internazionale è Israele, l’Iran ha un legittimo programma nucleare civile ed ha sempre rispettato le regole. Ma la propaganda serve a questo, a ribaltare la realtà e infinocchiare le masse di teleconsumatori in modo che le élite possano continuare a scatenare guerre e godersi l’alta società. Nel mondo reale intanto, siamo alla quiete prima della tempesta anti coloniale. Trump alla fine potrebbe essere costretto ad arrendersi o perché senza munizioni e soluzioni militari o per implosione economica della sua demenziale oligarchia. Le elezioni di medio termine potrebbero essere la sua grande opportunità per levarsi dai piedi scaricando le colpe su un Congresso già oggi contro l’aggressione illegale e fallimentare all’Iran. Certo, mega lobby sionista permettendo ma davanti al crollo del proprio paese, perfino nei politicanti corrotti prevarrà l’istinto di sopravvivenza. Scenario ideale ma la coalizione Epstein potrebbe tentare un estremo tentativo di colpire Teheran magari ricorrendo alle atomiche tattiche sule solite montagne sacre per provare almeno a salvare la faccia. Iran permettendo perché potrebbe essere la Repubblica Islamica ad optare per lo scontro finale dato che la sorprendente posizione di superiorità non è certo eterna e perire per logoramento è sempre perire. L’Iran potrebbe cogliere questa storica opportunità per liberarsi dalla persecuzione american e sionista, per liberare l’intero Golfo dal colonialismo ma anche Libano e Palestina dal nazi sionismo. Gerusalemme è una città santa anche per l’Islam e dopo il nostro fallimento, potrebbero provarci loro a liberarla. Più che fattibile. L’esercito americano nel Golfo sta facendo la fine della Nato in Ucraina, miliardi ridotti in fumo con alle spalle leadership politiche disprezzate e popoli che vogliono ben altro. Le basi americane in Giordania piazzate per difendere i sionisti sono state rase al suolo come tutte le altre rendendo anche logisticamente un inferno la presenza americana nella regione. Secondo alcune analisi saremmo già al trilione di dollari sprecato tra le dune. E se Trump insistesse ad ignorare il Memorandum che ha firmato, l’Iran potrebbe decidere di implementarlo con la forza con la benedizione di Cina e Russia fautori di un nuovo equilibrio mentre noi Occidentali ci godremo finalmente qualche buona notizia dal divano. A quel punto nascerebbe una nuova Asia Occidentale con Iran, Turchia, Egitto e Pakistan pilastri di una nuova era post coloniale e post sionista con quegli sporcaccioni e doppiogiochisti degli sceicchi che si rimettono a cuccia e una Gerusalemme nuovamente liberata. Già, a Gaza è tramontata la fasulla superiorità morale dell’Occidente mentre nel Golfo sta finendo quella militare ed economica. Se tutto va bene siamo alla fine del disastroso colonialismo occidentale alla faccia delle élite corrotte e per la felicità dei popoli del mondo intero.