
(Tommaso Merlo) – Nei supermercati americani hanno messo le placche antitaccheggio sulle confezioni delle bistecche, la gente è al verde ma non vuole privarsi di nulla. Il timore delle autorità americane è che di questo passo dai furti si passi ai saccheggi di massa. Del resto non c’è come la fame per stimolare la partecipazione politica. Già, siamo all’apoteosi dell’idiozia capitalista che dalle periferie del mondo sta colpendo anche la testa del serpente e chissà che sia la volta buona che impariamo la lezione e costruiamo un mondo più intelligente. Alla Casa Bianca comanda una manciata di oligarchi senza cuore e cervello mentre la classe media sta scomparendo a favore di orde di senzatetto e zombie fentanyl. Non sta crollando un impero, ma un modello politico ed economico profondamente sbagliato. Un modello che lava il cervello alle nuove generazioni per farle lavorare come muli e consumare come asini in vista di un lunapark materialistico talmente vero che perfino i vincenti si ritrovano a sbevazzare e sniffare di tutto per colmare il vuoto che li opprime. Consumo ergo sum. Più soldi e potere e visibilità ho, più valgo. Più roba accumulo, più sono felice. Idiozia capitalistica di sistema che diventa individuale che diventa una fuga permanente dalla realtà e da se stessi. Un lunapark che delude in tempi di vacche magre, figuriamoci quando non si riesce a comprare nemmeno una fettina di vitello. Una vita di sacrifici per ritrovarsi con stipendi che a malapena riescono a pagare le bollette e riempire lo stomaco. Come da noi. La differenza è che da quelle parti li spingono ad indebitarsi fino al collo fin da studenti e quindi al primo temporale si ritrovano sull’orlo del baratro finanziario che in una giungla di mercato è anche esistenziale. Una vita a spendere soldi che non hanno ricorrendo a carte di credito che li spingono nelle grinfie degli strozzini legalizzati. A fare notizia è il prezzo della benzina ai massimi storici e quindi del trasporto delle merci ma anche delle persone visto che negli Stati Uniti l’auto serve anche per andare al cesso. Il pieno costa una fortuna, quasi come da noi e dal benzinaio va in scena il festival della bestemmia incarognita contro un sistema che usa e getta anche le persone. Quasi come da noi. Trump è riuscito nell’impresa di “fare l’America ancora povera”. Più che un presidente, un epocale colpo di grazia ad un sistema talmente marcio da credersi il migliore oltre che eterno. Gli ultimi sondaggi sono davvero impressionanti, Trump sta battendo ogni record ma in negativo confermandosi l’uomo più sentitamente schifato del pianeta. Ma quel perfido demente, non è il fattore scatenante, è solo un sintomo di un male più profondo che affligge tutto l’Occidente. Quella giungla di mercato in cui tutto è un business, anche la politica e la democrazia, anche la vita delle persone e il loro futuro. E’ infatti notizia di questi giorni che gli oligarchi americani stanno investendo fortune nell’intelligenza artificiale fottendosene di quella naturale. Deturpano ambiente e comunità locali per costruire mega data center e cioè immensi ecomostri che servono da materia grigia della fantomatica intelligenza artificiale con cui in nome del sempiterno ed illimitato profitto, colpiranno ulteriormente la classe media togliendogli i pochi lavori decenti rimasti. Una immensa bolla finanziaria ma che allarma molti guru e leader del pianeta. In un mondo tutto digitalizzato, i computer potrebbero decidere di mettersi a funzionare per i cazzi loro e rivoltarsi contro quei deficienti degli umani e sterminarli tutti, a sentir loro. Come se in fondo fossero umani anche i computer e come noi decidessero di mettersi a costruire armi micidiali e sterminare gli altri per brama di dominio o per qualche programma bellico inculcato strada facendo. Invece che per mano degli alieni o per autodistruzione quindi, la fine dell’umanità giungerebbe da computer che commetteranno genocidi e scateneranno guerre al posto nostro e contro di noi. Leader e guru dibattono mentre i superstiti della classe media si ritrovano in carne ed ossa a bestemmiare alla pompa di benzina e davanti agli scaffali del supermercato. Già, non sta crollando solo un impero, ma anche un modello politico ed economico assurdo e marcio i cui prodotti principali sono immensa ingiustizia sociale e superficialità materialista. Siamo all’apoteosi dell’idiozia capitalista che dalle periferie del mondo sta colpendo anche la testa del serpente. E chissà che sia la volta buona che impariamo la lezione e costruiamo un mondo più naturalmente intelligente. Del resto non c’è come la fame per stimolare la partecipazione politica.