Remigrazione, classi separate, chiese nel mirino: sono diverse le proposte condivise dai nostri connazionali. Resta forte il timore che l’estrema destra possa prendere il potere a Berlino e che si ripeta il passato

(Lisa Di Giuseppe – editorialedomani.it) – Il 55,2 per cento degli italiani è convinto che AfD possa arrivare a conquistare il potere in Germania, per il 46,4 per cento pensa addirittura che il pericolo che la storia si ripeta e si possa scatenare una guerra in Europa sia concreto. Sono dati elaborati dall’istituto di sondaggi Izi è dimostrano che anche in Italia la paura per il risultato eccezionale di AfD in Sassonia-Anhalt della domenica scorsa ha provocato spavento. Vero è che si tratta di dati al netto dei “non so” (rispettivamente il 42,6 per cento e il 33,8 per cento) ma la tendenza è chiara. 

Nel sondaggio che Izi ha svolto per Domani si riflette anche sulla sovrapponibilità di AfD ai partiti italiani: ben il 68,4 per cento degli intervistati considera il programma «simile» a quello di Futuro nazionale di Roberto Vannacci. Effettivamente, i partiti si somigliano per molti aspetti: priorità politiche, ma anche linguaggi e riferimenti storici – meno celati nel caso italiano, ma anche in Germania giochi di parole e slogan dei tempi del regime “adattati” sono all’ordine del giorno per AfD.

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Tra le proposte in comune c’è per esempio quella delle classi separate per i bambini con disabilità: uno scempio che nel caso del partito tedesco ha provocato indignazione e titoli giornalistici per settimane, ma che sembra una possibilità percorribile per il 27,9 per cento degli intervistati, mentre per il 20,9 per cento è plausibile perfino l’idea che i figli dei rifugiati finiscano in classi speciali. Anche in questo caso si tratta di dati privati dei “non so”, rispettivamente 12,9 per cento e 12,2. 

Focus scuola

La scuola è uno dei punti forti del programma di AfD: non è un caso, è anche – insieme alla cultura – l’ambito in cui il governo regionale secondo l’ordinamento tedesco può muovere di più. Izi ha sottoposto alcune delle proposte tratte dal programma agli intervistati: per il 32,9 per cento bandire le bandiere arcobaleno non sarebbe un problema, così come introdurre l’istruzione domiciliare (32,5 per cento). Il 31,4 per cento pensa che sia arrivato il momento di dedicare meno tempo allo studio di nazismo e fascismo e il 20,5 per cento è a favore della riduzione degli investimenti nei programmi contro il razzismo. È vero che non è ancora detto che in Sassonia-Anhalt alla fine salirà al potere un governatore AfD, ma ora come ora la possibilità sembra molto tangibile e tante istituzioni culturali e università hanno provato ad attrezzarsi per il caso in cui l’estrema destra dovesse prendere il potere e di conseguenza tagliare i fondi a cultura e studi non abbastanza “tedeschi”. 

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L’altro elemento centrale del programma di AfD è la remigrazione. A lungo il partito è stato accusato di non avere altre priorità politiche (come capita anche a Vannacci), quantomeno non economicamente sostenibili: l’impianto centrale di entrambi i partiti resta perciò l’attribuzione della responsabilità degli aspetti negativi della vita degli elettori sulle persone con background migratorio. Un tema che raccoglie consensi anche di qua dalle Alpi: per il 77,8 per cento degli interpellati, è una buona idea il fatto che i richiedenti asilo siano obbligati a svolgere lavori socialmente utili per accedere ai sussidi. I rimpatri dovrebbero aumentare per il 65,6 per cento degli italiani, mentre il 43,8 per cento è convinto che il diritto d’asilo debba essere inteso come concessione discrezionale dello stato. Il 41,5 per cento arriva a invocare una stretta sulle chiese che accolgono gli irregolari, già diventate un obiettivo dichiarato di AfD in Germania. Dati minoritari, ma che ritraggono comunque una componente rilevante della società. 

Famiglia e canone

Lo stesso vale per il modello di famiglia “tradizionale”, difeso a spada tratta da AfD, ma comune alle destre continentali radicali ed estremiste. Per il 44,7 per cento è giusto presentare la famiglia eterosessuale con molti figli come nucleo fondante della società. Dato da non sottovalutare anche quello che riguarda l’informazione: da tempo AfD ha messo nel mirino il servizio pubblico, accusato di parzialità nel racconto del partito di estrema destra. Un elemento centrale della vittoria in Sassonia-Anhalt è stata per altro la comunicazione social del partito, accolta e sostenuta anche da un sottobosco di profili online e streamer che hanno contribuito a creare una realtà parallela. Tanti elettori non leggono stampa tradizionale o guardano la tv da anni e adesso che Ulrich Siegmund propone di rescindere il contratto di servizio con la tv pubblica nessuno fa una piega.

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Anche in Italia il canone da sempre è una delle tasse più sofferte dall’elettorato, motivo per cui la Lega ha fatto della sua abolizione un cavallo di battaglia. Per ora, è tenuta a bada dalle altre forze di maggioranza: Fratelli d’Italia non vuole tagliare fondi a Telemeloni, per Forza Italia è importante mantenere costante gli introiti pubblicitari di Mediaset che diminuirebbero se la Rai dovesse mettersi sul mercato. L’idea di abolire la tassa di scopo, in ogni caso, piace al 54,9 per cento degli interpellati. 

Più salde appaiono le convinzioni sul clima: solo il 28,4 per cento è convinto che la transizione verso energie verdi sia ideologica, dannosa per l’economia e inutile per l’ambiente. Nonostante le percentuali di elettori non ostili verso certe proposte restino alte, il 62 per cento degli intervistati considera AfD un pericolo sia per la democrazia tedesca sia per l’Ue (il 10,4 per cento circoscrive il rischio solo alla Germania, mentre per il 27,6 per cento non c’è nessun problema).