
(estr. di Andrea Scanzi – ilfattoquotidiano.it) – […] Dopo quattro anni di governo semplicemente disastroso, quando non patetico, il cosiddetto Campo largo non riesce a guadagnare consensi. E già questo è notevole. Tale stasi elettorale dipende da vari fattori, compreso il fatto che nelle ultime settimane il centrosinistra sta perdendo tempo straparlando di primarie. Due giorni fa, alla festa del Fatto Quotidiano, Giuseppe Conte ha spiegato – dal suo punto di vista – come stiano le cose. I Cinque Stelle erano disposti a scegliere un terzo nome, un po’ come capita sempre quando il Campo largo si presenta alle Comunali o alle Regionali. Stando al racconto di Conte, il Pd ha opposto ferma resistenza, rispondendo che l’unica maniera per scegliere il candidato presidente del Consiglio è quella di scegliere il nome del segretario del partito più forte all’opposizione. Ovvero Elly Schlein. Il M5S ha detto no, chiedendo le primarie e ricordando agli alleati (?) che è proprio il Pd che fa sempre le primarie, e quindi non si capisce perché le facciano sempre ma stavolta no (o forse si capisce benissimo).
[…] Apriti cielo: i Cinque Stelle si impuntano, il Pd si impunta e lo stallo è totale. Daje! Schlein accetterebbe l’opzione primarie, ma solo con due nomi: lei e Conte, perché qualsiasi terzo e quarto nome (tipo Salis, Onorato, un candidato Avs, eccetera) indebolirebbe lei e avvantaggerebbe il rivale. I Cinque Stelle vorrebbero pure il voto online (giustamente), mentre il Pd molto meno. Sia come sia, con quella schifezza di legge elettorale chiamata “Melonellum”, la scelta preventiva del candidato leader è obbligatoria. Quindi un modo va trovato. Ricordiamo a lorsignori gli scenari possibili. E anche quelli impossibili.
[…]
Opzione 1: terzo nome. Ci si chiude in una stanza e si sceglie un nome che piaccia tanto a Pd quanto a Cinque Stelle e Avs (Renzi non va neanche contemplato), ma che non sia né Schlein né Conte. Tale nome esiste? No. A meno che qualcuno non voglia suicidarsi con Silvia Salis. Quindi?
Opzione 2: primarie. È un tema che non appassiona nessuno, ma allo stato attuale è l’unica strada percorribile.
Opzione 3: se proprio non piacciono le primarie, si potrebbe organizzare un duello o singolar tenzone, come nell’Ottocento, magari al tramonto, in diretta streaming, utilizzando delle spade o simili. Veder duellare Conte e Schlein in un parossismo di scimitarre, in effetti, sarebbe una scena mitologica.
Opzione 4: ci si trova tutti d’accordo per perdere preventivamente e si sceglie il tonitruante Bonelli. Così il disastro è assicurato.
Opzione 5: si sceglie il candidato premier sorteggiandolo. Potrebbe uscir fuori un Riccardo Ricciardi, e ci andrebbe bene; oppure un Filippo Sensi, e ci andrebbe malissimo.
Opzione 6: si fa scegliere il candidato da uno di quegli editorialisti renziani che pontificano sempre e non ci indovinano mai. Ci si potrebbe affidare per esempio a Stefano Cappellini, attuale direttore (sic) di Repubblica. La Meloni apprezzerebbe tantissimo.
Opzione 7: si evita direttamente di presentarsi alle elezioni, così la vittoria del destra-centro è sicura e non stiamo neanche a perdere troppo tempo.
Opzione 8: si fanno le primarie, però poi chi perde non rispetta l’esito del voto e comincia a litigare già prima di andare a votare. (A margine, questa ci sembra per distacco l’opzione più probabile).
Opzione 9: si emigra tutti in Uganda. Agili e in scioltezza.
Opzione 10: si guarda ventiquattr’ore su ventiquattro, per un mese di fila, un comizio qualsiasi di Giovanni Donzelli. Ci si rincoglionisce fino in fondo. E a quel punto si va a votare chiunque si opponga a uno come Donzelli, facendo poco gli schizzinosi. Parafrasando Cicerone: “Caro Campo largo, quanto ancora abuserete della nostra pazienza?”.
La decima che hai detto!
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Undicesima possibilità: se matt si svegliasse con l’aiuto della Corte Costituzionale?
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Se l’ odiata destra fa una legge elettorale che prefigura la sfida tra due coalizioni ,cioè il vecchio bisunto bipolarismo che fa fuggire gli elettori dalle urne, allora tutto il resto è davvero solo una noia mortale . Certo con l’odiata destra su una legge elettorale del genere si va d’accordo anche dall’ altra parte dell’ emiciclo perché una cosa così esclude tutti coloro che potrebbero dare fastidio . Scanzi , M5S le vinse senza mettere in mezzo destra ,pseudo sinistra, primarie e secondarie . Lo fece per he ebbe il coraggio di rompere gli schemi prefissati dall’ ancien regime.
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AS, trovami uno sano di mente in grado di dire con convinzione che questi quattro scappati dagli elettori del campo largo vogliono vincere le elezioni, così come sono conciati.
Trovalo.
Sembra che non si parlino mai. Questa è la sensazione. Oppure si parlano ma si raccontano fregnacce e poi se le mandano a dire dai rispettivi palchi.
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