
(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Vi sono tre frasi tipiche del propagandista della Nato in televisione. La prima frase è: “La Nato è un’alleanza difensiva”. In realtà, la Nato non è più un’alleanza difensiva almeno dal bombardamento della Serbia del 1999, avvenuto senza un mandato specifico del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Inoltre, la Nato bombardò la Libia nel 2011 per rovesciare Gheddafi d’intesa con i ribelli, come spiegò l’allora comandante supremo della Nato in Europa, James Stavridis. L’Onu non aveva autorizzato la Nato a rovesciare il regime della Libia, che peraltro non aveva rivolto alcuna minaccia alla Nato. Daalder e James Stavridis scrissero su Foreign Affairs nel 2012 che la Nato aveva fornito ai ribelli libici “il tempo e lo spazio necessari” per rovesciare Gheddafi. Secondo il Trattato istitutivo, la Nato può ricorrere alla forza militare se uno dei suoi membri viene aggredito, in base all’articolo 5 che non comporta per gli alleati l’obbligo di entrare in guerra, bensì l’obbligo di assistere il Paese della Nato aggredito attraverso l’azione che ciascun membro ritenga necessaria. L’uso della forza armata è una delle possibilità previste dal Trattato, non un obbligo automatico. Gheddafi e Milosevic non minacciarono la Nato. Il propagandista della Nato replica che Gheddafi e Milosevic erano cattivi, ma questo non riguarda il tema in discussione. Le due affermazioni non sono necessariamente in contraddizione. La frase: “Gheddafi era cattivo e la Nato non è un’organizzazione difensiva” non presenta contraddizioni logiche.
La seconda frase del propagandista della Nato è: “L’Ucraina è libera di avere tutte le armi che vuole”. In realtà, la sicurezza internazionale non funziona in base a questo principio. Ad esempio, il Trattato sullo stato finale della Germania del 12 settembre 1990 stabiliva che il personale complessivo delle forze armate della Germania unita non avrebbe dovuto superare i 370.000 uomini. La Germania, per liberarsi degli eserciti che la occupavano, dovette accettare ulteriori limitazioni alla propria sovranità: i territori orientali della Germania non possono ospitare soldati non tedeschi, né testate nucleari. Il diritto internazionale si fonda spesso su trattati che limitano, a volte pesantemente, la sovranità dei singoli Stati per garantire l’equilibrio geopolitico.
L’idea che l’Ucraina non debba accettare limitazioni alla sovranità per porre fine alla guerra, come Giorgia Meloni ha sempre sostenuto, è un’idea radicata nella propaganda e non nella storia delle relazioni internazionali. Lo slogan: “La guerra sarà fermata da una pace giusta” è usato per nascondere agli italiani che Meloni intendeva sconfiggere la Russia sul campo di battaglia. Il significato politico di quello slogan è l’Ucraina non deve fare concessioni alla Russia. La pace giusta, come è stato spiegato dai vari leader europei, è una pace che restituisca all’Ucraina i territori perduti e il diritto di entrare nella Nato.
La terza frase del propagandista della Nato è: “Trump vuole fermare la guerra”. In realtà, Trump ha ideato con Mark Rutte il programma “Purl” per consentire agli Stati Uniti di guadagnare miliardi di dollari con la guerra. Purl ovvero: i Paesi della Nato comprano le armi dagli Stati Uniti per darle a Zelensky. Il programma Purl scarica il costo della guerra sull’Europa. Trump ha mantenuto la linea di Biden: armare l’Ucraina “per tutto il tempo necessario”. Ecco perché Putin ha rispedito Witkoff a casa.
Più che mai lucido e condivisibilissimo prof.
Grazie
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