La relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, ospite della festa di Avs “Terra!”, a Roma: “Ho paura del fascismo ma Costituzione ci difende. Se mi candido? Difendo il diritto internazionale, non c’è altro all’orizzonte per me”

(ilfattoquotidiano.it) – “La lezione che ho imparato dal popolo palestinese è quella di non farsi contaminare dall’odio che che l’oppressore semina, questa loro capacità unica di non odiare, di praticare la cura nei confronti del prossimo e dell’ambiente. L’ho fatta mia, ci deve rimanere la capacità di sognare. Per questo quando mi chiedono se ho paura del fascismo: certamente ho paura, ma abbiamo la Costituzione che ci difende”. Così la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, ospite della festa di Avs “Terra!”, a Roma.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Albanese ha anche commentato l’inizio della discussione alla Camera, in programma per mercoledì 9 settembre, del ddl antisemitismo: “L’antisemitismo esiste, come esiste l’islamofobia, come esiste il razzismo e la discriminazione in troppe forme che dovrebbero appartenere al passato. Non c’è dubbio. Al tempo stesso questo non ha a che vedere con la critica allo stato di Israele, che ha l’obbligo di attenersi, in quanto membro della comunità internazionale, al diritto internazionale. Non può commettere crimini, non può praticare la discriminazione, non può occupare illegalmente la terra altrui”. “Se passa il decreto legge sull’antisemitismo – prosegue – questo tipo di discorso non sarà più possibile se non correndo il rischio di vedersi puniti dallo Stato“, evidenzia la delegata Onu, che poi denuncia: “è un decreto incostituzionale, puzza di incostituzionalità perché viola chiaramente il diritto alla libertà di espressione“.
“Crea dei problemi di sicurezza per le comunità ebraiche innanzitutto”, mette in guardia Albanese, “perché le fa diventare oggetto dell’ostilità di chi le sente come associate allo stato di Israele, che si proclama stato ebraico”. “Io ringrazio tutta la società civile che da anni si impegna, soprattutto gli esponenti delle varie comunità ebraiche che si sono esposte contro questo decreto legge”, conclude Albanese, ricordando come sia “una mossa politica squallida e bipartisan, perché bipartisan può essere lo squallore e il supporto che in questo Paese c’è all’apartheid”.
Albanese ha poi chiarito la sua posizione rispetto a una possibile candidatura. “Se mi candiderò? Sono due anni che mi si chiede la stessa cosa, quindi sicuramente ci ho pensato. Quello che vi rispondo è che come vedete il mio impegno rimane costante nel denunciare il genocidio che abbiamo tutti e tutte l’obbligo di fermare”. Ha quindi ricordato di aver partecipato ad eventi di tutte le forze partitiche che l’avevano invitata oltre ad Avs, alla cui festa ha partecipato anche negli anni scorsi: Pd, 5 Stelle, Rifondazione Comunista. “Andrei anche dagli altri, se mi invitassero”, ha sottolineato. “Vado dove vengo invitata per portare la parola del diritto internazionale, perché ci riguarda tutte e tutti”, ha chiarito, ribandendo che “non immagino possibile che chiunque si presenti alle elezioni non tenga in considerazione queste priorità: una politica che non sia bellicista”.
“Voglio ricordare a chiunque si presenti alle prossime elezioni che devono riportare in Italia un attore degno e dignitoso di partecipare nella ridefinizione delle politiche del Mediterraneo“, ha detto ancora Albanese, che individua in questo l’obiettivo della sua partecipazione al dibattito pubblico. “Per il momento non c’è altro all’orizzonte per me“, ha precisato.