
(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Dev’essere terribile ciò che Trump prova davanti al disastro con l’Iran. Aveva iniziato la sua presidenza giurando che avrebbe reso l’America grande di nuovo e, invece, è diventato il protagonista di una delle più grandi sconfitte della storia americana. Oggi l’America appare più piccola. Trump ha ripreso a bombardare l’Iran, che ha replicato con la consueta determinazione. Come se non bastasse, l’Iran è sempre più massimalista nelle sue richieste. Trump sta gestendo la sconfitta. Non ha più idee. Si limita a bombardare saltuariamente per non dare l’idea della capitolazione, ma non sa che cosa fare per raggiungere gli obiettivi annunciati con la guerra, ovvero: 1) distruzione del programma nucleare dell’Iran; 2) fine di ogni rapporto tra l’Iran e Hezbollah, Hamas, Houthi; 3) fine del programma missilistico dell’Iran; 4) cambio di regime.
[…]
Queste richieste appaiono talmente impossibili da ottenere che Trump ha addirittura smesso di parlarne. Trump non sta nemmeno più lottando per riaprire lo Stretto di Hormuz. Sta lottando per far credere di lottare per riaprirlo. La strategia, ormai, è tutto un far credere. Trump ha capito che le petroliere torneranno a circolare regolarmente nello Stretto soltanto dopo un accordo umiliante. La cosa più tragica è che qualunque riapertura di Hormuz sarà lenta, penosa, faticosa, estenuante, umiliante, esasperante, con passi avanti e indietro, perché l’Iran sa benissimo che, fino a quando lo Stretto sarà chiuso o semi-aperto, il mondo sarà concentrato su quel problema e non sugli altri. Lungi dal fare l’America grande di nuovo, la guerra con l’Iran ha mostrato i punti deboli degli Stati Uniti.
[…] L’idea che Trump ottenga la rinuncia dell’Iran al proprio programma nucleare sembra un sogno. Un discorso analogo vale per i rapporti con gli Houthi, Hamas, Hezbollah, e per il programma missilistico. Quanto ai missili, l’Iran è sempre più accurato nel colpire i suoi bersagli. Bombardando l’Iran e sostenendo Netanyahu, Trump ha inferto un colpo durissimo alla grande stampa italiana. Dopo la guerra in Ucraina, la grande stampa aveva sposato la strategia della sconfitta della Russia sul campo di battaglia ricorrendo a un argomento morale, secondo cui l’Occidente, a differenza della Russia, non aggredisce mai nessuno, rispetta i diritti umani e il diritto internazionale. Questa incredibile teoria era smentita da una documentazione storica smisurata, ma i grandi media l’hanno ugualmente presentata come vera, confermando che una società può essere libera e vivere nella menzogna giacché chi è libero di parlare è libero anche di mentire. Probabilmente, questa falsificazione della storia tornerà in auge, ma ci vorrà del tempo affinché torni a essere spendibile in Italia, per quanto venga ancora esibita dagli ultimi impudenti. La guerra con l’Iran non ha danneggiato soltanto le basi americane in Medio Oriente; ha danneggiato anche quella gigantesca macchina della propaganda che è il sistema dell’informazione in Italia sulla politica internazionale, mostrando tutti i suoi limiti. Guido Crosetto e Giorgia Meloni hanno inviato 400 soldati italiani e un Samp/T in Arabia Saudita per proteggere gli interessi della Casa Bianca in quel Paese. I dati indicano che l’Iran ha colpito in Arabia Saudita soprattutto le installazioni utilizzate dalle forze statunitensi. Crosetto ha detto che il Samp/T serve a difendere un Paese aggredito: l’Arabia Saudita. Non è vero: serve a difendere le postazioni del Paese aggressore, gli Stati Uniti.
Viviamo in un grande trompe l’oeil permanente ed i media mainstream ne sono i principali responsabili.
Grazie Orsini.
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L’unica cosa che rimprovero al prof è che pur prendendosela giustamente con Meloni e Crosetto non sottolinea mai il fatto che vi è nel nostro paese una forza politica ancora più bellicista di loro : il PD.
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Grande Professrore…avrei voluto sentirlo in RAI,…purtroppo sappiamo chi gestisce il servizio pubblico .. Ranucci docet!
E mi fa rabbia dover pagare un canone per questi papponi!
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