L’ex premier atteso a 4 eventi Pd. La sindaca di Genova non sarà a Reggio Emilia

(di Luca De Carolis e Wanda Marra – ilfattoquotidiano.it) – Il fu rottamatore Matteo Renzi che torna tra quella che fu la sua gente, questa volta sul palco principale. Silvia Salis, la (possibile) terza incomoda tra Elly Schlein e Giuseppe Conte che ha gentilmente declinato l’invito. E poi lui, il leader del Movimento, che in una decina di giorni si manifesterà in quattro diverse feste dem, già in piena campagna per le primarie.
Volti della festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia, che inizia oggi e finisce domenica 13. Salta agli occhi la presenza di Renzi, che manca dalla kermesse nazionale dal 2018 (quando era segretario Maurizio Martina), l’anno prima della nascita di Iv, quando uscì dal Pd dopo la formazione del Conte 2. Scissione che già era nell’aria durante la kermesse del 2019, sempre a Ravenna, con Zingaretti segretario. Con l’invito di quest’anno, la riabilitazione dell’ex premier – per il Pd – appare compiuta. Interverrà venerdì, per un dialogo con Dario Franceschini, con il quale ha sempre mantenuto un filo diretto. L’ex ministro della Cultura l’anno scorso fece un dibattito con Conte: nella sua scelta di salire sul palco con Renzi c’è anche la volontà di fare da facilitatore dell’alleanza. Il leader di Iv è già stato a tre feste dell’Unità quest’anno (a Castelfranco Emilia, a Villalunga e a Bologna). Un mezzo sdoganamento, accolto dagli applausi. Non è così scontata l’accoglienza a Reggio: per esempio il popolo della Fiom a giugno fischiò anche solo il suo nome in occasione del dibattito tra Schlein, Conte e Fratoianni. Non ci sarà invece Carlo Calenda, e nessuno di Azione. L’anno scorso, per esempio, era stato invitato il senatore Marco Lombardo, ma l’intenzione del partito di andare da solo evidentemente viene considerata una scelta di campo. Non ci sarà nessuno neanche del centrodestra. La sindaca di Genova, invece, ha declinato: le era stata proposta una data (una sola), lei ha opposto impegni istituzionali. Andrà alla festa di Modena e soprattutto da brava padrona di casa si farà vedere sia oggi a Genova (presenti Elly Schlein e Francesco Boccia) che il 3, al dibattito tra Conte e Andrea Orlando. Non sfugge il desiderio di distinguersi.
Come spiega Igor Taruffi, responsabile Organizzazione Pd, nell’arena “che abbiamo dedicato a Francesco Guccini”, ci saranno i segretari di Cgil, Cisl e Uil e il presidente di Confindustria. E poi i sindaci delle grandi città che vanno al voto, compresi quelli da molti indicati come possibili “federatori”: Gaetano Manfredi, Roberto Gualtieri, Beppe Sala, Matteo Lepore, Stefano Lo Russo. Poi, Franco Gabrielli, ex capo della Polizia. E Lorenzo Guerini, il “capo” della minoranza dem. Schlein chiuderà domenica 13. Si attendono grandi folle e magari qualche annuncio.
Ma in questi giorni Conte sarà protagonista in tante feste dem. Dopodomani sarà a quella di Genova con Orlando. Due giorni dopo, il 5, sarà alla festa di Bologna. Mentre il 6 settembre sarà a Pesaro, alla festa dei Giovani democratici in un circolo Arci, assieme all’ex sindaco e attuale eurodeputato dem Matteo Ricci: per inciso, vicino a quel Goffredo Bettini che è un confidente dell’ex premier. Infine, sabato 12 Conte sarà sul palco principale della festa nazionale assieme a Pier Luigi Bersani, più che aperturista verso il Movimento. Un vero e proprio tour per parlare al popolo del Pd, in vista delle primarie che per i 5S sono “inevitabili”. Ieri lo stesso Conte ha ribadito: “Le primarie fanno parte della tradizione del Pd. Non le vogliono fare? Ce lo dicano chiaramente, non sui giornali”. Ogni conseguenza sull’alleanza a quel punto è possibile.
Appuntamenti per spiegare alla gente dem il neo-progressismo di Conte, basato su principi come la tutela del lavoro e dei salari, la redistribuzione delle risorse e l’ambiente. “Giuseppe vuole assicurare alla gente che lui non è un invasore, ma un uomo che vuole realizzare i punti principali di programma per cui è nato il Pd” riassume un dirigente del Movimento. E anche la proposta di chiamare la coalizione di centrosinistra Alleanza per la Costituzione, spiegano, vuole trasmettere di affinità alla platea dem. Perché Conte vuole vincere: le primarie.
L’ultima frase è tipicamente de carognista. Come se l’ambizione di Conte a tornare premier fosse l’unica prevista dal suo articolato disegno politico. Se il Pd non vuole le primarie ce ne faremo una ragione. Conte farebbe benissimo la sua parte anche come attivissimo e non dormiente ministro degli esteri. Sempre che la nefasta presenza di Matteo Renzi in coalizione non pregiudicherà l’esito finale delle elezioni, a cui credono solo gli ingenui, Bersani compreso.
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Se non vogliono le primarie ce lo dicano. E dopo che l’hanno detto tu cosa fai? L’articolo dice che Renzi sarebbe stato sdoganato. E tu cosa pensi di fare? Il problema non è cosa dicono o fanno loro, ma quello che fai tu.
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Carognis al lavoro!
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Notare le faccine di M. Aprile.
insopportabile.
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Il programma è palesemente di parte, non serve meravigliarsi per le faccine. Però, pur concedendo a Conte tempo sino alla fine di settembre, prima o poi dovrà dire anche ai non iscritti al M5S come me, cosa vuole fare riguardo al finanziamento e sostegno militare all’ucraina e riguardo all’alleanza con PD guerrafondaio (che poi è la stessa cosa). Personalmente non voterò il M5S alleato del PD a meno che, unica scappatoia, lui sia il premier perchè sono certo che riuscirebbe a mediare prima della catastrofe (opzione cmq impossibile).
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sdoganare Renzi. Decarolis, l allusione fatta persona. Chexsi informa da dirigenti di peso o figure centrali del M5s. Che non sono fonti, ma dirigenti 5s. Con nome e cognome. Ma anonimi perché, immagino, in dissenso con Conte. E Deca gongola.
cosa farà Conte se il pd dirà che non vuole le primarie? Chiederà credo alla sua gente se questo determini o meno l impossibilità di allearsi. Su Renzi, è argomento buono per domande alla Deca, cui Renzi ha già risposto. Dicendo lui che non sarà parte del Campo e che non accetterebbe di essere eletto dai voti 5s e Avs.
chi è interessato, provi a chiedere a lui. Conte ha già dato e detto al riguardo. Se dicesse Renzi vaffa, chi pone la domanda non lo voterebbe comunque. Quindi farebbe bene a lasciarlo nel dubbio
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Il paese reale, assenteista o meno, esiste e sicuramente quella parte che ancora si presenta stoicamente alle urne, non voterà per Renzi.
Chiaro ci son tutti i suoi imbucati, i foreign fighters “celle dormienti“tra i cosiddetti riformisti del PD (LOL triplo carpiato) a cui -nella sua breve ed infausta stagione di gloria, pagata con il consenso volatile da 80 euro di scrematura- ha trovato posti e prebende di cui ancora questi godono.. ma pure contandoli tutti tutti, aggiungendo la moglie e i suoi figli, perlomeno quelli maggiorenni, e i genitori se ancora hanno il diritto di voto nonostante le vaie vicissitudini economico-legali, direi che può arrivare alle 1000, 1100 schede.
Eppure chissà perchè v’è il sentore di un sistema che lo vuol genere a galla a tutti i costi (quando proprio di questa arte è da sempre maestro chè galleggia da solo.. senza bisogno di aiuti.. son leggi della fisica).
Che l’oblio politico lo accolga presto..
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Il richiamo al galleggiare mi faceva venire in mente un altro “oggetto” che fa di questo verbo un’arte.. 😁
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Perché Conte vuole vincere: le primarie.
Come gia’ scritto da Gae sopra:
una decarognata a ‘mo di firma!
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