Tutti i dubbi della squadra del programma di Raitre sui nuovi conduttori. L’imbarazzo per le cene dal presunto mandante. Unirai: «Qui non si servono vongole». Ma il sindacato sembra essere smentito

(Enrica Riera – editorialedomani.it) – Chi l’ha sentita racconta che Giulia Presutti, inviata di Report e ora nuova co-conduttrice della trasmissione, sia rimasta colpita per la dura reazione che i suoi colleghi hanno avuto dopo la notizia della sua promozione. I capi della Rai hanno voluto lei, insieme a Daniele Piervincenzi, alla successione di Sigfrido Ranucci, e le hanno dato le redini del programma in cui da tempo lavora.

Grazie anche ai buoni uffici con Ranucci, che l’ha richiamata in squadra dopo un periodo in cui ha lavorato per altri programmi della rete.
Così dietro all’annuncio delle dimissioni da parte degli invitati storici e alle parole di sgomento di Ranucci («questa scelta è mediocre, mortifica Report», ha detto parlando dei due nuovi conduttori), c’è più di un motivo. In primis risulta a Domani che Presutti abbia frequentato anche lei il bistrò di Valter Lavitola, certamente con meno assiduità di Ranucci. Lo dimostra la foto che questo giornale ha trovato sui social, in cui Presutti è in compagnia di amiche mangiando ostriche.
Poi gli inviati contestano un presunto doppiogiochismo di Presutti. «Non ha avvertito nessuno di noi all’interno di Report che stava trattando con i vertici meloniani», dicono a Domani dalla redazione. «Ma soprattutto ha sempre difeso Sigfrido senza se e senza ma, era la più intransigente nella difesa insieme a Elisa Marincola, altra fedelissima di Sig», il commento che spiega lo stato d’animo di Ranucci e degli inviati rispetto alla promozione di Presutti.

Quoque tu

Non è tutto. La giornalista si appresta a prendere la conduzione di Report con la benedizione di tutta la destra compreso il sindacato Unirai. Ranucci, come detto, l’aveva riaccolta nella squadra dopo la scelta di abbandonare Report preferendo un’altra trasmissione della rete. Si narra che quella scelta fosse stata dettata dalla volontà di Presutti di avere più spazio.

Poi, però, il ritorno a casa e l’uccisione del vitello grasso da parte del conduttore che le ha affidato due inchieste al passo con la cronaca: la vicenda dello sparo del deputato Emanuele Pozzolo e quella sulla guerra di Fratelli d’Italia in Sicilia. «Prima di allora? Niente grandi scoop», le parole di alcuni big di Report. Che aggiungono: «Presutti alla conduzione rischia di essere soprattutto un suicidio anche per lei».

Eppure, in base a quanto trapela, la nuova conduttrice, che fonti sentite da questo giornale indicano come vicina a Roberto Natale del cda Rai, non ha alcuna volontà di rinunciare. «È contentissima», dice chi la conosce e ne snocciola il lungo curriculum, riportato da Ansa, di cui il padre, Piercarlo Presutti, è capo della sezione sportiva. Indiscrezioni parlano anche del fatto che la giornalista si propose qualche mese fa al Tg1 guidato da Gianmarco Chiocci, ma alla fine non se ne fece nulla. Dal Tg1 nessuno ricorda però sembra ricordare questa storia.
Secondo gli antipatizzanti la nuova conduttrice avrebbe «quello che dovrebbero avere tutti i giornalisti: la capacità di muoversi in ambienti diversi, dal centro sociale Baobab di Roma, passando per l’associazione Articolo 21, fino a quelli dell’alta borghesia».

Compreso il ristorante di Lavitola, che la stima come giornalista. Questo giornale può confermare la frequentazione del locale, grazie alla foto (pubblicata in calce) che ritrae Presutti al Cefalù dove «l’amico fraterno» di Ranucci amava aggirarsi tra i tavoli. Contattata da questo giornale, la giornalista non ha risposto alla domanda su come mai frequentasse quel locale. Curioso che l’Unirai, nel comunicato di solidarietà alle new entry di Report per le parole utilizzate da Ranucci, abbia scritto: «In Rai non si servono vongole». Pare, invece, che la tradizione continui.

Altri dubbi

Infine, anche su Piervincenzi – il giornalista con cui il fondatore della pagina Welcome to favelas Massimiliano Zossolo si è congratulato – la squadra di Report mostra una certa ritrosia. «È un esterno», dicono. E poi non avrebbe «mai svolto inchieste sul potere, bensì sulla criminalità locale». Il giornalista nel 2022, forse proprio per evitare di essere etichettato come quello della capocciata di Roberto Spada, ha deciso di raccontare la guerra in Ucraina da freelance e altri conflitti internazionali. Ora col gran ritorno in Rai, dovrà affrontare tutta un’altra guerra.