Dopo il forfait della squadra, la governance potrebbe sostituire i giornalisti. Ranucci scrive per conoscere le ragioni dello spostamento, arriva la causa

(Lisa Di Giuseppe – editorialedomani.it) – D’altra parte, un Report di destra è sempre stato il sogno segreto dei dirigenti meloniani in Rai. Negli anni hanno cercato di importarlo da fuori facendo a lungo la corte a Nicola Porro, di fronte al suo diniego si sono rivolti ad Antonino Monteleone, ex iena, che per la sua prima serata aveva esattamente quel mandato. Alla fine, potrebbero riuscirci rivoltando la redazione di Report come un guanto.
Non sembra un caso che il presidente del Senato Ignazio La Russa, dopo l’allontanamento di Sigfrido Ranucci dal video, abbia esultato sottolineando che il giornalista «faceva trasmissioni assolutamente pretestuose e a senso unico».

Nelle idee dei dirigenti è ora di invertire la rotta, soprattutto considerato che è già iniziata la campagna elettorale. Un assist potrebbe arrivare involontariamente dalla redazione, che venerdì ha annunciato un esodo di massa dopo la nomina imposta di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi come nuovi conduttori. Filtra un elemento in più per ricostruire le ragioni di questa scelta: c’è chi ipotizza il desiderio della Rai di non “bruciare” nessuno dei nomi di prima fila casomai Ranucci dovesse rientrare per la decisione di un giudice.
Tra i più agguerriti sulla linea oltranzista dell’addio ci sarebbero Giorgio Mottola, Giulia Innocenzi, Danilo Procaccianti e Giulio Valesini, a cui pure era stato offerto il ruolo di capoautore ma che, secondo qualcuno, ambiva al posto da conduttore. Nomi di punta del programma che non avrebbero interesse a rimanere neanche se alla fine dovesse tornare Ranucci. Ormai, è il ragionamento che filtra, la credibilità del programma sarebbe comunque compromessa.
L’incognita giudiziaria
L’azienda ostenta serenità anche per quanto riguarda la causa che Ranucci, molto probabilmente, intenterà. Secondo l’ufficio legale, anche se Paolo Corsini, il direttore degli Approfondimenti che ha fatto da regista all’operazione finora ha agito tirando in ballo solo questioni di opportunità e non disciplinari, la posizione di viale Mazzini è inattaccabile. Il conduttore, dal canto suo, ha già fatto inviare dal suo legale una lettera alla Rai per conoscere le ragioni precise del trasferimento su cui impostare la causa.

In ogni caso, dalla prospettiva dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, si tratterebbe comunque di una situazione win-win. Se Ranucci dovesse davvero essere reintegrato, non troverebbe più la squadra di prima e la sua immagine sarebbe comunque gravemente scalfita dalla vicenda. Se la sua strategia non andasse in porto, la Rai si potrebbe addirittura intestare di aver lanciato due nuovi volti.
Certo, l’azienda non pensa di aver demansionato il giornalista d’inchiesta. «Se anche dovesse andare al Cairo, non è un brutto posto: tra casa e altri benefit lo stipendio è generoso» osserva un dirigente. «E poi è comunque un ruolo di responsabilità e si va in video. Altro che demansionamento, poi è nelle libertà di un direttore spostare un sottoposto, anche di alto livello, in un settore diverso».
La trasmissione
Gli inviati, mercoledì, incontreranno Corsini. Successivamente è in programma una conferenza stampa per dare la propria versione dei fatti sulla vicenda.
Dal punto di vista dei dirigenti Rai, la fuoriuscita di una gran parte del nucleo storico – poi, segnalano, ciascuno in redazione deciderà come meglio crede – è la ciliegina sulla torta: la prospettiva di rimpiazzare parte di una redazione così scomoda appare ghiottissima. Non è passato inosservato l’augurio di buon lavoro a Piervincenzi firmato da Welcome to Favelas, che sembra preludere addirittura alla possibilità di innesti esterni che poco hanno a che fare col programma come lo si conosceva.
Certo, in Rai le acque sono tutt’altro che tranquille. C’è chi nota che il contraccolpo della scelta è stato molto superiore alle aspettative. «Se dici che è tutto a posto e poi ti esplode la redazione, forse non è tutto a posto…» ragiona un dirigente. Chi critica la gestione del caso osserva anche che l’azienda si è cacciata in una situazione così contorta che nessuno dei profili di alto livello che erano stati sondati si è mostrato disponibile a rischiare il collo andando a sostituire il conduttore con la possibilità di dover rifare le valigie qualche mese dopo. Tradotto: la situazione non era poi così tanto sotto controllo, tanto che si è dovuto virare su un’altra soluzione.
Ma qualcun altro è più franco: «Mica un allenatore si fa dire dai giocatori chi scende in campo. I nuovi conduttori e capiautore sono stati scelti tenendo conto delle richieste della redazione: o è una battaglia per tenere Ranucci, e allora andava formulata diversamente, oppure quella è la porta».
Se le aspettative per il nuovo programma cambiano radicalmente a questo punto, l’azienda si prepara anche a fare i conti con le ricadute dovute alla scelta di due stabilizzati con la selezione interna, di cui uno destinato a una sede regionale. Nelle ore immediatamente successive all’annuncio, tanti dei colleghi che da Roma hanno accettato posti in tutta Italia con relativo trasloco si sono chiesti il perché di un trattamento diverso per uno “stabilizzato”, Piervincenzi, che stava per firmare alla Tgr napoletana.

Ora, nonostante un nulla a pretendere firmato da tutti i partecipanti al concorsino, sembrano aprirsi scenari nuovi con soluzioni à la Piervincenzi, che verosimilmente andrà verso un incarico in distacco dalla sede.
Resta il fatto che, dopo che il vaso di Pandora della sostituzione di Ranucci è stato scoperchiato, a masticare amaro più di tutti sono i giornalisti del programma. «Tutti hanno avuto quello che volevano. La destra si è liberata di Ranucci, la sinistra può gridare al golpe» spiega un inviato. «In mezzo ci siamo noi, che abbiamo visto morire Report».
Ma che “Report” risorga da Cairo o dai canali Discovery….e poi vediamo le “telemeloni” quanto “share” faranno….!!!!
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Report è Report perché due milioni di italiani la seguono proprio perché indipendente.
Lo scopo è chiuderla. La redazione di Report deve rimanere compatta
Comunque Ranucci vince in tribunale e viene reintegrato.
Bisogna solo resistere alle pressioni polemiche. Tra due mesi è di nuovo al suo posto
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