L’inchiesta sull’ex ministra, indagata per bancarotta e truffa aggravata: ci sono 11 operazioni segnalate dai tecnici di Palazzo Koch tra il 2022 e il 2024

Santanchè e la bancarotta KiGroup: la Banca d’Italia sospetta undici operazioni di riciclaggio

(di Davide Milosa – ilfattoquotidiano.it) – Nella nuova inchiesta della Procura di Milano che coinvolge l’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè, indagata per bancarotta e truffa aggravata, c’è anche un’ipotesi di riciclaggio. Nessuna accusa, la parlamentare di FdI non è indagata per questo reato. Nessuna contestazione penale. Il riciclaggio in questo fascicolo compare come “sospetto” perché tali vengono definite, “sospette” appunto, alcune operazioni bancarie che la riguardano assieme al compagno Dimitri Kunz e che sono state segnalate ai pm dall’Unità di informazione finanziaria (Uif) presso la Banca d’Italia.

I documenti risultano depositati agli atti dell’ultima chiusura indagini dello scorso luglio. E mettono nel mirino nove operazioni per complessivi 213 mila euro rubricati dagli esperti di Palazzo Koch sotto la categoria “riciclaggio” con valutazione di “rischio medio”. A questa segnalazione sui flussi di denaro del 2024, si affiancano altre due segnalazioni. La prima, del 2023, riguarda un bonifico da mezzo milione da Ki Group Holding, amministrata da Santanchè fino al 2019, alla Bbf capital all’epoca secondo gli inquirenti “collegata al gruppo di moda Burani” non indagato. L’operazione è del 2022, quando l’ex ministra non era più nel board societario.

Vi è poi, sempre nel 2022, l’acquisto da parte di Ki Group Holding dell’8,4% in Illa spa, società che produce pentole e padelle. Nel 2024 “il sospetto” segnalato dalla Uif è dato dal fatto che, in quell’anno, socio di maggioranza di Illa spa (non indagata) è la Global Growth Holding Limited, controllata dal fondo emiratino Negma già finanziatore di Visibilia con due prestiti obbligazionari convertibili (Poc).

Le nove operazioni sospette per un flusso totale in entrata e in uscita di 213 mila euro vanno dal 21 febbraio al 3 aprile 2024 e sono state effettuate attraverso due conti, uno intestato all’ex ministra e un altro intestato con il compagno Dimitri Kunz. “I motivi del sospetto – annotano i tecnici di Banca d’Italia – sono legati all’operatività sui citati conti, caratterizzata da trasferimenti da e verso società collegate ai segnalati”. Così il 21 febbraio sul “conto cointestato” arrivano 50 mila euro bonificati dalla Thor srl di Kunz e nello stesso giorno “si rilevano due bonifici in addebito per 30 mila euro a favore della Immobiliare Dani con causale finanziamento socio”. Il 15 marzo poi c’è un “bonifico in accredito” di 53 mila euro dalla Villegiardini Real Estate con “causale prelevamento soci” e cioè “Santanchè e Kunz”. Nella stessa data dal conto cointestato parte un bonifico da 50 mila euro alla Thor. Villegiardini, in quel 2024, annota la Uif, è partecipata per il 35% dall’allora ministro del Turismo. “L’operatività rilevata sui citati rapporti – conclude la Sos – si caratterizza per la presenza di trasferimenti fra entità collegate ai soggetti quali Immobiliare Dani, Visibilia Concessionaria, Thor e la Villegiardini Real Estate, con causali generiche spesso riferite a finanziamenti soci e aumenti di capitale”.

Nel 2023 viene poi segnalata l’operazione tra la Ki Holding e la Bbf Capital legata allora, secondo la Gdf, “al gruppo Burani” (non indagato). Si tratta di mezzo milione che la società già amministrata da Santanchè bonifica alla Bbf dopo la sottoscrizione di una lettera d’intenti non vincolante che prevede l’ingresso di Ki Group in Bbf Capital e l’aumento di capitale di quest’ultima nella società monegasca Société Monégasque de Salaisons. Cosa che, per quel risulta agli inquirenti, non avviene. Ciò che si registra invece è un bonifico del 22 agosto 2022 da mezzo milione da Ki Group a Bbf. “Provvista che in pari data è stata utilizzata da Bbf per disporre un bonifico a favore della società di diritto monegasco”. Alla base del sospetto vi sono secondo la Uif “bonifici per un futuro aumento di capitale sui conti di una holding che non ha ancora effettuato alcuna variazione di capitale sociale. I fondi provengono da una società quotata, collegata a un nominativo oggetto di indagini e a una persona politicamente esposta”. Il mezzo milione girato alla Bbf, arriva sul conto di Ki Group da Negma, la stessa società che ha finanziato Visibilia e che ha fatto partire l’alert di Banca d’Italia sul controllo di Illa da parte del fondo emiratino. Come “anomalo” è definito dai pm l’investimento di Ki Group in Illa spa.