L’ex parlamentare, secondo Libero, avrebbe inoltrato al faccendiere uno scambio di mail relativo a un’inchiesta del 2021 sulla centrale di Presenzano. Il giornalista: “Fatto grave se è vero”. La replica: “Mai cercato di condizionare nessuno”

Bocchino inviava le mail a Lavitola, Ranucci attacca: “Tentò di condizionare Report”

(di Andrea Ossino – repubblica.it) – Valter Lavitola era il “pescivendolo di fiducia”. Così Italo Bocchino aveva definito l’ex faccendiere finito in carcere con l’accusa di aver fatto piazzare una bomba sotto casa di Sigfrido Ranucci. Ma tra i due, oggi, emerge un rapporto che va al di là di orate, dentici e calamari. Lavitola leggeva le mail personali di Bocchino. Le riceveva e le inoltrava. O almeno questo è accaduto in un caso. Riguarda un’inchiesta di Report: “Se è vero Bocchino tentava di condizionare Report attraverso il condizionamento di Lavitola”, scrive adesso sui social Ranucci. È il nuovo capitolo di una storia nella quale le persone si incrociano, i rapporti si sovrappongono e le versioni finiscono per entrare in conflitto.

La centrale di Presenzano

Il punto di partenza è un articolo pubblicato ieri da Libero, il quotidiano edito dal parlamentare della Lega Antonio Angelucci. La vicenda risale al novembre 2021, quando Report, allora condotto da Ranucci, si occupa della centrale turbogas di Presenzano. La redazione cerca di intervistare Alfonso Gallo, titolare della Geko spa di Roma, società attiva nella filiera energetica.

Gallo, preoccupato per l’intervista, si rivolge a Bocchino. I due si conoscono da trent’anni. Bocchino gli consiglia di non rilasciare l’intervista e inoltra la richiesta ricevuta dalla società a una giornalista, addetta stampa, perché possa assistere l’imprenditore. Il passaggio che cambia la storia arriva qualche mese dopo.

Lo scambio di mail

Secondo la ricostruzione di Libero, Bocchino avrebbe infatti inviato a Lavitola lo scambio di mail tra la redazione di Report e Gallo. È questo il dettaglio sul quale si concentra oggi Ranucci. Perché Lavitola, sostiene il conduttore, non sarebbe rimasto estraneo alla vicenda.

“Il Direttore Editoriale del Secolo d’Italia, organo di stampa di FdI, secondo Libero avrebbe cercato di condizionare un’inchiesta di Report”, scrive Ranucci. E aggiunge: “Fatto grave se è vero. Cioè Bocchino tentava di condizionare Report attraverso il condizionamento di Lavitola”.

È un ribaltamento della storia che da mesi ruota attorno a Lavitola e Ranucci. Finora il conduttore di Report veniva accusato di subire il “fascino” di Lavitola, intenzionato a condizionare la trasmissione. Adesso Ranucci indica un possibile passaggio precedente: Bocchino avrebbe fornito a Lavitola il materiale necessario per intervenire sulla vicenda.

Bocchino respinge tutto. “Non ho mai cercato di condizionare nessuno – dice a Repubblica –. Le parole di Ranucci denotano una scarsa serenità”.

Restano però due elementi sui quali la ricostruzione consente, almeno per ora, di fare chiarezza.

Il primo riguarda la mail. Lavitola non la inoltra a Ranucci. La invia a una persona che nel suo telefono è registrata con il nome “Magotony”. Il secondo riguarda l’intervista: Gallo alla fine non verrà ascoltato da Report.

La spiegazione è che nel frattempo erano emersi altri elementi. Nuove prove che, secondo Report, non confermavano le ipotesi giornalistiche iniziali sul ruolo della Geko nella vicenda della centrale di Presenzano. Come dire: “Aveva perso rilevanza”.

È qui che la storia torna al punto di partenza, ai tavoli del ristorante Cefalù di Lavitola, dove sia Bocchino che Ranucci sedevano, certe volte allo stesso tavolo. E il faccendiere “stava alla cassa, serviva ai tavoli, salutava”, come ha ricordato Bocchino.