“Mai nessuno nella storia di questo premio lo ha meritato quanto me”. Alla vigilia della nomina del vincitore, il presidente degli Stati Uniti rivendica di aver posto fine a otto guerre e di aver salvato milioni di vite. Tra i favoriti, per i media, c’è il primo ministro canadese Mark Carney

(Lavinia Ceci – lespresso.it) – “Avrei dovuto riceverlo già quattro o cinque volte”. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna a chiedere il Nobel per la Pace: “Nessuno nella storia del premio l’ha meritato più di me” ha detto dallo Studio Ovale in occasione di un comizio elettorale, ricordando come anno scorso María Corina Machado glielo ha consegnato: “Un riconoscimento del suo impegno per la libertà del Venezuela”.
Le prime “candidature” al premio si collocano tra il 2016 e il 2018, dapprima da parte di un cittadino statunitense che avrebbe nominato Trump come portavoce dell’idea della “pace attraverso la forza”, racconta Politico. Nel 2018 poi, sulla scia del vertice di Singapore, quando il presidente Usa discusse di denuclearizzazione con il nordcoreano Kim Jong-un, il Miami Herald riporta che 18 deputati repubblicani statunitensi e due parlamentari norvegesi – a cui si aggiunse il presidente sudcoreano dell’epoca, Moon Jae-in – avanzarono la candidatura ufficiale.
Il 2020 apre una nuova fase, con la mediazione in Medio Oriente e la firma degli Accordi di Abramo: nel settembre di quell’anno il parlamentare norvegese di destra Christian Tybring-Gjedde nominò Trump lodandone il lavoro nella costruzione di un dialogo tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. La frustrazione per il mancato riconoscimento iniziò a palesarsi durante i comizi elettorali a ridosso delle elezioni, vinte poi dall’avversario Biden: Trump si paragonava polemicamente al predecessore Barack Obama, che vinse il Nobel per la Pace nel 2009, all’inizio del suo primo mandato.
La rielezione alla Casa Bianca del 2024 riapre la partita. A inizio anno la deputata repubblicana Claudia Tenney presentò una nuova candidatura per gli Accordi di Abramo, che nell’ottobre del 2025 si impose all’attenzione pubblica dopo la mediazione della tregua temporanea a Gaza del 10 ottobre. Il Comitato, però, assegnò il Nobel alla leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado, che dopo averlo ricevuto lo consegnò simbolicamente a Trump per l’impegno mostrato verso la libertà del Paese: “Sappiamo che possiamo contare su di lui”, avrebbe detto Machado.
“Ho posto fine a otto guerre, grandi, e salvato milioni e milioni di vite umane”, afferma oggi Trump, aggiungendo che di essere prossimo a concluderne una nona, quella in Iran: “Ho salvato il mondo dalla distruzione globale, perché l’Iran non avrà mai l’arma nucleare”. Sono settimane che annuncia di non essere più disposto a negoziare con il Paese, eppure il presidente conferma che la guerra è prossima alla fine. Prima delle elezioni del midterm, previste per il 3 novembre, il Pentagono ha già predisposto una nuova serie di raid aerei contro siti energetici e obiettivi militari iraniani.
Nel frattempo, Associated Press inserisce in cima alla lista del cento favoriti di quest’anno il primo ministro canadese Mark Carney, che ha intensificato la sua attività diplomatica e promosso le relazioni tra il Canada e altri partner internazionali. Anche il Times lo ha inserito nella sua lista delle cento persone più influenti del 2026.
Bisogna chiedergli i danni a lui ed a chi lo ha sempre sostenuto provocati all’ Umanita’ per tutto quello che ha fatto di orribilmente negativo e fara’ almeno fino a novembre….!!!
"Mi piace"Piace a 1 persona
“chiedere”…e non “chiedergli”….scusatemi….
"Mi piace""Mi piace"
Siamo obiettivi, se lo merita il nobel per la pace… Esso (il presid. Trump) fra una guerra e l’altra oppure fra un bombardamento e l’altro, faceva la PACE.
"Mi piace""Mi piace"
Diamogli qualcosa. Alfred Nobel ha inventato un prodotto che si adatta perfettamente al principale orifizio di Trump…
"Mi piace""Mi piace"
Per me è fuori di testa!
"Mi piace""Mi piace"