Gli eurodeputati meloniani scrivono al vicepresidente per “tutelarsi” sulla violazione dell’European Media Freedon Act in vista della rimozione del conduttore

(ilfattoquotidiano.it) – “Nessun attacco politico”, sostengono. Anzi: “Sbilanciamento e faziosità di Report sotto la sua conduzione”. Alla vigilia dell’ormai annunciata rimozione di Sigfrido Ranucci dalla trasmissione di giornalismo d’inchiesta della Rai, Fratelli d’Italia sposta l’attacco in Europa e prova a “tutelarsi” alla luce di possibili violazioni dell’European Media Freedon Act, il Regolamento europeo sulla libertà dei media che disciplina anche l’indipendenza del servizio pubblico.
Gli eurodeputati del partito di Giorgia Meloni hanno scritto una lettera al vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Henna Virkkunen, per “respingere la narrazione della sinistra” sull’attacco politico in corso contro il programma. Nel testo, primo firmatario Stefano Cavedagna e sottoscritta dall’intera delegazione meloniana, compresi Carlo Fidanza e Nicola Procaccini, si arriva a denunciare “lo sbilanciamento e la faziosità di Report” durante la gestione di Ranucci, sotto attacco dal giorno in cui è stato arrestato Valter Lavitola, suo amico, con l’accusa di essere il mandante dell’attentato che colpì l’auto del giornalista lo scorso ottobre.
La lettera denuncia le “cosiddette ‘inchieste’ contro FdI”, definendola “teoremi” che che “non hanno mai dimostrato nulla, piene di allusioni o supposizioni, fatte con il ricorrente uso del condizionale, confezionate ad hoc per gettare ombre e discredito più che fare inchiesta giornalistica”. Secondo l’analisi citata nella lettera, “su 404 inchieste esaminate dall’insediamento del governo Meloni, il 43,5% dell’intera produzione giornalistica della trasmissione concentrata, in forme diverse, su FdI e sulla sua leader”.
Le contestazioni, quindi, non riguarderebbero secondo FdI il “diritto” di Report di “svolgere inchieste” perché “la libertà di informazione è sacrosanta”, ma “il suo utilizzo sistematico a senso unico da parte di un programma del servizio pubblico non lo è e lede proprio le norme europee improntate all’imparzialità e all’equilibrio, richiamate dall’Emfa in più articoli”. Immediata la riposta del M5s: “Pensavamo a uno scherzo: il partito che ha trasformato la Rai in un campo di conquista piazzando amici, militanti e perfino amanti dappertutto, scrive a Bruxelles per denunciare ‘la faziosità’ di Report. I loro conduttori, da Cerno a Monteleone, sono invece maestri di imparzialità e fanno ascolti record, vero?”, scrivono gli esponenti pentastellati in commissione Vigilanza Rai.
“Ma poi quale faziosità, visto che Report ha fatto sempre inchieste su tutti? Quale inchiesta su Fratelli d’Italia sarebbe falsa, visto che finora tutte le querele andate in giudizio non hanno mai visto Report soccombere? Ma questi meloniani non si sentono ridicoli a invocare addirittura il Media Freedom Act, quello stesso regolamento Europeo e stanno impunemente ignorando bloccando la riforma della Rai e proponendo un testo che torna a violarne apertamente i principi?”, aggiungono e definiscono Fratelli d’Italia “come Netanyahu o Ben Gvir”. Tradotto: “Vuole terminare l’opera di colonizzazione della Rai andando a colpire una trasmissione che non ha fatto altro che dare seguito alla vagonata di materiale che questo governo gli ha fornito, con Santanchè, Urso, Delmastro e altri esponenti della maggioranza. La lettera non devono scriverla alla Commissione europea. La devono scrivere agli italiani chiedendo scusa per lo schifo che in quattro anni hanno fatto in Rai. E che stanno continuando a fare sulla pelle di Report, del giornalismo di inchiesta e di quel briciolo di credibilità che era rimasta al servizio pubblico da quando ci sono loro al governo”.
Il prezzo per aver preso i dublinati.
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Stanno per emettere l’ obbligo del burqa all’ informazione italiana🤔
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