Secondo Bloomberg, prima di tagliare le risorse militari Washington vuole sapere quanto ciascun alleato sia fedele al tycoon

(di Massimo Basile – repubblica.it) – NEW YORK – L’America che per ottant’anni ha chiesto all’Europa di diventare più occidentale, adesso le chiede di diventare più americana. E non solo americana: trumpiana. Il questionario che gli Stati Uniti hanno inviato ai membri Nato potrebbe essere l’atto che, più delle minacce lanciate per anni dal presidente Donald Trump, svuota dall’interno l’Alleanza Atlantica.
Washington vuole sapere da ciascun alleato se è fedele alle politiche di Trump, prima di avviare la revisione finale sui tagli alle risorse militari destinate alla difesa atlantica. Secondo Bloomberg, che ha letto il questionario, le domande introducono una nuova logica: sei con noi politicamente? Usi le nostre armi? Compri dalle nostre aziende? Permetti alle nostre forze di usare le tue basi? Hai criticato le nostre politiche? Le domande citano le operazioni in Medio Oriente, dove gli Stati Uniti sono entrati in azione senza il sostegno Nato.
Alcuni Paesi, tra cui la Spagna, hanno vietato a Washington di utilizzare le proprie basi per colpire l’Iran. Il questionario esamina nel dettaglio i bilanci della difesa dei vari Stati, chiedendo documenti che dimostrino il reale rispetto degli obiettivi di spesa richiesti da Trump. Chiede se i Paesi stiano acquistando armamenti dalle aziende americane e se abbiano espresso pubblicamente la loro opposizione al “made in Europe”.
Le domande segnano il passaggio da alleanza a rapporto di subordinazione. La Nato, nel modello costruito dopo il 1945, era nata sul presupposto che gli Stati membri potessero avere governi, ideologie e interessi diversi, ma che condividessero un impegno fondamentale per la sicurezza collettiva.
Una relazione costruita dopo due guerre mondiali, il Piano Marshall, la Guerra fredda, Berlino, la caduta del Muro e l’espansione della Nato viene condensata in una serie di caselle che cambiano tutto il quadro: Trump non vuole ridurre soltanto la presenza in Europa – ha già annunciato il ritiro di 5 mila militari dalla Germania – vuole cambiare anche il significato della protezione americana in Europa.
A luglio, parlando con i giornalisti, il segretario generale della Nato Mark Rutte aveva detto che «avere regolarmente una revisione credo sia una scelta saggia». Non è chiaro se fosse già a conoscenza del documento e come risponderanno al questionario gli Stati membri, che dovrebbero incontrare gli Usa a Bruxelles a fine agosto.
Ma un risultato forse è stato raggiunto: l’ulteriore perdita di fiducia verso l’alleato più importante, proprio quello che il presidente russo Vladimir Putin sognava. In questo caso non finirebbe solo una certa idea di America, ma di Nato.
non sara’ difficile immaginare la risposta della Signora Giorgia……
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Risposta: si amore….si ti sarò fedele sino alla morte…tranquillo..anche gli italiani di destra abbracciano.
Nuovo matrimonio..col compagno pannocchia?
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Altro che difesa da parte degli Usa , l’ alleanza ci espone anziché proteggerci . Quelli che è successo alle monarchie del golfo sotto attacco iraniano succederebbe a noi ma con un aggravante : i missili non sarebbero convenzionali ma con testate nucleari . Una decisione saggia ? Rifiutarsi di essere protetti dalla Nato : è l’uovo di Colombo.
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Dài Giorgia, prova a riconquistare il Donald che ti ha spezzato il cuore. Vedrai che puoi riuscirci. D’altronde hai continuato a non dire una sola parola di condanna sulle sue malefatte assieme all’altro criminale israelita.
In Cisgiordania i coloni stanno dando l’assalto da una settimana alle case dei palestinesi, donne vecchi e bimbi compresi, per giunta lasciandoli senza viveri e acqua. Mentre Tajani si è limitato a dire che sta monitorando la vicenda per una possibile futura valutazione. Addirittura senza aggiungere una sola parola di appoggio agli stessi Trump & ambasciatore mericàno in Israele che non hanno potuto fare a meno (a parole) di condannare quei “terroristi” con le treccine in testa. Mica si può fare infuriare il volubile presidente yankee…
E’ un fatto di pura antropologia: l’essere umano, anche ebreo prima vittima nei lager nazisti, si può trasformare in efferato aguzzino di inermi civili nelle loro case, al fine di conquistarle come i sionisti di sempre professano. Al punto da essere definiti, per dare l’idea paradossale, ebreo-nazi-sionisti.
PS. Chissà cosa starà pensando quel Delrio dddemocccrrratttico del PD, in prima fila nel difendere i fasci-sionisti.
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“Alcuni Paesi, tra cui la Spagna, hanno vietato a Washington di utilizzare le proprie basi per colpire l’Iran..”
Le risposte al questionario, a qualsiasi questionario, le troviamo nella Costituzione.
Esiste un garante della Carta?
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Un fatto abbastanza curioso nell’ sua drammaticità riguarda un luogo che, a quanto sembra, non lascia scampo a militari francesi di alto rango: i Pirenei .
I maligni insinuano che queste disgrazie stranamente accadono e vengono rese pubbliche dopo una pioggia di ordigni russi bene indirizzati su obiettivi Nato – ucraini, ma non ci sono prove al riguardo. Perciò va accettata l’ idea che i Pirenei sono un luogo particolarmente sfortunato, senza ricamarci sopra tante storie.
“Il 18 agosto 2023, il generale in pensione
Jean-Louis Georgelin morì in un incidente durante un’escursione sui Pirenei. Quasi tre anni dopo, una
caduta in montagna ha causato la morte del viceammiraglio in pensione Olivier Lebas, 62 anni, mercoledì 12 agosto. Ex comandante della portaerei
Charles de Gaulle , era entrato in Airbus tre anni prima come consulente per la difesa.
“Il viceammiraglio Olivier ‘John’ Lebas è scomparso improvvisamente oggi “, ha annunciato su LinkedIn il viceammiraglio Marc Antoine de Saint Germain..”
https://www.lefigaro.fr/international/le-vice-amiral-d-escadre-olivier-lebas-ancien-pacha-du-charles-de-gaulle-est-mort-dans-une-chute-en-montagne-20260813
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Ecco finalmente la vera Repubblica che conoscevo: partire dalla “nebbia” per costruirci sopra interpretazioni arditamente propagandistiche. er Fattoquotidiano ha ancora molta strada da fare… 😆scansate proprio.
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Io penso che un Merd@cchione come il Rutto non lo trovi su tutto il globo terraqueo manco se lo cerchi con il lanternino ti da’ quella sensazione che traspiri bava da tutti i pori🤔
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A proposito, ma dove è finto cuor di Coniglione-70?
Non era lui che smentiva che l’aumento di spesa era correlato agli affari con gli USA perché anche in UE ci stanno tanti produttori di monnezza bellica?
E adesso cosa abbiamo? Che gli USA vogliono sapere se l’Europa compra americano.
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Andrea Lucidi | Notizie e geopolitica,15/08/26, 08:34
🎥 Fabbrica di esplosivi esplode a Colleferro
Il 13 agosto Colleferro è esplosa una fabbrica di munizioni. Lo stabilimento è quello di KNDS Ammo Italy, controllata italiana del gruppo franco-tedesco KNDS, uno dei principali nomi dell’industria militare europea. Non ci sono stati morti o feriti.
Al momento dell’esplosione erano presenti 24 lavoratori, tutti messi in salvo. Il periodo estivo ha contribuito a ridurre la presenza di altri lavoratori a rischio. Ma resta una domanda semplice: che cosa sarebbe potuto accadere in una giornata ordinaria, con più operai presenti e reparti pienamente attivi?
Secondo le prime ricostruzioni, l’esplosione sarebbe partita dopo un incendio nel reparto di pressatura delle polveri. Al momento non emergono elementi che facciano pensare a un sabotaggio, secondo quanto riferito dagli inquirenti. La pista principale resta quella dell’incidente industriale.
Colleferro, però, non è un luogo come un altro. La città convive da decenni con le industrie legate alla chimica, agli esplosivi, alla produzione militare e aerospaziale. Nello stabilimento KNDS, secondo la documentazione pubblica sul rischio industriale, si lavorano esplosivi per la difesa: munizioni, granate, spolette, razzi. È materiale destinato alla guerra. E viene prodotto vicino a case, strade, lavoratori, famiglie, persone. Negli ultimi anni l’Europa ha accelerato sulla produzione di armamenti. Più munizioni, più contratti, più investimenti, più linee industriali da riattivare o potenziare.
La guerra in Ucraina ha dato una spinta enorme a questo processo.La KNDS è dentro questa filiera. Il gruppo ha aperto una controllata a Kiev e ha annunciato cooperazione con l’industria ucraina anche sulla produzione di munizioni d’artiglieria da 155 millimetri.Lo stabilimento di Colleferro lavora dentro un clima politico e industriale preciso: quello del riarmo europeo, dell’aumento della produzione bellica e della pressione continua per rifornire gli arsenali.Quando i governi parlano di “economia di guerra”, raramente mostrano l’altra faccia della medaglia.Non mostrano i reparti dove si manipolano polveri ed esplosivi. Non mostrano le città che da anni convivono con stabilimenti classificati a rischio di incidente potenzialmente catastrofico.
Nel Comune di Colleferro risultano almeno due siti di questo tipo: KNDS Ammo Italy e AVIO, importanti impianti per i quali le istituzioni prevedono scenari di emergenza potenziale di grande portata.
E Colleferro conosce già questa storia. Nel 2007, quando lo stabilimento era della Simmel Difesa, un’esplosione uccise un operaio e ne ferì altri tredici. Oggi la fortuna ha aiutato. Ma non basta tirare un sospiro di sollievo. Bisogna chiedere conto alla politica di ciò che sta facendo.
Perché l’Italia discute con leggerezza di nuove forniture, aumento della produzione militare e sostegno all’Ucraina, ma parla molto meno dei territori dove tutto questo prende forma, quei territori che rischiano di essere asserviti ad una industria che questa volta ha rischiato di togliere la vita a 24 lavoratori a causa di un incidente industriale.
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