Il conduttore di Report continua a lavorare alla prossima stagione del programma. Più che la relazione del comitato etico a condizionare il suo futuro potrebbe essere un audit interno

Il conduttore di Report Sigfrido Ranucci

(di Serena Riformato – repubblica.it) – Chi ha sentito Sigfrido Ranucci garantisce che – al netto delle ferie agostane – non abbia mai smesso di lavorare alle nuove puntate di Report, che a novembre tornerà nel palinsesto di Rai 3. Lontano da Roma e dallo stillicidio di indiscrezioni intorno alla sua sostituzione, il conduttore ripete agli amici che di passi indietro, di lato o avanti non ha intenzione di farne: “Vado avanti come sempre, non ho progetti politici in mente”, è la frase ricorrente nelle conversazioni di questi giorni. “Forse qualcuno sarebbe contento se lasciassi il programma per andare a fare politica, ma a me piace il mio mestiere, che è l’unico che ho dimostrato negli anni di saper fare”. Anche perché, insiste negli sfoghi privati con gli amici, “ho la fedina penale pulita e non si capisce per cosa debba essere punito”.

È lo stesso messaggio che il giornalista ha trasmesso giovedì a Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti di viale Mazzini. I due hanno ragionato dei tempi e dei contenuti della stagione in arrivo. Come se nulla fosse. Alcune puntate sarebbero già pronte, frutto del lavoro che la redazione del programma aveva già fatto prima che l’azienda decidesse di tagliarne quattro l’anno scorso.

Nonostante i piani alti di viale Mazzini abbiano fatto filtrare nei giorni passati la preoccupazione che l’affaire Lavitola possa costituire un “danno d’immagine”, o persino un danno economico, non manca tra i dirigenti Rai chi è convinto che la sostituzione di Ranucci sia tutt’altro che scontata: “Gli mancano due anni alla pensione, bisognerebbe anche capire cosa fargli fare. E non dimentichiamo che è anche un vicedirettore di Rai 3”, ricorda una fonte a conoscenza del dossier. Dunque nemmeno la relazione del comitato etico – tenuta sotto chiave dall’ad Giampaolo Rossi – potrebbe mettere del tutto al riparo l’azienda dal rischio di azioni legali. Che tuttavia il conduttore, per ora, non ha mai detto di voler intraprendere.

A pesare più della relazione, sarà l’eventuale esito di un audit interno. Un’indagine vera e propria, coordinata con la procura perché l’istruttoria Rai non interferisca con l’inchiesta sull’attentato subito dal giornalista a ottobre 2025.

I tempi saranno inevitabilmente dilatati dalle ferie estive. La redazione di Report tornerà al lavoro lunedì. Gli uffici sono vuoti, i cronisti cercano di allontanare le preoccupazioni e illazioni. Ancorati a un’unica speranza: che la nebbia sul futuro del programma – e sul volto o i volti che lo rappresenteranno – si dissolva al più presto.