Democrazia a rischio. Il report di Camera e Senato sull’illegittimità del piano Rearm 2030. La clausola di salvaguardia e il prestito Safe

(di Lorenzo Giarelli – ilfattoquotidiano.it) – Per volere di Ursula von der Leyen, in questi anni il piano Rearm 2030 ha seguito una procedura d’urgenza che lo stesso Europarlamento ritiene illegittima, tanto da spedire il caso alla Corte di giustizia europea. Ma un problema democratico si presenta ora anche nei singoli Stati membri, dove quasi tutti i Parlamenti stanno rimanendo fuori dal dibattito sull’attivazione della clausola di salvaguardia per le spese in Difesa (la possibilità di spendere fino all’1,5 per cento in più del Pil), in molti casi legata all’adesione al Safe, strumento di finanziamento del riarmo e altro pilastro del Rearm.
Lo si scopre da un dossier del Servizio studi di Camera e Senato diffuso nei giorni scorsi. In Italia la situazione è ancora in evoluzione: il governo non ha ancora deciso se accedere al Safe, per quanti miliardi e in che modo; si è solo limitato a “prenotare” circa 15 miliardi di prestiti anche se l’ipotesi più realistica è che alla fine ne richiederà meno della metà. Dopo aver ascoltato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, la scorsa settimana il Parlamento ha approvato una risoluzione per legittimare l’attivazione della clausola di salvaguardia e l’eventuale adesione al Safe, senza però che sia ancora specificato alcun dettaglio. Altri passaggi saranno necessari, visti anche i vincoli di bilancio a cui dovremmo derogare per investire in Difesa.
In altri Paesi però è già tutto definito e i parlamentari sono rimasti ai margini. Nulla di illegale, visto che ciascun Paese segue le proprie procedure, ma l’indicazione di come pure su un tema così cruciale si possa fare a meno di un dibattito in aula è evidente. “La partecipazione dei Parlamenti nella decisione di attivare la clausola di salvaguardia nazionale – scrivono i tecnici nel dossier – è stata limitata a un numero ristretto di casi. Molti referenti hanno però riferito di un coinvolgimento indiretto delle Commissioni parlamentari in sede di esame dei documenti nazionali di bilancio”. Il report ricorda anche che, nel caso limite in cui tutti gli Stati aderissero a pieno, parleremmo di un “aumento di spesa complessivo pari a circa 650 miliardi di euro” per il settore Difesa. Come detto, la discussione sulla clausola di salvaguardia è strettamente legata al Safe, perché “alle spese per la Difesa finanziate dai prestiti Safe si applica la flessibilità della clausola di salvaguardia”, dunque ogni governo è chiamato a una valutazione complessiva sugli strumenti messi a disposizione dall’Europa. L’elenco include 18 Paesi in cui il governo ha già deciso sulla clausola di salvaguardia. In molti di questi la dicitura è esplicita: “Nessun coinvolgimento” del Parlamento. Vale per Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Lituania, Slovenia, Spagna e Ungheria.
In altri casi il coinvolgimento è stato molto marginale. In Germania il Bundesrat non è stato chiamato in causa, mentre il Bundestag è stato informato solo ex post, cioè a cose fatte. In Danimarca la discussione è stata solo in commissione, così come in Finlandia, in Portogallo e in Grecia. In Polonia l’aula non è stata coinvolta, mentre solo ex post c’è stato un dibattito con gli esponenti del governo in commissione.
In Slovacchia il Parlamento ha votato una risoluzione sulla clausola di salvaguardia, in Repubblica Ceca il governo ha informato solo il Senato (senza che però fossero messe al voto risoluzioni). Il governo della Lettonia invece ha aderito facendo a meno della discussione in aula, ma ricevendo un mandato della Commissione Affari europei a scatola chiusa, ancor prima che il meccanismo di attivazione della clausola fosse formalizzato dal Consiglio europeo. Come a dire: per il riarmo bisogna fare presto.
Sempre più clima da Europa 1938 o 1914.
Questa sarebbe la famosa democrazia europea?
Almeno le dittature/imperi non ci fanno perdere tempo con queste scemenze chiamate parlamenti.
Ma chi si crede di essere questa Ursula?
Se l’Europarlamento dichiara illegittimo il piano del riarmo europeo, come mai la capetta non lo ritira?
A chi ha mandato SMS questa volta?
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