La segretaria del Partito democratico risponde al presidente del Movimento 5 Stelle su Ucraina e primarie

Polemica su Kiev, Schlein stoppa Conte: "Non funziona così. Prima programma, poi primarie"

(di Giovanna Vitale – repubblica.it) – “Non funziona così. Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito”. Elly Schlein stoppa Giuseppe Conte. La segretaria del Pd non ha preso bene la fuga in avanti dell’alleato cinquestelle sul nodo Ucraina che, ha annunciato ieri, “faremo decidere agli italiani”, anteponendo i gazebo per individuare il candidato premier all’intesa sui punti programmatici.

“Ma adesso non perdiamoci in discussioni tra di noi”, ha spiegato la leader dem al Tg3, “concentriamoci sui fallimenti di questo governo e sulle nostre proposte concrete, come quella che abbiamo firmato tutti sul congedo paritario, per sostenere milioni di famiglie italiane con cinque mesi pagati al 100% per entrambi i genitori”.

Non è l’unica reazione quella di Schlein. Già in mattinata il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, aveva osservato che “in tutto il mondo ci sono due sinistre, con idee diverse sull’economia, la politica estera, l’energia. Ci sono da sempre gli Obama e i Sanders, i Biden e le Ocasio-Cortez. E le primarie servono a decidere candidato e sensibilità programmatiche. Il nodo è che il giorno dopo nessuno si può tirare indietro, chiunque vinca. Perché dall’altra parte c’è Trump in America come Meloni in Italia. Ci sono due idee di sinistra. Andiamo alle primarie e che vinca il migliore. Con un patto di ferro da sottoscrivere prima: il giorno dopo tutti insieme. Altrimenti non sono primarie ma è una presa in giro”.

Ma sulla sua opinione Renzi non si nasconde dietro a un dito: “E a chi mi scrive ‘io non condivido le idee di Conte’, rispondo: nemmeno io. Sull’Ucraina non mi pare che siano molto diverse da quelle di Salvini. Ma in democrazia ci si confronta e ci si misura. Le nostre idee si difendono ai gazebo, non coi proclami. Noi siamo pronti alle primarie. E soprattutto vogliamo vincere le secondarie per evitare Meloni al Quirinale, Salvini al Viminale e Vannacci premier”.

Più netto da Avs Nicola Fratoianni: “Che siano posizioni diversi su alcuni temi è noto ed è normale all’interno di una coalizione. Ma le primarie, o le eventuali primarie, non possono diventare lo strumento che stabilisce il programma. Non siamo mica nel presidenzialismo. Non è che chi vince le primarie stabilisce il programma dell’intera coalizione”. Piuttosto, aggiunge il co-leader di Avs, “a settembre vediamoci per fare sintesi, concordare un programma. Di questo questo passo, ci arriviamo dopo le elezioni politiche”.

E anche per il co-portavoce di Avs, Angelo Bonelli, la linea è netta: la priorità sono “i programmi, non le persone. Gli italiani non ci chiedono di discutere di candidature, ma di dare risposte alla crisi climatica, agli stipendi bassi, alla sanità pubblica e al caro vita. Prima decidiamo tutti insieme il programma, poi il leader ne sarà l’espressione”.