L’intervista a Nicola Cecchi: “La maggior parte dei migranti viene respinta in Marocco. Qui convivono cristiani, musulmani, ebrei e indù. Ma il vero nodo è chi gestisce l’exclave si occupa dello Stretto, una delle rotte più importanti del mondo”

(Benedetta Perilli – repubblica.it) – CEUTA – Nicola Cecchi, italiano di Firenze, da tre anni è assessore al Lavoro, al commercio, al turismo e allo sport della città autonoma di Ceuta, governata da un presidente considerato un conservatore illuminato. Vive da 28 anni in Spagna ed è arrivato qui con una multinazionale olandese del settore alimentare. “Ceuta è Europa ma è fuori dall’unione doganale, non tutti lo sanno. Ed è importante ricordarlo perché l’attitudine del governo italiano su Schengen sembra non averne tenuto conto: da Ceuta non accedi direttamente alla penisola e in più, non essendo nell’unione doganale, è come se ci fosse una frontiera tra noi e la Spagna a livello commerciale. Una merce che viene dalla Spagna deve presentare un documento di esportazione. È come se fosse un Paese terzo”.
Cosa pensa della reazione dell’Italia a quello che è successo?
“La trovo una posizione discutibile mossa da motivi elettorali con lo scopo di creare un discorso di protezionismo. Gli immigrati che arrivano qui restano qui perché per poter essere mandati sulla penisola devono fare un procedimento lungo con richiesta di visto d’asilo, ricorsi, accettazione. La grande maggioranza di quelli che arrivano dal Marocco rientra in patria perché Rabat è in una lista di Paesi considerati sicuri e così il 99% viene respinto”.
A Ceuta c’è un problema di immigrazione?
“A Ceuta convivono quattro culture: due predominanti, la cristiana e la musulmana, e poi una piccola comunità indù e una piccola comunità ebraica, tutte integrate in maniera perfetta. Qui la festa della fine del Ramadan è una festa per tutti, così come l’Hanukkah. Qui l’immigrazione è composta da rifugiati che arrivano e chiedono asilo e poi se ne vanno quando lo ottengono. Qui sono tutti spagnoli, il problema però è il discorso portato avanti da Vox secondo cui il 50% della popolazione di Ceuta non è spagnola perché di cultura musulmana. Ma questo è inaccettabile, si cerca di mettere contro religiosamente comunità che invece sono totalmente integrate”.
Detta così sembrerebbe che Ceuta sia un modello di integrazione da esportare?
“Assolutamente sì, a Ceuta c’è un’integrazione sociale e culturale totale. Sarebbe bellissimo vedere lo stesso in tanti posti dove c’è invece un rifiuto, chi vive un rifiuto tende a isolarsi e l’integrazione diventa impossibile”.
Qual è dunque la criticità di Ceuta?
“Ceuta ha delle condizionanti enormi: è insieme a Melilla l’unica frontiera dell’Europa con l’Africa, è una terra di 19 chilometri quadrati, più della metà della quale è occupata dall’esercito, e ha 85mila abitanti. In più siamo sullo Stretto di Gibilterra, si parla tanto di Hormuz ma anche Gibilterra è strategicamente e commercialmente cruciale”.
Crede sia possibile una chiusura dello stretto come è successo a Hormuz?
“Chi può prevederlo, nessuno pensava avvenisse a Hormuz eppure è successo. Spero non accada mai ma chi controlla gli stretti oggi controlla il mondo e Ceuta è al centro di interessi geopolitici molto profondi. Il controllo di Ceuta in fondo è il controllo dello Stretto, dall’altra parte c’è Gibilterra, ovvero l’Inghilterra, e soprattutto c’è il Marocco che rivendica Ceuta da sempre”.
eh furbacchione… se Ceuta è come Gibilterra allora😆😂… che Amarcord…
Aspettando il bus per Algeiciras tutto il pomeriggio seduto da solo su un muretto della spiaggia principale deserta de LA LINEA DE LA CONCEPTION ebbi a vedere il contrabbando di tutto il creato del mondo che manco i film holliwoodiani… condite da scenette tragicomiche da film di Totò de Curtis.😂😂😂( gente che si faceva le nuotate vestita con i sacchi della spazzatura sul dorso pieni di ogni ben di Dio😆)
E una stecca di Malboro a pochi spiccioli si riuscì a recuperarla 😇.
tutto il mondo è paese.
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Solo voy con mi pena / Sola va mi condena / Correr es mi destino / Para burlar la ley / Perdido en el corazón / De la grande Babylon / Me dicen “el clandestino” / Por no llevar papel / Pa’ una ciudad del norte / Yo me fui a trabajar / Mi vida la dejé / Entre Ceuta y Gibraltar…
Nel cantava già Manu Chao nel 1998
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👍🤝
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Desidero contribuire con un live del 2008 alla Plaza de toros di Baiona (Paesi baschi francesi), con i Radio Bemba Sound System, che personalmente considero particolarmente degno di nota (specialmente con uno spinello in mano, cosa che vado prontamente ad eseguire).
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Mi casa es tu casa, Jonny.
Bello! Tu l’hai mai visto dal vivo?
io no; mio fratello una mezza dozzina di volte.
Nel 2015 a Monza(parco)sono (siamo)stato un cretino: I biglietti erano a 15 euro(regalati). Ma quando passati da poco i 35 anni hai ancora una combriccola di amici punk rincogliOniti duri e puri… che devono scavalcare per forza (lo abbiamo fatto per 15anni😇)per nn dare nemmeno un euro al organizzatore capitalista… va a finire che rimani fuori e ti perdi il concerto.
il tutto senza spinelli… birra invece forse troppa😂🤣😂
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Purtroppo no (motivi di lavoro), ma ne conosco tanti che sono andati ed è un po’ come se ci fossi stato anch’io.
Mi dispiace per come ti è andata, ma questo rende il tutto decisamente punk.
Una curiosità: alla fine sei poi andato in Russia?
Intanto continuo a riguardarmi il video con l’ausilio di un buono stereo, e mi faccio pure il bis.
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Oh yes. Mercoledì 22 ultimo giorno a Mosca.
Pro:
-sogno di una vita.
-Molto molto più tranquillo il soggiorno di quanto si può immaginare
-Città magnifiche, soprattutto Sanpietroburgo.
-Spendi di meno che 2 settimane in Sardegna o nel Salento ad agosto… facendo vita morigerata.
Contro:
-Moglie al seguito(stress raddoppiato) … ma nn mi concede più di fare il viaggiatore solitario.
-No voli diretti per sanzioni, scalo e soggiorno a Belgrado(alternativa Istambul). I serbi sono tremendi (pseudo nazi) I russi al confronto sono monaci tibetani e accoglienza quasi sudamericana/latina al confronto.
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Non sai quanto ti invidio, anche a me piacerebbe ma al momento è improponibile, principalmente per via dei contro che hai menzionato.
Ma c’è tempo: la vita è lunga, e il mondo è grande.
Quest’anno ero quasi riuscito a rompere il tabù della Cina, ma per motivi contingenti dovrò ripiegare su qualcosa di più tranquillo (tipo l’alternativa che hai menzionato).
Ti saluto, sono arrivato alla fine del concerto e vado con la terza, poi non garantisco più…
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La Cina è un sogno anche per me, anche se rimarrà nel cassetto…l’età avanza😔. Ora si tornerà per qualche anno a fare qualche giorno di mare dai suoceri 😂. Da amico Viaggia, viaggia sempre, dovunque e comunque. Apre gli occhi e la mente… come cilum 😉d’altronde. Alla prox👋
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“Ceuta è Europa ma è fuori dall’unione doganale, non tutti lo sanno. Ed è importante ricordarlo perché l’attitudine del governo italiano su Schengen sembra non averne tenuto conto: da Ceuta non accedi direttamente alla penisola e in più, non essendo nell’unione doganale, è come se ci fosse una frontiera tra noi e la Spagna a livello commerciale. Una merce che viene dalla Spagna deve presentare un documento di esportazione. È come se fosse un Paese terzo”.
Sarebbe anche importante ricordarlo ad un tizio qui, che ha dato degli ignoranti a destra e a manca perché sosteneva che Ceuta è Spagna-UE etc.
Come mai Lionearth-70 non commenta?
Strano, molto strano.
Sarà per non dover ammettere la figura di palta che ha fatto?
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Earth = terra.
Heart = cuore.
You’re welcome.
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😀
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VERO !! Ceuta: “Strategica, controlla Gibilterra. Chissà che non diventi una nuova Hormuz”per la gioia dei sovranisti decerebrati…
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