(Tommaso Merlo) – Putin ha perso la pazienza ed è passato alle maniere forti. A Kiev grandinano missili ipersonici mentre il porto di Odessa è stato bloccato togliendo all’Ucraina lo sbocco al mare. Un durissimo colpo anche economico ad un paese già sul lastrico. I Russi procedono facendo terra bruciata e con pazienza. Per evitare i droni che hanno complicato le operazioni in prima linea e per risparmiare uomini in vista di un possibile scontro diretto con gli occidentali che li vedrebbe in inferiorità numerica. Questo sempre che il conflitto non degeneri in mondiale con l’entrata di altri paesi Brics. I droni ucraini andati a segno sul territorio russo hanno giusto rianimato i trombettieri della propaganda Nato e i russi hanno risposto polverizzando fabbriche di droni e depositi e tutta la catena logistica che risale fino in Europa. Già, gli illuminati statisti del vecchio continente non si limitano solo a mandare armi e soldi ad un governo di Kiev che versa in condizioni pietose. Lacerato dalla corruzione e in balia della leadership dittatoriale e velleitaria di Zelensky che raccatta con la forza giovani ucraini non ancora scappati all’estero e li manda in trincea a morire per una causa persa. Non c’è nessun analista militare serio che ritenga l’Ucraina abbia qualche speranza, solo i politicanti e la propaganda mainstream insistono con deliri bellici e russofobi sempre più assurdi. E quando tutto finirà, bisognerà capire se si deve tutto alla faziosità dei singoli oppure se dietro le quinte c’è un sistema politico e mediatico che opera per conto della Nato e della mega lobby della guerra di matrice statunitense. Trump doveva risolvere tutto con una telefonata ed invece alla fine era solo flatulenza e si è piegato allo stato profondo americano che dopo la caduta del muro di Berlino ha di fatto continuato la guerra fredda con altri mezzi ma con lo stesso obiettivo di sconfiggere strategicamente la Russia. Una linea imposta anche a noi colonie europee attraverso la Nato e venduta alle masse di teleconsumatori come guerra a difesa della povera democrazia Ucraina che lotta eroicamente contro l’invasione russa. Sono passati anni e adesso Putin ha perso la pazienza passando alle maniere forti. Dopo che gli europei hanno fatto saltare le trattative di pace del 22 ed alzato un muro d’ottusità guerrafondaia e dopo che Trump ha tradito anche il vertice in Alaska, Putin si è convinto che questa crisi si risolverà sul campo di battaglia. Vuole anche Odessa, Karkiv mentre su Kiev ha solo accennato alla denazificazione e si vedrà. Di certo, invece di cedere come speravano gli illuminati statisti europei e la propaganda mainstream, dopo anni di sanzioni, sabotaggi e di partecipazione militare occulta della Nato, la Russia rilancia aumentando le sue ambizioni. Putin ha anche sostenuto che la Russia era l’unico collante dell’Ucraina nata con pezzi rumeni, ungheresi e polacchi oltre che russi a seguito della vittoria sovietica della seconda guerra mondiale, e il suo futuro potrebbe essere lo smembramento con al massimo uno micro stato canaglia con capitale a Kiev in cui i seguaci di Bandera possono continuare a giocare al piccolo fascista. Questo a meno che Putin alla fine non decida di tagliare la testa al toro e appenderla in ufficio. Di certo l’Ucraina non sarà mai più come prima e potrebbe anche scomparire come paese. Già, è a questo che sono serviti i miliardi e le armi europee, alla distruzione fisica e sociale dell’Ucraina che potrebbe diventare una sorta di cuscinetto di sicurezza che i Russi controlleranno in vista di uno scontro diretto con la Nato. Uno scontro che i russi stanno già preparando con una imponente mobilitazione nazionale mentre gli europei per adesso sono ancora fermi al riarmo a spese del contribuente alla canna del gas. Passeranno poi alla manipolazione delle masse spargendo odio e paura e a quel punto al reclutamento. Ora, in una democrazia sana, politicanti e propaganda mainstream responsabili di un tale epocale disastro scapperebbero dalla vergogna nei boschi nutrendosi di bacche e lombrichi fino al giorno in cui il Padreterno non ritenga il loro supplizio sufficiente. Ma oggi di sano c’è ben poco e la capacità di provare vergogna è diventata rarissima soprattutto ai piani alti e faranno di tutto per ricalarsi come se nulla fosse. Politicanti e propaganda mainstream che anzi potrebbero rilanciare sostenendo che la soluzione sia l’escalation e quindi lo scontro diretto fregandosene del rischio di scatenare una terza guerra mondiale nucleare. Forse faziosità dei singoli forse un vero e proprio sistema che opera dietro le quinte che bisognerà far venire a galla quando sarà tutto finito. Già, gli unici che possono interrompere tale delirante spirale bellica sono i cittadini ribellandosi e riprendendosi il ruolo da sovrani che gli spetta in democrazia. Identificando le resposabilità, interrompendo il riarmo, smantellando la Nato, emancipandosi dai deliri dello stato profondo americano e ristabilendo legami politici ed economici con la Russia. In democrazia il potere appartiene al popolo e decisioni folli come quelle legate alla guerra non possono fare eccezione. I cittadini hanno il sacrosanto diritto ad una politica capace che li rappresenti appieno, ad una informazione vera e che il proprio paese rispetti la Costituzione perseguendo la pace.