
(Andrea Zhok) – L’altro giorno il Ministro del Commercio cinese ha annunciato una serie di restrizioni verso le aziende europee dei settori difesa e tecnologia. Si tratta di una risposta all’attacco alle aziende cinesi presente nel 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia.
Questo è solo l’ultimo atto di una crescente tensione tra UE e Cina, di cui un momento importante è stata l’uscita dell’Italia dal progetto della Via della Seta nel 2023.
Le fiabe che gli europei si raccontano rispetto alla Cina sono innumerevoli. Di volta in volta la Cina è stata ed è accusata di varie e contraddittorie nefandezze. Dapprima era accusata di essere un paese chiuso in quanto comunista. Poi è stato accusato di farci concorrenza sleale (mentre le aziende europee correvano a delocalizzare in Cina – con la benedizione dei governi – per ricattare i propri lavoratori con la minaccia di “salari cinesi”).
Intanto la Cina ha fatto tesoro dell’expertise europea, ha educato i propri lavoratori, e ha mantenuto un forte settore statale in ricerca e sviluppo, trasformandosi rapidamente da esportatrice di prodotti di fascia bassa, a prezzi risibili, ad esportatrice di prodotti tecnologicamente all’avanguardia.
Le oligarchie finanziarie europee pensavano di poter continuare a far soldi detenendo solo la proprietà legale e il brand (logo), e facendo fare tutta la produzione all’estero (Cina in testa), pagandola in perline e specchietti.
Questo paradiso dell’economia finanziaria ricattava i lavoratori europei, comprimendone i salari e passava dalla vecchia economia europea con alti investimenti ed alta innovazione ad un’economia di sfruttamento del nome fattosi in generazioni passate (un po’ come l’odierna vendita a pezzi di Venezia).
Il risultato finale è:
1) un tessuto produttivo sempre più deindustrializzato, dove la stessa expertise produttiva si è ridotta (lo scotto delle delocalizzazione);
2) un mercato interno impoverito, cioè con sempre meno europei capaci di acquistare merci di qualità (lo scotto del contenimento salariale);
3) una capacità di innovazione tecnologica sempre più ridotta (per lo più l’industria privata privilegia i dividendi degli azionisti agli investimenti in ricerca e sviluppo).
Ed oggi frigniamo per il mostruoso disavanzo della bilancia commerciale (359 miliardi a favore della Cina) e pensiamo di affrontarlo con patetiche accuse di “violazioni dei diritti umani” (un evergreen europeo) e con richieste di barriere commerciali (che, da sole, servono solo a farci pagare di più beni di qualità peggiore).
La soluzione sarebbe ovvia, ma il prosciutto ideologico sugli occhi delle nostre classi dirigenti lo impedisce. L’Europa dovrebbe rimettersi a fare quello che faceva un tempo, dovrebbe ricostruire un’economia mista in cui grandi imprese statali promuovono l’innovazione tecnologica, lasciando fare al mercato ciò che il mercato fa bene, cioè l’allocazione flessibile. In sostanza l’Europa dovrebbe mettersi a fare la Cina.
Noi invece lasciamo pascolare senza guinzaglio Kaja Kallas che se ne esce con robe come “Se non riusciamo a sconfiggere la Russia come faremo a sconfiggere la Cina?”
Sipario.
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questa nonostante le attuali prove… dimostra di essere tutta sce…a!
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Uhe Carrie ! Vice presidente della Commissione Europea:
Tizia Kaja e Sempronia Kallas.
Immaginiamoci gli altri della CE, chi e cosa possono essere…
Che ansia !
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🤣
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Come si a non ridere.
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Però: analizzando meglio la battuta…
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… fa?
😆🤣😂
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Ma ancora non l’hanno buttata fuori, questa? 🤔
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… e perché buttarla?! Una capra così rappresentata alla perfezione il livello europeo attuale. Si è fatto di tutto per instupidire la popolazione e a spostare l’attenzione a tutto ciò che è futile, proprio per fargli digerire “governanti” del genere.
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Fuori dove?
Ovunque si butti è sempre dentro.
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Anail@ …e ma se tanto mi da tanto….🤦♂️
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Questa è uscita da un cartone animato. E poi l’hanno messa lì
(e sottolineo: messa lì, manco eletta con soldi stranieri o altre amenità note…).
Hai le pezze al c… e vai dai russi e dai cinesi a fare la superiora? Ma fai pace con la storia e pure con la tua arroganza misto incompetenza. E sparisci, disgrazia, al pari della tua socia cotonata.
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«Chiedete e vi sarà dato» (Matteo 7:7-11).
Eh sì, Professor Zhok, il karma esiste. Il tuo sogno si realizzerà: nella prossima vita magari sarai operaio in una fabbrica in Cina, tra turni massacranti, catene di montaggio e ritmi imposti dalla produzione.
E se nei prossimi mesi arriveranno crisi di coscienza, non basteranno le preghierine a San Gennaro per modificare il fato: il destino è già scritto e certe conseguenze arrivano comunque.
Buona nuova vita.
Questa volta, personalmente, resterò indifferente ai lamenti provenienti dalle fabbriche cinesi di chi dovesse scoprire sulla propria pelle ciò che per altri è stata per anni soltanto una statistica.
Solidarietà ai fratelli punks lavoratori proletari cinesi
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Finalmente la kallas svela il piano strategico della UE. Auguriiiiiiii…..
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Quei “poveri cinesi” che da decenni producono al posto nostro i prodotti coi nostri marchi (che qualcuno qua ha deciso di spostare là!) che poi noi compriamo, magari credendo di acquistare roba italiana!
Alternativa 1) continuiamo a delocalizzazione.
Alternativa 2) riportiamo la produzione qua.
Alternativa 3) continui a sparare senza uno straccio di argomentazione.
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Le premesse sono condivisibili, non senza distinguo; lo sviluppo dell’argomento meno.
Le delocalizzazioni hanno avuto un effetto profondo e continuano ad averlo; ma dire che sono avvenute solo per ragioni di dumping salariale è una forzatura: le grandi aziende automobilistiche tedesche hanno investito in Cina, hanno delocalizzato, ma la produzione in Germania ha continuato; il salario agli operai tedeschi di BMW, di VW, di Mercedes hanno continuato a darglielo anche mentre delocalizzavano e lo stesso vale per molti altri settori; Basf, nella chimica, ha fatto lo stesso.
La competizione salariale c’è stata, è innegabile; ma non si può negare che molti abbiano investito in Cina per il semplice fatto che un mercato da 1,4 MLD di persone, in espansione è molto profittevole; a prescindere.
Chi ha investito in Cina ha poi commesso l’errore di sottovalutare le capacità dei cinesi ed oggi non si può negare che il rischio di deindustrializzazione sia molto alto se non si prendono provvedimenti.
Passando allo sviluppo: Zhok sostiene che l’Europa dovrebbe “fare la Cina”.
COME? (porka troja)
Tutti bravi ha dire COSA e non esiste un cogl.ne che sappia dire COME
La Cina può permettersi un forte intervento statale perché possiede caratteristiche molto particolari:stato unitario; forte controllo politico; banche prevalentemente pubbliche; controllo del credito; pianificazione centrale.
L’EU è una realtà geopolitica composta da 27 stati, con interessi divergenti, con sistemi fiscali differenti; come si fa ad ignorare aspetti del genere?
L’Europa dovrebbe rimettersi a fare quello che faceva un tempo, dovrebbe ricostruire un’economia mista in cui grandi imprese statali promuovono l’innovazione tecnologica
Perché solo le imprese pubbliche di grandi dimensioni dovrebbero promuovere la ricerca e sviluppo?
E poi, imprese pubbliche con quale modello di governance? quello di ILVA; di Alitalia? o Zhok ha un modello concreto da proporre?
Apple è nata in uno scantinato; Nvidia 30 anni fa non esisteva e non è mai transitata dal ruolo di impresa pubblica; Microsoft da quale grande impresa pubblica è nata?
E senza andare negli USA; l’olandese ASML, la danese Novo Nordisk; il consorzio europeo Airbus; per citarne alcuni, ogni anno investono decine di miliardi in R&D; cosa sono imprese pubbliche?
Certo, non ci sono le Italiane; ma questo è un altro (triste a 360°) discorso.
Ed infine la citazione di Kallas.
Qui il video e la trascrizione di quello che ha detto Kallas; sia mai che Zhok citi una fonte: metti che qualcuno si incuriosisca e smetta di prendere le sue parole per VERBO.
https://www.hudson.org/events/kaja-kallas-high-representative-european-union-foreign-affairs-security-policy-peter-rough
Peter Rough:
I think we all got the point.
Kaja Kallas:
Yeah. I know. If we don’t get Russia right, we don’t get China right either.
Ora, io non sono un insegnate di inglese, ma in 15 anni di lavoro all’estero qualcosa ho imparato.
L’espressione to get right si traduce in: fare bene; fare correttamente
Se non riusciamo a fare bene, se non riusciamo a fare correttamente; questo vuol dire to get right
Che è una cosa ben diversa dallo “sconfiggere”; to defeat.
E nella frase della Kallas to defeat NON C’E‘.
Ma se Zhok ha detto che to get right vuol dire sconfiggere, deve essere proprio così.
E poi, vuoi mettere? piace.
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Il modello già c’era, l’italia del dopoguerra che, con tutte le sue imperfezioni, era diventata una potenza economica. Innegabile la spinta che veniva dalle industrie pubbliche: baracconi, che però fornivano semilavorati ed energia a prezzi convenienti. L’industria statale può permettersi di chiudere in perdita, se serve a dare slancio all’economia nazionale! Se hai un buon gettito fiscale, le perdite vengono coperte.
Abbiamo svenduto tutto per compiacere gli anglosassoni e il loro neoliberismo predatorio, compresi gli squali di casa nostra: evasori fiscali, delocalizzatori di produzione e capitali che pensano solo al tornaconto personale.
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L’industria statale può permettersi di chiudere in perdita, se serve a dare slancio all’economia nazionale!
Una perdita è una perdita. punto.
Cosa vuol dire dare slancio all’economia nazionale? Con le perdite lo dai lo slancio?
E a me che hanno insegnato che con le perdite l’economia la affossi; non hanno capito niente quei deficienti dei professori
Un’impresa, sia essa pubblica o privata può chiudere diversi anni in perdita; ma non può farlo indefinitamente.
Le grandi imprese pubbliche italiane si sono rette per decenni su un sistema economico favorevole che difficilmente si ripeterà.
C’era un continente sconquassato da una guerra; fabbriche distrutte, case distrutte; bisognava rifare tutto sin dalle fondamenta.
Era l’economia in crescita che permetteva all’azienda pubblica di stare in piedi e non l’azienda pubblica che trainava l’economia.
L’azienda pubblica italiana era quella dove nell’ufficio contabilità c’erano 10 ragionieri e la capa era la signora con la terza media serale che però era cugina del sindacalista.
Questa era l’azienda pubblica italiana.
Aziende che si reggevano sulle rendite garantite dallo stato; quando poi, con l’adesione alla EU, si sono aperte le frontiere ed è iniziata la competizione con altre realtà, la cugina del sindacalista ha avuto l’occasione di dimostrare tutte le sue capacità e, prima ancora che l’impresa pubblica dove lavorava fallisse, l’hanno svenduta.
Dove invece hanno fatto accanimento terapeutico, quali ILVA e Alitalia, si è visto quanto trainassero l’economia.
Andavano a tutto vapore; vapore prodotto bruciando i soldi dei contribuenti.
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Lion, credo che quella che per Zhok è una deduzione dalla dichiarazione precedente della Kallas, possa essere lasciata passare senza additare il Professore a colui che pretende di essere il VERBO.
La dichiarazione precedente è nella risposta 3 voci sopra ( tu il link lo hai correttamente riportato) della Kallas, da quando dice ” If I hear the statements by some American officials saying tratta you can’t possibile BEAT Russia….fino a “…then how do you say trattabile you’re alle to take on China risk?”
Con conseguente “battuta” dell’intervistatore che dice che NON trascriverà questa risposta…per non farla leggere ai cinesi.
Quindi immaginare che il “far bene…” della Kallas voglia significare “sconfiggere” non mi sembra una forzatura.
Piuttosto l’intervista è di quasi un anno e mezzo fa.
La mia domanda è “La Kallas è migliorata o peggiorata in quest’anno e mezzo come Ministro…degli Esteri…della UE?”
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Qui l’intera parte da cui tu hai estrapolato la tua frase (evidenziata in corsivo), con successivo riferimento alla battuta della cancellazione
And by the way, one of the questions nobody is able to answer here about China. If I hear the statements by some American officials (Kallas ti sembra essere il funzionario o ufficiale americano? solo solo per lo stacco di coscia che ha se guardi il video)saying that you can’t possibly beat Russia. Russia is so much bigger, and you need to give in to Russia because it’s not beatable, which is not true, by the way. But then you’re trying to signal to your Asian counterparts that if China is attacking them, then you are there. But China is so much bigger economy than Russia is with so much bigger military than Russia is. So if you’re saying that we collectively are not able to really pressure Russia so much that it would have an effect, then how do you say that you’re able to take on China risk? If somebody is able to answer me this question, I would be very happy.
Peter Rough:
We’re actually going to delete it from the recording because we don’t want the Chinese to hear …..
Tu hai preso la frase che Kallas attribuisce ad un funzionario americano, io ho evidenziato la frase in cui Kallas parla PER SE STESSA.
E quella frase dice:
Quindi, se affermate che noi, collettivamente, non siamo in grado di esercitare davvero una pressione sulla Russia tale da produrre effetti, come potete dire che siete pronti ad assumervi il rischio Cina?”
Parla di PRESSIONE non di SCONFIGGERE militarmente.
Se poi uno legge l’intera intervista si parla di concorrenza economica, di alleanze strategiche.
Quella pressione è vista come pressione economica, geopolitica, anche militare certo; ma la pressione militare, geopolitica, economica vista nel suo insieme si chiama DETERRENZA non sconfitta.
E questo spiega perchè Zhok e non solo non citano le fonti, non cita quando c’è stato il dibattito; non da nessun indizio su come risalire direttamente alla fonte.
Perchè se tu citi la fonte, se chi legge non è un teschio vuoto, la prima domanda che si fa è cosa ha detto realmente?
VA A VERIFICARE non prende le cose per dato
Vedi io nel mio commento ho riportato la fonte perchè sono intellettualmente onesto; ho letto e riletto l’intervista prima di scrivere il commento.
Non ho timore quindi a supportare, a giustificare ciò che affermo.
Uno SENZA PALLE scopiazza la frase da un qualche commento sui social, poi indossa i vestiti da filosofo e la scrive; gli altri gli credono per partito preso ed il gioco è fatto.
Detta brevemente la frase scritta da Zhok è MANIPOLATA; capisco che la cosa ti sia indigesta, ma questo è quello che ha fatto.
Quindi il “far bene” di Kallas si riferisce nell’esercitare efficacemente l’azione di deterrenza, di contenimento economico, commerciale, e anche, ma non solo, militare.
Sconfiggere in guerra è tutt’altra cosa.
Si, l’intervista è di un anno e mezzo fa; ma a questo fa riferimento Zhok e su questo ho scritto il commento; avesse fatto riferimento ad un episodio più recente, avrei commentato fatti, MANIPOLAZIONI COMPRESE, più recenti.
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My 2 cents: in ambito giornalistico il virgolettato ha un significato ben preciso, non interpretabile: quello di citazione.
Quando un giornalista del calibro di Zhok fa una citazione, ci si aspetterebbe che quelle siano le precise parole pronunciate dalla Kallas, ed infatti i primi commenti dimostrano che è proprio così che sono state interpretate.
Mettere tra virgolette una ricostruzione che può essere plausibile ma che potenzialmente è anche fantasiosa (e, in ogni caso, soggetta ad interpretazione) non è fare del giornalismo serio, come ci si aspetterebbe da un professionista serio, ma un trucchetto da magliari (nella migliore delle ipotesi).
Un plauso a Lionheart che, andando a ripescare la versione originale, non solo ha smascherato il banale trucchetto di Zhok, ma ha anche e soprattutto dimostrato una volta di più, ove fosse necessario, che il tempo speso a controllare ciò che appare ovvio non è mai tempo perso.
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# Lionheart70:
Io penso che una persona senza problemi mentali non ha problemi a capire che la Kallas, quando dice ‘get Russia right’ può tranquillamente significare anche ‘sistemare la Russia per bene’, per esempio.
Una frase come:
So if you’re saying that we collectively are not able to really pressure Russia so much that it would have an effect, then how do you say that you’re able to take on China risk?
Esercitare ‘pressione’ dice.
Magari mandando missili Storm Shadow sugli aeroporti russi, anche se lanciati dagli aerei ucraini, magari anch’essi forniti dalla NATO/UE.
Magari mandando aerei e droni da ricognizione ogni volta prima di qualche attacco ucraino sulle basi e le navi russe.
Poi arriva il ciuccio di turno, che si crede un ronzino da corsa, o il pollo che si crede un’aquila, e comincia ad insultare Zhok e gli altri commentatori perché non hanno capito quel che la Kallas intendeva:
nooooooo non stava dicendo che volevano sconfiggere la Russia, giammai!
Stanno solo producendo una pace giusta per l’Ucraina.
Ovvero cercano di dare soldi e armi all’Ucraina per sconfiggere militarmente la Russia e magari riprendersi Donbass e Crimea.
ORA, anche una IA di 3o livello ci arriverebbe a capire, leggendo tra le righe, a cosa si riferisce la Kallas.
Una IA di 3o livello, ma non una deficienza naturale (D.N.) come quella di certi u-tonti che pensano di saperla sempre lunga e sopratutto di spiegare che l’acqua non è bagnata, l’aria non è leggera e il Sole non illumina.
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A me jon interessa sapere cosa pensa Kallas della guerra in Ucraina.
Io ho solo dimostrato, allegando la fonte, che la frase di Zhok manipolava quanto detto da Kallas.
Se ti prendi la briga di andarti a vedere Euronews, vedrai che ci sono le mie stesse conclusioni.
Anzi, li vanno pure oltre.
Quindi si vede che io, euronews e tanti altri siamo quelli che vanno contromano in autostrada.
Tu invece vai nel verso giusto.
io se sento che in un’interpretazione si dice che stanno portando i cavalli in albergo scrivo che ho sentito che in UNA INTERCETTAZIONE stanno portando i cavalli in albergo.
Se poi voglio essere sicuro che il fattobsia vero schioda il Kulo dalla sedia, vado in albergo, lo verifico e se lo devo dire ad altri FORNISCO LE PROVE.
Tu invece dai l’idea che se chi ti piace o ti fa comodo chi ti dice che stanno portando I cavalli in albergo ci credi e se gli stessi ti dicono che ogni cavallo ha un parco in kulo ci credi ugualmente.
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I trucchetti da magliari sono quelli in cui certi soggetti patologici si sono specializzati, financo negando la simpatia storica e plurisecolare che esiste tra Russia e Italia, per esempio.
Quando la Kallas parla di ‘get Russia well’ e altre espressioni si sta parlando sempre della tizia che è ben nota per posizioni ferocemente antirusse.
Quando le nazioni UE/NATO (quasi indistinguibili visto che la NATO decide le robe militari ma la UE gli fa da portafoglio e megafono politico) arrivano a spedire in un singolo anno fino a 120.000 droni (dalla sola UK).
Quando questi droni fanno a tiro a segno sugli autobus civili come qualche giorno fa quando 4 donne e 1 ragazzo russi sono stati ammazzati da un robot ucraino. (e qui i difensori della democrazia ucronazi tutti zitti, ci fosse un Davide che berciasse Zelensky boia!)
Quando la ricognizione NATO permette di individuare nel Mar d’Azov le navi russe e bersagliarle con droni forniti o finanziati dall’UE/NATO e guidati con sistemi satellitari americani.
Non sarebbe il caso di piantarla di str0nzeggiare sulle sfumature del linguaggio?
Pare di no.
L.70 è quello che in pochi giorni pretende di dirci che la Russia non ama l’Italia. Che il TAV non è inutile e che la Kallas non odia la Russia.
Dev’essere uno molto dissociato con il pianeta Terra.
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Mi risulta che non tutti i paesi del globo avessero una situazione economica paragonabile alla nostra! Siamo entrati nel G7 in 7, il che suggerisce che altri paesi non siano stati in grado di fare lo stesso. Uscivamo tutti dalla guerra.
Molte grosse aziende statali sono state messe sul mercato e vendute perché appetibili. Certo, alcune erano messe meglio altre peggio. L’ILVA, fu venduta proprio perché abbiamo accettato il modello liberista.
Chiariamoci, non difendo le storture del sistema, ma sono anche altri i motivi per cui il traballava. Pensa solo a quanto gettito fiscale veniva e viene perso a causa dell’evasione.
Ora, le politiche energetiche e industriali sono in mano al mercato, ma le storture sono rimaste. Inoltre, molto del nostro patrimonio industriale ora appartiene a proprietari non italiani.
All’orizzonte la deindustrializzazione e il sistema neoliberista che per sopravvivere, punta alle guerre. Questo è il frutto maturo di questo bel processo che produce miliardari e miseria.
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Mi risulta che non tutti i paesi del globo avessero una situazione economica paragonabile alla nostra!
No, c’era pure chi era messo peggio; Germania e Giappone; che hanno fatto pure meglio.
Molte grosse aziende statali sono state messe sul mercato e vendute perché appetibili.
Appetibili in base a quale criterio? Perchè erano un gioiellino di tecnologia avanzata o perchè il prezzo era buono?
E perchè tal Mario Draghi, allora segretario del Tesoro, coinvolse Goldmann Sachs per vendere quelle aziende se erano così appetibili, come tu sostieni?
L’ILVA, fu venduta proprio perché abbiamo accettato il modello liberista.
L’Ilva fu venduta ai Riva per due spiccioli perchè era un’azienda dissestata; sia finanziariamente sia tecnicamente; ha continuato ad essere tale durante i Riva e continua ad esserlo ancora oggi.
Si, molto del nostro patrimonio industriale non esiste più, altro è passato in mani straniere.
Ma questo dovresti spiegarlo a coloro che in quel patrimonio industriale nazionale, ora straniero, ci lavorano.
Fagli questa domanda: preferite lavorare in un patrimonio industriale nazionale CHIUSO/FALLITO o in uno straniero ancora APERTO?
Poi mi dici cosa ti rispondono.
La deindustrializzazione non è frutto di un modello, neoliberista o altro che sia.
E’ la conseguenza di scelte; se quelle scelte sono sbagliate o meno dipende dai punti di vista.
Se l’azienda tessile del Varesotto ha delocalizzato in Cina lo ha fatto per scelta, per convenienza non per “modello”.
Se è stato giusto farlo dipende a chi lo chiedi.
Se lo chiedi al tizio di Gallarate che ci lavorava prima, si tratta di una scelta sbagliata; se lo chiedi al cinese che ci lavora adesso si tratta di una scelta ben fatta.
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Ora, io non sono un insegnate di inglese, ma in 15 anni di lavoro all’estero qualcosa ho imparato.
Non si direbbe.
Google Translate dice:
Sì. Lo so. Se non capiamo bene la Russia, non capiremo bene nemmeno la Cina.
Comunque tu devi essere uno di quei tizi che sentendo un’intercettazione sui cavalli portati in albergo pensi davvero che parlino di portare degli equini in un albergo.
Quando si dice capire solo quel che fa comodo e poi dire agli altri che non hanno capito.
Un pò come nel demenziale intervento sul TAV.
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Mi sono avvalso di vari “traduttori”, del mio amico digitale oltre alla mia conoscenza “individuale”.
Il video parla più del trascritto che è dichiarato “approssimato”.
E a mio parere, tralasciando la lana caprina del vademecum sui come differire le trascrizioni dal testo normale, la frase
If we don’t get Russia right, we don’t get China right either.
non è chiaramente da leggere come militare.
Se non riusciamo a comprendere la Russia come possiamo farlo con la CIna?
Che è “neutra” se la si legge “staccata” da quelli precedenti dove il termine usato è beat che non evoca certamente constatazioni “bucoliche”.
L’autore “mescola” e manipola ripetendo una frase che non esiste ma porta “per inerzia” a pensarlo.
La quasi totalità degli autori degli articoli fa questo altrimenti “non vende”.
MT tanto per citarne uno lo fa ripetutamente.
Ora il problema vero è:
La Kallas cosa stavo “recitando”?
Cosa veramente, a nome di chi, pensava in quel profluvio di mosse, atteggiamento da talk show?
Nel “modus operandi” della Kallas si riconoscevano esattamente TUTTI i 27 paesi da Lei rappresentati istituzionalmente?
Stava parlando a Mario perchè capisse Michele?
Io mi preoccuperei di questo perchè azzera ogni possibile “miss under standing”.
Per quanto accaduto dopo e sta accadendo ora la situazione è ulteriormente peggiorata e non può che peggiorare.
Se poi per rifugiarsi in corner si preferisce tirare la palla in alto gridando viva il parroco è senz’altro il modo ideale per fuggire dal fatto che non si ha la “forza” di ammetter che non si è in grado di cambiare la situazione.
Poi basta deviare su Calenda/Renzi sì, Calenda/Renzi NO, Calenda/Renzi non lo so nel fronte largo che però se è capitanato da Conte allora non è infido, se è capitanato da Schlein allora è “traditore, vigliacco and so on”.
Ad oggi, i soldati “casualties” (morti e feriti gravi) Russi ammontano a più di
1.400.000 (un milione quattrocentomila)
Per un territorio “conquistato” ingovernabile “calcolato” a spanne ma comunque tale da impedire per anni niente di più di una tregua armata perenne.
Il sequestro di centinaia di migliaia di bambini Ucraini adolescenti costretti a “diventare” russi, ad imparare a “fare la guerra” per rimpiazzare le perdite, fatti che sono documentati da una miriade di testimonianze di ONG, ONLUS, Filmati / immagini satellitari, (fonte Presa Diretta Rai Tre)
Il sequestro di abitazioni “non filorusse”, l’incentivo a “popolare” i territori “conquistati”.
Le almeno 506 scuole Ucraine bombardate dalla Russia con almeno 488 scolari fatti a pezzi (fonte Save The Children, Amnesty International, Emergency, MSF, Avaaz),
Come si ferma questo?
Facendo le pulci pedisseque alla recita Kallas supervisionata dai critici qui presenti e all’autore dell’articolo?
Quanti altri morti servono?
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Condivido la parte iniziale del tuo commento.
Il succo è che, evidenze alla mano, video o trascritto che sia, Zhok l’ha sparata.
Così come “beat” vuol dire battere, sconfiggere; ma sconfiggere può avere diverse interpretazioni: può essere inteso militarmente, può essere inteso come controllo politico, può essere inteso come superamento tecnologico, quindi meglio evitare.
Su questi pixel è difficile far passare l’ovvio, figuriamoci ciò che è interpretativo.
In ogni caso il soggetto chiamato in causa era la Kallas, non il funzionario americano, benché tirato dentro dalla stessa.
Quanto al resto del commento, mi pare di capire che tu dica che ci si accapiglia su argomenti di secondo piano, quale può essere la dichiarazione della Kallas, e si tralasciano i crimini di guerra e le distruzioni relative.
Tu evidenzi quelle fatte dai russi, ma anche sull’altro versante non ci sono buoni samaritani e confraternite religiose.
Umanamente parlando, comunque, hai ragione.
Ma l’articolo parlava di altro e quell’altro io ho commentato.
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La sciacquetta nordica sta veramente superando ogni senso del redicolo.
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