“Mi domandate sempre di Renzi, non se ne può più: è lì dal 2019, ha una sua capacità sull’elettorato che mi sembra ben circoscritta”

(Vittorio Amato – adnkronos.com) – No a ‘caminetti’ o ‘segrete stanze’ per scegliere il leader del centrosinistra. E’ il messaggio che Giuseppe Conte invia dalla festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia. “Le primarie? Vorrei ricordare -spiega il leader del M5S- che nel Movimento 5 Stelle non c’è la tradizione delle primarie. Noi abbiamo omaggiato una tradizione del Pd perché non c’era altra soluzione, si può trovare una soluzione. Adesso che facciamo? -si chiede Conte- Ci riuniamo in qualche segreta stanza? Facciamo qualche caminetto dopo aver detto a tutto il popolo progressista che decideranno loro chi è il migliore o la migliore interprete per quanto riguarda la realizzazione del programma?”.
“Quando mi chiedete delle primarie io risponde sempre ‘prima i programmi’. Ecco, noi siamo concentrati sul programma, chiaro? Nessuno ha mai detto che facciamo prima le primarie e poi il programma. Bisogna prima convergere sul progetto di cambiamento di questa società. Poi ci porremo il problema di chi c’è. A noi interessa poi l’affidabilità. Ma non certo per una questione personale. Vogliamo delle garanzie di affidabilità”, aggiunge.
“Se sarò leale se perdo le primarie? Sapete che trovo questa domanda offensiva. Io rappresento una comunità che in tutta Italia lavora in amministrazioni non sempre con posizioni di vertice con una lealtà estrema. Io credo non ci sia mai stata una crisi di un’amministrazione locale perché qualcuno del M5S voleva una poltrona in più. Se qualcuno può pensare che qui si sta facendo una questione di ambizione personale ha sbagliato indirizzo, ha sbagliato di grosso, io sono al servizio di un progetto progressista. Se mai ci dovessimo ritrovare nel contesto di un governo che non fa cose progressiste, quello sarebbe un problema, ma non credo”, dice ancora.
Il caffè con Renzi? No, grazie
Matteo Renzi è pronto a prendere un caffè con Conte. E il leader M5S? “Un caffè con Renzi? A quest’ora poi non dormo… Parliamo di politica?”, ”Sì”, risponde chi modera il dibattito. “E allora, forza, non parliamo di persone e parliamo di politica…”. “Mi domandate sempre di Renzi, non se ne può più. Così lo farete diventare antipatico. Ma dobbiamo allargarlo questo spazio politico o vogliamo restringerlo? Onorato ha unito centinaia di amministratori civici, ha creato un movimento dal basso. Renzi, con tutto il rispetto, è lì dal 2019, ha una sua capacità sull’elettorato che mi sembra ben circoscritta. Vogliamo andare oltre o ci vogliamo fermare a Renzi? Se vogliamo vincere dobbiamo andare oltre e noi vogliamo vincere”, afferma ancora.
Conte alla festa del FQ, intervistati da De Carolis e Gomez
A 24:42 la opportuna domanda sulla questione del rignanese.
• Ma perché il pd ci tiene così tanto ad avere Renzi in coalizione?
La risposta del prof dott presid, per chi ha un po’ di memoria, può risultare inquietantemente simile a quella che diede la segretaria pd tempo fa sullo stesso tema.
La domanda a Schlein era (più o meno): ma cosa ci fa Renzi nel campo largo/perché Renzi vuole entrare nel campo largo?
Schlein rispose: chiedetelo a lui.
Conte, alla domanda a 24:42 risponde: chiedetelo a Elly Schlein.
👏👏👏👏👏
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Stretto contatto e frequenti rapporti interpersonali producono effetti devastanti: sono diventati uguali.
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Ho trovato anche la risposta di Schlein, così la opinione può essere completa
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Questi sono i leader che vorrebbero guidare il paese in questo preciso momento storico.
Nemmeno la responsabilità sui partecipanti si vogliono prendere, figurarsi sul resto ..
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“io sono al servizio di un progetto progressista”
Ecco, mi definisca che cos’è un progetto progressista…..
https://youtu.be/n22WGwraYGA
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Conte, ancora con la storia delle primarie. È diventata una questione stucchevole non se ne può più. Si lamenta perché le chiedono sempre di Renzi, per forza su questo aspetto lei non ha mai dato una risposta chiara ha sempre tergiversato, io non l’ho mai sentita dire: SE RENZI ENTRA NELLA COALIZIONE NOI NE USCIAMO. Mai.
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Giornalista: “Renzi nel campo largo, sì o no?”.
Conte: “NO!”.
Non mi pare difficile, invece Conte non riesce a dire un NO come Fonzie non riusciva a dire: “Ho sbagliato”.
E questo significa solo una cosa: la risposta è SI. Renzi nel campo largo ci sarà; devono trovare il modo, e dare il tempo, agli elettori di ingoiare il rospone.
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La risposta che vuoi tu non te la può dare perchè sarebbe la certezza matematica che la Meloni governerà per altri 5 anni, a meno di non vivere nel mondo dei cartoni animati dove il PD , primo partito della coalizione, obbedirà a Conte. Manco alla Schlein obbediscono, ma se vuoi fare qualcosa di concreto e non solo chiacchiere hai bisogno del PD.
L’unica cosa che può fare è chiedere garanzie che il tizio abbia in un eventuale governo il peso proporzionale ai suoi consensi, ovvero assolutamente non in grado di innescare una crisi. E credo che lo abbia già fatto e forse ottenuto. E se ho ragione, di certo non andrà in tv a dire “Renzi ti abbiamo fregato!”.
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La notizia che non leggeremo mai!?
Il Movimento 5 Stelle consulta la base sulla figura di Renzi.
Il quesito.
«Sei favorevole alla partecipazione del Movimento 5 Stelle alla coalizione del “campo largo”, nel caso in cui ne faccia parte anche Matteo Renzi (Italia Viva)?»
Risposte: SÌ / NO
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