Party per il 4 luglio, la premier tentata dal blitz manda i vice e La Russa. Mezzo governo sarà presente al ricevimento Usa a Villa Taverna. Assenti Conte e Schlein ci saranno Renzi e Guerini

(di Francesco Bei – repubblica.it) – Il chi-c’è-chi-non-c’è è sempre stato uno dei giochi di società preferiti della Roma politica quando si parla del 4 luglio. In anni passati era una notizia l’arrivo nei giardini di Villa Taverna di esponenti provenienti dalla vecchia famiglia comunista, come Massimo D’Alema (senza contare le visite segrete di Sergio Segre e Gian Carlo Pajetta ai tempi del Pci). Oppure l’aggirarsi nei saloni del vecchio seminario dei Gesuiti dei “barbari” di Bossi, poi dei “grillini” antisistema. Insomma, la cartolina di invito firmata dall’ambasciatore a stelle a strisce è sempre stata un metro per giudicare non solo le relazioni tra i due Paesi, ma anche la politica italiana. Per capire chi fosse arrivato in area di governo, chi ambisse a entrarci, dato che il viatico Usa è stato indispensabile, ben oltre gli anni della Guerra Fredda, per entrare a palazzo Chigi.
Ma ora? Senza contare Carlo Calenda che, non invitato, definisce l’appuntamento solo «una gran rottura di scatole» e anche una cosa «che sa un po’ di vassallaggio», non c’è dubbio che il ciclone Donald Trump abbia cambiato tutto nei rapporti Italia-Usa, compreso quel rito un po’ kitsch della festa dell’Indipendenza Usa, con le nuvole di fumo degli hamburger cotti sui barbecue, le tinozze piene di budweiser, l’orchestrina dell’esercito, i fuochi d’artificio.
Stavolta rispondere sì all’invito dell’ambasciatore Tilman Fertitta è diventato impegnativo, per la prima volta la corsa è stata a disertare più che a farsi vedere, con l’intero governo italiano – offeso per l’intervento a gamba tesa di Trump contro Meloni – arrivato a un passo da un clamoroso incidente diplomatico. Alla fine è stata Meloni a imporre una linea più conciliante e in Consiglio dei ministri ha invitato i presenti a esserci per abbassare la tensione con la Casa Bianca. Dunque saranno presenti i due vice premier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il sottosegretario Alfredo Mantovano, ma anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa (che prenderà la parola dal palco) e la responsabile della segreteria di Fratelli d’Italia e sorella della premier, Arianna Meloni. Il ministro degli Esteri sembrava Galeazzo Ciano dopo la sentenza del tribunale di Verona più che un invitato a una festa: «Andremo a Villa Taverna a testa alta e a schiena dritta», ma comunque andrà. Mistero sulla premier. Dopo la smentita a Dagospia circa una visita di Meloni a Fertitta sul mega-yacht del miliardario texano, in teoria la presidente del Consiglio non dovrebbe andare. Va bene dare il via libera ai suoi ministri, ma esserci forse sarebbe troppo. Però chissà? L’agenda in teoria lo consentirebbe. In ogni caso a mangiare gli hot dog di Fertitta «sempre buonissimi», ci sarà Guido Crosetto, con mezzo governo, da Giorgetti a Lollobrigida, da Nordio a Valditara.
E l’opposizione? Di Calenda s’è detto, Bonelli&Fratoianni nemmeno a parlarne, Riccardo Magi niet, Benedetto Della Vedova invece sì. Matteo Renzi ci sarà e non mancherà Maria Elena Boschi, che a Villa Taverna, nel 2017, incontrò a quattr’occhi Ivanka, la figlia di Trump. Il Pd è stato a lungo combattuto. Nel momento più basso delle relazioni Italia-Usa, che fare? Essere più realisti del re e presentarsi in massa? Giammai. Tenere il punto e disertare tutti? Troppa grazia. Così la linea è andare, ma senza dare enfasi al gesto. «Non è quel ricevimento – argomenta il responsabile esteri Peppe Provenzano – il luogo dove esprimere una posizione politica». Lui comunque ha già fatto sapere di avere un impegno personale, così come Pier Ferdinando Casini, che si è scusato personalmente con una lettera all’ambasciatore. Elly Schlein non andrà, ma non c’era nemmeno lo scorso anno (a differenza di Meloni). Il Pd manderà in rappresentanza il capogruppo al Senato Francesco Boccia, Lorenzo Guerini ci andrà come presidente del Copasir. E i Cinque stelle? Nell’intervista a Repubblica, Giuseppe Conte aveva lasciato intendere che sarebbe andato. Invece no, sarà a Napoli a presentare il suo libro. A differenza dello scorso anno, quando arrivò alla festa insieme a Rocco Casalino e Roberto Fico. Ma erano altri tempi, prima di Gaza Riviera, dell’Iran…
Conte….NO…..👏👏👏👏👏👏👏👏👏!!!! belin…non posso crederci….ma Benedetto ci sara’…..immagino la gioia di Fertitta…
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da: una Fertitta aperta
a: gira la Fertitta
A Gotham City viene convocata una riunione, “the Reunion”. Battrump lancia il segnale, un dito medio si illumina nel cielo.
Tra giornale, autore, contenuto, dove si vomita qui??!
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Quando se gozzoviglia aggratiss ce vanno in massa pure l’ americani sanno che i politici italioti so’ gargarozzoni e non mi stupirei di notare la presenza di giggino amante di tartine e prosecchini🤔
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PERCHÉ NON RICORDARE ANCHE LA VISITA SEGRETA DI GRILLO ALL’AMBASCIATORE USA?
Nel 2009 il Grillo -su mandato di Casaleggio sr- annunciava a tutti i media che aveva chiesto la tessera del PD…
ma nel 2008 si era già recato segretamente all’ambasciata USA per annunciare la fondazione dei M5S.
Incontro svelato 5 anni dopo, grazie al “Freedom of Information Act” (IL FQ 12 Febbraio 2013)
https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/12/fascino-dellambasciatore-usa-per-grillo-interlocutore-affidabile/496368/
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04 luglio 2014 A Villa Taverna è Grillo-show. Invitato per i festeggiamenti del 4 luglio dall’ambasciatore americano nella sua residenza romana, il leader del Movimento 5 Stelle ha prima improvvisato un mini comizio nei giardini della villa e, all’uscita, si è a lungo intrattenuto con i cronisti per parlare di Europa e riforme, crisi e crescita, libertà d’informazione e pensionati.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/02/grillo-e-casaleggio-a-milano-a-festa-per-il-4-luglio-riforme-il-dialogo-dipende-da-renzi/1047807/
02 Luglio 2019 alle 21:23. Salvini fa “l’americano” e mangia hamburger a Villa Tavernadi Gabriella Cerami. Il leader leghista e Di Maio con le fidanzate alla festa dell’indipendenza degli Stati Uniti, dove tiene banco il tema della nomine UE.
01/07/2022. Tra hamburger e jazz session, la maretta del governo Draghi non entra al ricevimento per il 4 luglio a Villa Taverna. In fila per una foto con Nancy Pelosi, i leader italiani si mostrano schivi, chi più chi meno, evitano assembramenti. E i salviniani si difendono: “Crisi? Chiedete ai grillini…” Madame Speaker ha visto i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico ed Elisabetta Casellati, al Quirinale Sergio Mattarella. Dunque il ricevimento in ambasciata, dove attende con pazienza uno ad uno gli ospiti per una stretta di mano, una battuta. Una foto per i più stretti, come Pier Ferdinando Casini. La manca di un attimo Matteo Salvini, in fila con qualche minuto di anticipo, stretto a Francesca Verdini… Chi invece si gode il palcoscenico. È il caso di Luigi Di Maio: la cera distesa del ministro degli Esteri, fresco di una “scissione atlantista” con gli ex compagni di partito, tradisce una lieta baldanza. Pelosi casca perfino in un lapsus, “Di Maio è un grande americ…volevo dire, un grande amico dell’America”. Dopotutto il ministro gioca in casa, e infatti è l’unico a salire sul palco a ripassare i fondamentali. “Non possono esserci dubbi da che parte stare della storia”, spiega sulla guerra russa in Ucraina, l’Italia “sta saldamente nella Nato”.
27 giugno 2024. Tajani e Salvini a Villa Taverna per la festa del 4 luglio. Alla residenza romana dell’ambasciatore degli Stati Uniti, Jack Markell, si celebra in anticipo la festa dell’indipendenza.
AGI – A Villa Taverna, residenza romana dell’ambasciatore degli Stati Uniti, Jack Markell, si celebra, con alcuni giorni di anticipo sul 4 luglio, la Festa dell’Indipendenza. Folta la rappresentanza del governo. Presenti i vice presidenti del Consiglio Antonio Tajani, ministro degli Esteri, e Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, i ministri Giancarlo Giorgetti, Orazio Schillaci, Francesco Lollobrigida e Gennaro Sangiuiliano.
4 Luglio 2025. Conte, su Schlein :La sua assenza alla festa Usa? Se vuoi governare devi andare”. Gli Stati Uniti- ha detto Conte in persona spiegando la decisione di partecipare al ricevimento dell’ambasciatore americano disertato invece dalla Schlein- sono i nostri tradizionali alleati. Il che vale a prescindere da chi di volta in voltar risiede alla Casa Bianca. Io non ho mai messo in discussione questa alleanza. Un errore discutere l’alleanza con gli Usa”Il leader del M5s rivendica la sua presenza all’ambasciata americana: “Gli Stati Uniti sono i nostri tradizionali alleati. Il che vale a prescindere da chi di volta in volta risiede alla Casa Bianca”Ginevra Leganza
03 Luglio 2026 alle 01:00. Imbarazzi e sorrisi tirati, party del 4 luglio tra parenti serpenti: “Si stava meglio a Capri”di Francesco BeiImbarazzi e sorrisi tirati, party del 4 luglio tra parenti serpenti: “Si stava meglio a Capri”. E così, un po’ mogi, con i sorrisi tirati e le camicie sudate, si ritrovano Ignazio La Russa, Matteo Salvini, Guido Crosetto, Antonio Tajani e Carlo Nordio, appartati in un salone con l’aria condizionata insieme all’ambasciatore Tilman J. Fertitta
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Quello che dici riflette un fatto storico realmente accaduto e documentato. Le informazioni trovano riscontro nei documenti diplomatici ufficiali:
L’incontro del 2008: Beppe Grillo ha effettivamente avuto un colloquio riservato con l’allora ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Ronald Spogli, il 4 aprile 2008. L’incontro è avvenuto durante un pranzo privato prima della nascita ufficiale del Movimento 5 Stelle.
I contenuti del cablo: L’ambasciatore americano Spogli, inviò un telegramma di cinque pagine a Washington descrivendo Grillo come un “interlocutore credibile”. Nel rapporto si evidenziava la sua lotta alla corruzione e la capacità di canalizzare il dissenso dell’opinione pubblica italiana. I diplomatici americani individuarono in quell’incontro il “germe di un nuovo partito” basato sulle liste civiche che Grillo stava promuovendo sul blog.
Questo incontro è rimasto riservato fino al 2013, quando i media italiani ne hanno dato notizia dopo aver ottenuto il telegramma tramite il Freedom of Information Act (FOIA) americano. Quindi c’era questo canale diplomatico riservato con gli Stati Uniti agli albori del movimento politico.
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Visto che siamo ‘in vena di rievocazioni’ storiche, perché non ricordare anche che:
–L’AMBASCIATORE USA NEL 2013, A DUE MESI DALLE COMUNALI, INVITAVA GLI STUDENTI ITALIANI A VOTARE PER IL… M5S:
“Ambasciatore Usa a giovani: “Agite per riforme come M5S”. David Thorne, parlando a Roma agli studenti del Liceo Visconti, li invita a contribuire al cambiamento come fa il Movimento 5 Stelle”.
Chiaramente dopo le proteste degli altri partiti per l’ingerenza l’ambasciata Usa dichiarava che “non sosteniamo nessun soggetto politico”.
Da IL FQ del 13 marzo 2013
https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/13/ambasciatore-usa-a-giovani-agite-per-cambiamento-come-m5s/528692/
–DOPO LE ELEZIONI DEL 2013 -DURANTE LE CONSULTAZIONI PER LA FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNO- GLI APPENA ELETTI I CAPIGRUPPO DEL M5S, CRIMI E LOMBARDI, ANNUNCIANO UNA VISITA ALL’AMBASCIATORE USA THORNE.
Rinviata poi di una settimana per le polemiche
https://www.publicpolicy.net/m5s-lombardi-oggi-incontriamo-lambasciatore-usa-9498.html
–NEL 2013 ERANO NOTE LE FREQUENTAZIONI DI CASALEGGIO SR&GRILLO CON COLOMBAN -fondatore, con Artom, di Confapri, associazione imprenditoriale ultraliberista e filoleghista del nord est;
l’imprenditore Colomban era noto per essere filoNato tanto da essere ‘comandante onorario della base militare (atomica) USA di Aviano (Pordenone)’;
tanto che che DETTO ULTRALIBERISTA E FILOLEGHISTA FU NOMINATO COME ASSESSORE AL COMUNE DI ROMA (GIUNTA RAGGI).
https://www.qdpnews.it/commissione-scientifica-2/massimo-colomban-2/
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Ma non ho capito… Conte c’era o non c’era? Perché tanti hanno scommesso che ci andava…
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