La favorita per me è la Spagna di Yamal, seguita dalla Francia di Mbappé e dall’Inghilterra di Kane. Ma il cuore mi dice Germania. Poi la Svizzera, se non avesse quel centravanti

(estr. di Massimo Fini – ilfattoquotidiano.it) – […] Ho visto l’altra sera Svizzera-Bosnia finita 4 a 1 per gli elvetici. Avevo puntato la Svizzera che era data a una quota incredibilmente appetitosa, 1,45, cioè se vinci ti danno, oltre alla tua puntata, 45 euro, un furto come si dice in gergo ippico, quando un cavallo, dato appunto a una quota appetitosa, vince a redini basse. “Furto! Furto!” si sente gridare dalle tribune quando il cavallo in questione taglia vincente il traguardo. Vuol dire che i bookmaker che non sono infallibili, sono giocatori anche loro, hanno sbagliato la quota.
[…] Un furto perché la Svizzera ha una squadra molto forte, anche se con dei limiti in attacco di cui parleremo più avanti. Il portiere, Kobel, è uno che permette all’allenatore, Yakin, su cui pure ho dei dubbi ma anche di questo parleremo poi, di lasciare in panchina Sommer, il bravissimo portierino dell’Inter. Il terzino destro, Widmer, non è granché, fa onestamente il suo, anche perché di terzini destri non ce ne sono molti in Europa, il Barcellona ci ha messo una vita per sostituire Sergi Roberto che peraltro segnò il gol decisivo nella famosa Remuntada contro il Paris Saint-Germain. Il centrale è Akanji, stopper del Manchester City, quando il City dominava in Europa, l’altro centrale è Nico Elvedi che è quasi alla sua altezza, ma la vera forza della Svizzera sta in mezzo, con Xhaka che è uno dei migliori centrocampisti del mondo, capace di fare dei passaggi dritto per dritto alla De Bruyne, Freuler che è quasi alla sua altezza (Akanji gioca oggi nell’Inter, Freuler nel Bologna). I problemi vengono all’attacco con Embolo, un nero camerunense che è tecnicamente e tatticamente sprovveduto e non è in grado di capire le giocate di Xhaka e degli altri centrocampisti. È forte fisicamente, ma quando riceve un passaggio la palla gli rimbalza addosso come se fosse un muro e si fa trovare spesso in fuorigioco. È dai tempi di Chapuisat, cioè una ventina d’anni fa, che la Svizzera non ha un centravanti, per questo fa un gran bel gioco ma fatica a segnare. Ne aveva trovato uno bravo tecnicamente, ma che non centrava mai la porta, cosa grave per tutti in particolare per un centrattacco. In quanto alla Bosnia punta tutto su Dzeko, che ha ormai 40 anni, e l’altra sera è stato nullo.
[…] Particolarmente irritanti erano i commentatori, sia quelli sul campo sia quelli in studio, a esclusione di Marco Tardelli che da grande centrocampista qual è stato può capire Xhaka e gli altri. I commentatori facevano un tifo spudorato per la Bosnia, perché se la Bosnia avesse battuto la Svizzera voleva dire che non eravamo stati battuti da una squadra scarsa. L’altra debolezza della Svizzera è l’allenatore, Yakin. L’altra sera, è vero, ha azzeccato tutti i cambi, ma in una partita dei precedenti Mondiali, dove la Svizzera con la coppia di centrali Akanji-Elvedi si era portata bene, volendo un centrale più propositivo sostituì Elvedi, lasciando solo Akanji a difendere (contro la Bosnia Nico Elvedi c’era e si è vista la differenza) e fu 6 a 1 per la gioia di Cristiano Ronaldo che era il Ronaldo vero, non quello privo di energie di adesso, che insiste nel “doppio passo” alla Di Stefano e nel dribbling che non è più in grado di fare. Non c’è solo il problema che Ronaldo ha 41 anni, come Modric, ex grande pallone d’oro, schierato dalla Croazia nella partita contro l’Inghilterra e a sua volta nullo, anzi deleterio, ma conta il fatto che Ronaldo gioca in una squadra saudita, cioè fuori dai Campionati europei o sudamericani dove il gioco, se parliamo di squadre, non di singoli, è molto più lento.
Facendosi uccellare dalla vittoria dell’Inghilterra contro l’inesistente Croazia, i bookmaker danno i leoni inglesi come terzi favoriti per il titolo. È vero che l’Inghilterra ha inventato il calcio moderno, ma è anche vero che non vince un Campionato del mondo dal 1966, quando lo ospitava e furtò un gol perché l’arbitro sovietico giudicò che il pallone aveva superato la linea di porta mentre così non era stato (“Il gol fantasma di Wembley”). La prima favorita è la Spagna e questo mi sta bene perché la Spagna, e soprattutto il Barcellona, dove giocano alcuni giovanissimi geni come Yamal, diciotto anni, e Cubarsì, lo stopper, che ne ha diciannove mi è particolarmente simpatica, non solo nel calcio ma per il temperamento del popolo spagnolo e per la politica del governo socialista di Pedro Sánchez e prima di Zapatero, finiti naturalmente sotto accusa (‘la manina’ Usa di cui abbiamo già parlato). L’Inghilterra è la terza favorita anche perché il centravanti è Harry Kane. Ma Kane è fortissimo quando gioca nel Bayern Monaco. A fare un gol da centrattacco nel Bayern sono capace anche io e infatti l’altra sera contro la Croazia è riuscito quasi a fallire un rigore, è stato salvato dall’arbitro che ha sostenuto che il portiere della Croazia non aveva tenuto correttamente i piedi sulla linea di porta. Il Bayern è oggi forse la squadra più forte del mondo, insieme al Barcellona e al Paris Saint-Germain allenato da quel genio di Luis Enrique che ha rinunciato alle ‘figurine’, tipo Mbappé e Neymar, per dare un vero gioco alla squadra e un ruolo decisivo al ‘dribblomane’ Dembelé e poi, come ho già scritto, vi giocano Marquinhos, centrale di difesa capace però anche di aprire il gioco e Vitinha che è completo in tutto, ha tecnica, senso tattico e, cosa che non guasta mai, un gran tiro. Ma la Francia, data come seconda favorita, la detesto per quel suo senso di grandeur che trasmette anche ai suoi giocatori (“Il calcio è lo specchio della società civile”, Storia reazionaria del calcio, insieme a Giancarlo Padovan, 2019). […]
Come campione del mondo io tifo per la Germania, che è data come settima favorita, ed è già troppo visto la deludente partita contro la Costa d’Avorio. È andata subito sotto e ha fatto fatica a rimontare, finché Nagelsmann, l’allenatore, il più giovane in questi Campionati, non ha inserito come centravanti Undav che è uno di quegli strani giocatori che se lo schieri dall’inizio non combinano un cazzo, ma da ‘subentrati’ diventano decisivi. In passato era possibile puntare le prime quattro semifinaliste e la Germania non mi ha mai deluso. Ma adesso, mi ha informato mio figlio, questo tipo di giocata non è più permessa.
[…] Ma, come scommettitore, non vado preso sul serio, perché gioco per sentimento. Per questo mio figlio vince sempre: punta il contrario di quello che ho puntato io. Ma chissenefrega, Deutschland über alles. Non solo nel calcio.
Non sottovaluterei l’Argentina
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