
“La maggioranza pubblicamente dice che vuole un confronto ma non è realmente così: io sono in commissione e vi posso dire che il dibattito è limitato a soli tre minuti, abbiamo chiesto più tempo perché ci sono molte cose da discutere ma loro non vogliono arrivare al voto sulle preferenze. Vorremmo un confronto franco sulle preferenze che la maggioranza non vuole”. Così Carmela Auriemma, vicepresidente del gruppo M5s alla Camera e componente della commissione Affari Costituzionali al termine della riunione della conferenza dei capigruppo di Montecitorio sulla legge elettorale.
Ufficio stampa
On. Carmela Auriemma
Vicepresidente Vicaria del Gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati
Coordinatrice M5S Provincia di Napoli
Grande è la confusione sotto il cielo (anche italiano). La situazione non è eccellente. ( nota parafrasi distorta da Mao Tse-tun ).
Confusione sembra anche dentro i 5stelle.
Ci sono vari argomenti a favore delle preferenze, perloppiù debolucci o inesistenti. Ad esempio con le preferenze si sceglie dentro un piccolo gruppo di candidati presentati in quel collegio dal partito ( come è ovvio che sia ) e non certo fra i membri dell’universo mondo, invece che nell’ordine messi dal partito ( come è ovvio che sia ) che indica con i capilista i propri principali rappresentanti ( come è ovvio che sia ) . Ci sono ovviamente rare eccezioni che lasciano perplessi, ma qui non è questo il tema.
Ci sono vari argomenti a favore delle liste dette bloccate. Perchè indicano proprio agli elettori quali sono i più validi rappresentanti in quel collegio del programma che il partito propone al paese ( come è ovvio che sia).
La questione preferenze,del tutto marginale, è usata come diversivo. Ad esempio oggi si vorrebbe sviare l’attenzione degli allocchi (a dx e a sx ) sul fatto che a dx e a sx non si propone altro che due leggi schifose, il melonellum e il rosatellum che in forme diverse distorcono la rappresentanza proporzionale degli elettori. In altre parole cancellano il voto di alcuni milioni di elettori ( perloppiù inconsapevoli ) girandoli a favore di alcune liste egemoni che quei milioni di elettori non hanno nessuna intenzione di votare. Se si volesse impedire la frammentazione basterebbe il quorum al 5% ma si finge a dx e a sx di non saperlo. Lo chiamano bipolarismo per la stabilità e se non vi piace potete anche stare a casa che loro sono contenti. Infatti si guardano bene da proporre il vero election day: si vota sempre solo una volta all’anno nella stessa data. Meglio se 25 su 50 milioni di elettori non votano.
Come è ovvio che sia, la marginale questione delle preferenze si potrebbe risolvere facilmente con un compromesso: Un uomo e una donna bloccati come capilista e due preferenze se si vuole sul resto della lista.
Ma c’è un problema: le preferenze piacciono un casino a tutte le cosche mafiose, a tutti i comitati di affari, a tutti i gruppi clientelari nazionali e locali che hanno bisogno di loro rappresentanti nelle istituzioni. Magari inventando ad hoc anche liste o listarelle nelle coalizioni che i nostri sistemi elettorali farlocchi ci impongono prima del voto.
Ma di questo l’onorevole Auriemma e i suoi colleghi saranno di certo consapevoli..
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