Secondo un’analisi interna dei 107 report elaborati in tutta Italia, la tassazione dei grandi patrimoni compare in 61 report, cioè il 57 per cento del totale, risultando la proposta concreta più citata in assoluto. Appendino d’accordo, Patuanelli no

(di Matteo Pucciarelli – repubblica.it) – Uno spettro si aggira nel M5S, non è il comunismo ma la patrimoniale. Stavolta non per iniziativa di qualche esponente della “sinistra” interna o per una polemica con il centrodestra, ma perché a chiederla è la stessa base del Movimento coinvolta nella costruzione del programma.
I numeri che finora emergono dai tavoli territoriali di Nova, il percorso partecipativo promosso dai 5 Stelle per raccogliere idee e proposte per la coalizione e i cui report sono disponibili online, raccontano infatti una visione piuttosto diversa da quella di Giuseppe Conte, molto freddo rispetto a una misura che faccia pagare più tasse ai super ricchi. Secondo un’analisi interna dei 107 report elaborati in tutta Italia, la tassazione dei grandi patrimoni compare in 61 report, cioè il 57 per cento del totale, risultando la proposta concreta più citata in assoluto e presente in 19 aree geografiche su 20. I primi due temi infatti sono dichiarazioni di principio: fisco progressivo e contrasto all’evasione.
Il risultato colpisce soprattutto perché la patrimoniale supera temi che tradizionalmente caratterizzano l’identità del M5S, come il no al riarmo e la pace, le politiche per la transizione energetica con le energie rinnovabili, la digitalizzazione e lo stop ai condoni.
Per Conte il tema è delicato perché, forse per la prima volta da quando è alla guida del Movimento, sembra esserci una divergenza “valoriale” con gli iscritti. Negli ultimi mesi il presidente del Movimento ha accuratamente evitato di intestarsi la battaglia per una tassa sui grandi patrimoni, richiesta a gran voce da Avs (e con anche il Pd spaccato). La strategia politica dell’ex premier è ampia: accreditarsi come leader di governo e parlare anche a quell’elettorato moderato che guarderebbe con interesse al M5S ma che resta diffidente verso misure considerate troppo radicali.
Sulla questione la voce più netta, e finora solitaria, è quella di Chiara Appendino. L’ex sindaca di Torino continua a sostenere che una “millionaire tax” debba entrare nel programma della futura coalizione progressista: «Faccio fatica a capire perché dovrebbe essere un errore perfino discutere di un contributo chiesto a una ristrettissima élite di super Paperoni. Se il problema è che la ricchezza si concentra sempre di più nelle mani di pochi, il dibattito non va chiuso», aveva risposto lei domenica scorsa a Stefano Patuanelli, ex ministro allo Sviluppo economico, convinto della non realizzabilità di un provvedimento del genere. La posizione di Appendino fa il paio con le sue resistenze verso il coinvolgimento di Matteo Renzi nel “campo largo”, altro argomento sul quale gli attivisti rumoreggiano.
Ora però il dibattito rischia di uscire dai confini della dialettica interna tra dirigenti. Perché se Nova deve davvero rappresentare uno strumento di partecipazione e costruzione dal basso del programma, ignorare la proposta più sostenuta dagli iscritti e dagli attivisti diventa complicato. Tanto più che il dato finora non arriva da una singola area o da una corrente organizzata, ma appare distribuito in modo omogeneo sul territorio nazionale: da Piacenza a Catanzaro, da Fermo a Sassari.Resta comunque difficile immaginare che Conte decida di trasformare la patrimoniale nella bandiera del Movimento; partito che, va ricordato, in Europa si è accasato nel gruppo di The Left, la sinistra radicale rossoverde, quindi per sua natura schieratissimo a favore di politiche di redistribuzione di questo genere. Più probabile che il leader tenti una mediazione, valorizzando il principio della progressività fiscale e della redistribuzione.
Solo che il messaggio che arriva dai tavoli di Nova pone una domanda politica destinata ad accompagnare i prossimi mesi: fino a che punto il Movimento è disposto a seguire le indicazioni della sua base quando queste non coincidono con la strategia del presidente?
Non mi stupisce. La Patrimoniale è ‘ovviamente’ una proposta da Movimento 5 Stelle. Nel senso che mi pare una cosa ovvia. Non è probabilmente una proposta da Democrazia Cristiana o da parte moderata del Pd, ossia la naturale appartenenza di Conte e di Patuanelli
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Forse sbagli con la ” tassazione o contributo Sociale”…un pò come un Bonus una tantum” hahahha…
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Più probabile che il leader tenti una mediazione, valorizzando il principio della progressività fiscale e della redistribuzione.
Ma si, tanto basta dire che si aumenta la progressività fiscale e la redistribuzione ed i fessi sono serviti; non serve fare molto altro.
COME si realizza la progressività fiscale è un dettaglio da dare in pasto agli azzeccagarbugli di complemento.
Nell’intervista fatta a quel tributarista a cozze e ceci di Patuanelli citava attraverso la modulazione delle detrazioni e delle deduzioni.
Ma le detrazioni e/o le deduzioni presuppongono una spesa preventiva.
Io vado dal dentista, spendo 1000 e detraggo 200; magari con Patuanelli; Conte e tutto il caravanserraglio di venditori di bufale portano a 300 le deduzioni/detrazioni ed il gioco è fatto.
Applausi a scena aperta; meraviglia delle meraviglie.
Poi arriva l’azzeccagarbugli che si chiede: scusa ma il povero in canna che non può permettersi di sostenere le spese del dentista, che minkia detrae o deduce?
Fascista, destronzo….. che kazzo gli rispondi a gente così? faglielo prendere nel kulo, prima o poi arriverà a fargli male; si vede che hanno, in modo selettivo, una soglia del dolore molto alta.
Poi ci sarebbe da aggiungere: le detrazioni e le deduzioni vanno a ridurre le entrate fiscali; siete sicuri che Bruxelles, dopo averle sommate allo sfascio del SB, al rimborso delle rate del PNRR e agli altri capitoli di spesa ve le lasci fare?
E arriviamo alla domanda finale
fino a che punto il Movimento è disposto a seguire le indicazioni della sua base quando queste non coincidono con la strategia del presidente?
Fino a quando alla base non comincerà a fargli male sul serio e non lo vota più; semplice.
Già, stando all’articolo, ci sono le lamentele, quando si sentiranno le urla finirà la festa.
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Speriamo che Patuanelli ingegnere non sia come il Patuanelli di certe idee
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e sii.. i 5 stelle sono divisi…… urca solo sulla patrimoniale!
Un programma ancora da valutare dei 100 tavoli …e viene fuori la Patrimoniale… ma andate a aare!
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Bravissimo net!! Secondo me comunque ha più ragione Conte.. Parlare di patrimoniale è propaganda.. Studiare un progetto di defiscalizzazione e agevolazioni a chi ha sempre pagato le tasse tutte e poi studi incrociati per scovare evasori ed elusori! Bisogna metterci un pò di soldi ovviamente per incrementare le forze dell’ordine preposte allo stanamento dei farabutti truffatori.. Abbraccio 💝
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È una mia posizione personale, ma non ho mai condiviso il ragionamento:”lo voto perché è uno come noi”, preferisco votare uno che è meglio di noi.
Nel senso che ha la capacità di scegliere gli strumenti giusti per ottenere i risultati che la base ha individuato. Quindi: io ti dico cosa vorrei e tu mi spieghi se si può fare e come intendi farlo.
È evidente che, soprattutto in materia fiscale, a ridosso delle elezioni, in un sistema elettorale che premia le coalizioni, i partiti si limitino a dare indicazioni di principio e non entrino nei dettagli.
Questo sia per motivi elettorali (voti che prendi e voti che perdi su certi temi) che per motivi pratici: dipenderà dal peso dei singoli soggetti politici in coalizione il punto di equilibrio tra scelte radicali e scelte moderate, ma per questo bisognerà aspettare i risultati delle elezioni.
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Se poi la si dimostra la loro incapacità di gestire l’economia(siamo gli ultimi in UR) bene venga però un programma di ridistribuzione della RICCHEZZA!
In questo caso i 5s non prenderebbero mai e mai hanno preso i voti dei benestanti!
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Net benestanti o ladri!?! Questo è l’arcano! I benestanti possono votare Conte perché non è detto siano evasori o truffatori, questi sì non lo voterebbero..
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La patrimoniale non è mai stata parte del.programma 5s, quello serio vero rivoluzionario, per veri rivoluzionari seri, che oggi la considerano fondamentale. Meglio tardi che mai, anche valorialmente.
Difficile essere contrari, in linea di principio. Consenso facile, da opposizione seria e valoriale. Ok. Qual è la proposta, in modo che la si possa valutare?
Come è composto il patrimonio da tassare? Quali sono i criteri che sottendono la definizione della base imponibile?
Riguarda solo persone fisiche o anche i patrimoni di aziende ed Enti?
Se giochi per stare alla opposizione non è un problema non dirlo, anzi è sostegno farlocco, perché tanto non concorrerai mai a nessuna revisione del sistema fiscale, e il mistero finirà nel dimenticatoio. Se ti proponi di introdurla davvero, devi giocare per governare, se sei un tavolo serio. A chi la propone il dovere della chiarezza.
io credo che chi guadagna 60.000 euro e chi guadagna 1 mio euro non possano avere la stessa aliquota marginale Irpef. Progressività da boomer, me ne rendo conto, ma progressività. Rimodulare è complicato, ma servono risorse. Non una tantum
Sulla rimodulazione dell IVa si può fare molto. Più strumenti in campo, extraprofitti da tassare assolutamente, nessuna magia.
se Appendino vuole scalare il m5s dopo la sconfitta elettorale, cui vuole contribuire, è nel suo diritto, ma lo farei dopo, non durante. Anche per non sembrare la Picierno a 5s.
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“..ma lo farei dopo, non durante. “
@brambillaottavio anche lei offre spunti che non capisco.
Ed è in buona compagnia. Esiste una sola domanda valida e va fatta PRIMA: si o no alla patrimoniale?
Tutte le domande che pone lei sulla natura del provvedimento sono assolutamente sensate e legittime, ma vanno poste DOPO, in fase di discussione per individuare come modularla. Decidere se sì o no è solo una questione POLITICA, non di metodo.
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