Incontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump a margine del G7: la presidente del Consiglio prova a chiarire gli screzi degli scorsi mesi.

(di Stefano Rizzuti – lanotiziagiornale.it) – Si torna alla normalità. Con Giorgia Meloni che cerca a tutti i costi di compiacere Donald Trump e di rinsaldare un asse che sembrava ormai in crisi dopo lo scontro che ha seguito gli attacchi del presidente Usa a Papa Leone XIV. Prima l’ha fatto prendendo l’impegno di sminare lo Stretto di Hormuz, a spese dell’Italia, dopo i danni della guerra voluta proprio da Trump, insieme a Benjamin Netanyahu, in Iran.
E tra ieri e oggi l’ha fatto di nuovo in occasione del G7 di Evian-les-Bains, con un “incontro di chiarimento” tra Meloni e Trump, come fanno sapere fonti diplomatiche italiane. Un confronto senza “battute né scherzi”, sottolineano le stesse fonti. Il messaggio che si vuole far passare è che resta un po’ di freddezza, almeno così si vuole far credere. La certezza è che l’obiettivo di Meloni è quello di ricucire i rapporti con Trump, costi quel che costi.
Meloni cerca la pace con Trump: l’obiettivo è compiacere il presidente Usa dopo lo scontro sul Papa
Le tensioni tra i due leader si erano accese dopo le critiche di Trump al pontefice. Meloni, costretta a difendere il Papa, è stata poi attaccata dallo stesso Trump: “Pensavo avesse coraggio”, ha detto negli scorsi mesi riferendosi alla presidente del Consiglio. Ora Meloni cerca la via della pace, con un incontro che non ha avuto focus specifici. A fare da apripista il giorno prima era stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, volato negli Usa per incontrare il segretario alla Guerra, Pete Hegseth.
Tra Meloni e Trump c’è invece stato quello che viene definito un “utile scambio”, sulla base del “principio di unità dell’Occidente”, invocato da Meloni e ritenuto “assolutamente necessario in questo momento di grandi crisi internazionali”. Un principio, sottolineano le fonti, chiarito da “entrambe le parti”. Lo scambio è servito “a chiarirsi”, ma la presidente del Consiglio “non chiede segnali” dal punto di vista comunicativo a Trump. Ovvero, Meloni non pretende neanche che ci sia un segnale pubblico: basta e avanza la versione fatta filtrare da Palazzo Chigi, nella speranza che non la faccia apparire troppo appiattita sulle posizioni di Trump.
D’altronde, Meloni sa bene che una dichiarazione pubblica del presidente Usa, con la sua imprevedibilità, potrebbe essere più dannosa che altro. Da Trump ci si può aspettare di tutto, quindi meglio non far diventare pubblica la questione. Insomma, meglio far passare il messaggio che l’unica cosa che conta è l’unità dell’Occidente e non la retromarcia sulle dichiarazioni pubbliche che hanno indispettito Trump.