Sua nipote Mary ha parlato di “disturbi psichiatrici gravi e non diagnosticati” ma il problema è più profondo

(Alberto Iannuzzi, già presidente Corte di appello Potenza – ilfattoquotidiano.it) – Le ultime notizie sulla salute mentale di Donald Trump le apprendiamo dall’intervista resa al quotidiano La Stampa da Mary Trump, psicologa e nipote dell’uomo più potente del mondo. La stessa afferma senza mezzi termini: “Mio zio Donald soffre di disturbi psichiatrici gravi e non diagnosticati. È inadatto a ricoprire posizioni di potere. Oggi è anche peggiorato. Dimentica molto spesso ciò che sta dicendo, non controlla gli impulsi… La verità è che Donald è, in sostanza, un bambino terrorizzato, che non è mai stato amato”. Sarà pur vero quello che afferma la nipote del presidente degli Stati Uniti, ma l’America non sembra malata solo di Trump. Molti politici ed autorevoli commentatori liberal continuano a rimuovere i problemi di fondo, attribuendo lo sconvolgimento geopolitico che sta interessando diverse aree calde del pianeta alla instabilità psichica di Trump, per assolversi dal compito più difficile: comprendere la crisi profonda delle democrazie contemporanee.
Ma il punto decisivo non è stabilire se Trump soffra o meno di un disturbo cognitivo o caratteriale. Sarebbe persino rassicurante. Perché trasformare Trump in un caso clinico consente di evitare la domanda essenziale: come può un uomo con quelle caratteristiche ottenere il consenso di decine di milioni di cittadini in una delle più antiche democrazie costituzionali del mondo? La tentazione patologizzante serve ad eludere il problema politico. È il riflesso di un atteggiamento culturale che preferisce ridurre il conflitto storico a deviazione individuale: se il leader è “pazzo”, allora il sistema resta sano. Se il problema è la mente del capo, non occorre interrogarsi sulla società che lo produce. E invece Trump non è un incidente. È un prodotto.
Lo storico Luciano Canfora ripete da anni che la democrazia moderna porta in sé un’ambiguità originaria: l’identificazione della volontà popolare con la verità politica. Quando il consenso diventa l’unico criterio di legittimazione, la qualità della decisione pubblica passa in secondo piano. La democrazia può allora trasformarsi in plebiscito permanente, dominato da propaganda, emozione, semplificazione.
Trump incarna precisamente questa mutazione: non convince attraverso programmi coerenti, ma mediante un rapporto diretto e pulsionale con il pubblico. Non governa la complessità, ma la dissolve. Ogni problema viene tradotto nello slogan nemico/amico, fino a produrre una realtà semplificata, in cui il conflitto sociale o politico sparisce.
La forza di Trump non nasce malgrado le sue contraddizioni, ma grazie ad esse. La menzogna continua, il cambio improvviso di versione, persino la confusione comunicativa producono un effetto preciso: rendere impossibile qualsiasi verifica razionale stabile. Il discorso politico smette di essere confronto sui fatti e diventa adesione identitaria. In questo senso il trumpismo rappresenta la forma perfetta della politica nell’epoca dell’iperinformazione. Non convince perché dice il vero, ma perché occupa tutto lo spazio mentale disponibile. Ogni scandalo viene assorbito dal successivo.
Per questo motivo appare insufficiente la spiegazione economica, pur importante. Certo: contano i grandi interessi industriali, il peso delle lobby, il controllo oligarchico dei media digitali, la finanziarizzazione dell’economia americana. Ma ridurre tutto al capitale significherebbe ignorare la trasformazione culturale profonda dell’Occidente. Le società contemporanee sembrano aver perso familiarità con la complessità storica. La politica viene consumata come tifoseria, identificazione emotiva. Il leader non deve più dimostrare competenza, ma incarnare rabbia, risentimento, desiderio di rivalsa.
Trump riesce esattamente in questo: offrire una risposta rassicurante a milioni di cittadini che percepiscono declino sociale, precarietà materiale e perdita di status culturale. La sua aggressività verbale viene interpretata come autenticità. La brutalità come sincerità. L’ignoranza ostentata come prova di estraneità alle élite. All’interno di questo contesto la crisi americana diventa crisi universale delle democrazie liberali.
Per decenni l’Occidente ha raccontato se stesso come approdo definitivo della storia: mercato, consumi, diritti individuali, tecnocrazia. Ma mentre aumentavano ricchezza e innovazione, si disgregavano i legami collettivi, i partiti di massa, i sindacati, le culture politiche popolari. In assenza di appartenenze solide, la politica si riduce allora a spettacolo identitario. Vince chi occupa emotivamente lo spazio pubblico. Chi genera paura, rabbia, eccitazione permanente. Chi trasforma il conflitto democratico in guerra psicologica continua.
Trump è questo passaggio storico. Non una parentesi patologica, ma il sintomo più evidente di un mutamento più profondo. Perciò l’antitrumpismo morale rischia spesso di essere sterile, perché indignarsi non basta. Anzi, talvolta rafforza il meccanismo populista, confermando l’immagine di un’élite scandalizzata e impotente.
A questo punto la domanda è: quali strumenti possiedono oggi le democrazie per creare cittadini consapevoli invece di masse manipolabili? Quale spazio resta alla formazione culturale, alla mediazione politica, al pensiero critico, in un ecosistema dominato dagli algoritmi, dalla comunicazione istantanea e dalla polarizzazione permanente? Finché queste domande resteranno senza risposta, Trump continuerà ad essere interpretato come un’eccezione, ma il rischio è che possa trasformarsi sempre più in un modello da emulare, perlomeno fino a quando avrà successo.
Sono d’accordo con Canfora il che mi capita spesso nonostante ci divida una generazione. Tutto ci sembra risolto in termini liberali se diamo alla stampa ai media la libertà dovuta di scrivere e pubblicare quello che ritengono opportuno, ma di questo approfittano i prezzolati, gli editori straricchi ed interessati , le mezze calzette televisive per spargere menzogna propinata prepotentemente su una platea indifesa culturalmente e recipiente tutto li stoltume del mondo .
Come facciamo !?
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Gli strumenti antitrump le democrazie ce li avrebbero: il divieto di finanziamento dei partiti oltre una certa soglia, di concentrazione nei media e simili. Il problema è che il sistema americano ha generato degli imprenditori-mogul che sono in grado di influenzare l’elezione dei congressmen e la loro attività legislativa. Questo indubbiamente indebolisce e falsa la democrazia che, per essere rivitalizzata, avrebbe bisogno di un rafforzamento dei poteri antitrust (o anti oligarchie, parafrasando il recente libro di Bernie Sanders). Dobbiamo solo sperare che una prossima vittoria dei Democratici sia il preludio a scelte più radicali che, quanto meno, impediscano il cristallizzarsi delle elite.
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🔴 Trump sta di nuovo cercando di intimidire l’Iran sui social pubblicando immagini con la sua effigie e alludendo a un nuovo ciclo di escalation. “È stata la calma prima della tempesta”😏 MENTRE LUI GIOCA A STAR IDIOT WARS LA RUSSIA SI DIVERTE La petroliera handymax battente bandiera russa PEGASUS (9276028), sanzionata dagli Stati Uniti, continua a entrare e uscire dal perimetro del blocco statunitense, solo per sfidarli. Ci sono diverse immagini satellitari che confermano che questa non è una contraffazione AIS. TVWEB: http://www.quiradiolondra.tv
🔴 OPPOSITORI DI TRUMP PAGANO IL CONTO Bill Cassidy, senatore repubblicano della Louisiana e uno dei pochi membri del Partito Repubblicano che, dopo l’assalto del 6 gennaio al Campidoglio degli Stati Uniti, aveva votato per la condanna di Donald Trump nel secondo impeachment, è stato sconfitto nelle primarie del suo partito e non è nemmeno riuscito ad accedere al secondo turno.Trump è entrato direttamente nella competizione elettorale contro Cassidy e ha sostenuto il suo avversario. Gli osservatori politici considerano questa sconfitta, parte del processo di eliminazione e messa da parte dei repubblicani che negli ultimi anni si erano opposti a Trump.
L’eliminazione di Cassidy ha nuovamente dimostrato che l’opposizione a Trump all’interno del Partito Repubblicano può avere un costo politico molto alto e molte figure di questo partito sono costrette a seguire completamente Trump per mantenere la loro posizione. Questo avviene mentre i critici di Trump ritengono che l’ambiente interno del Partito Repubblicano sia più che mai sotto l’influenza personale di Trump e che l’indipendenza politica dei membri di questo partito sia fortemente limitata.TVWEB: http://www.quiradiolondra.tv
🔴 Donald Trump, potrebbe decidere di riavviare la campagna di bombardamenti aerei contro l’Iran a seguito del fallimento nel convincere la Cina a fare pressione sull’Iran perché si arrendesse — Al Jazeera. Mohamad Elmasry, professore di studi dei media presso il Doha Institute of Graduate Studies, ritiene che i bombardamenti sull’Iran potrebbero riprendere già mercoledì perché “Trump ha molte persone diverse che gli danno consigli”, incluso Netanyahu e “persone molto aggressive” all’interno della sua stessa amministrazione.”Non ha ottenuto il tipo di resa che voleva dagli iraniani, e che si aspettava dagli iraniani”, ha detto Elmasry, aggiungendo che Trump si aspettava anche che i negoziati si svolgessero in modo diverso e aveva grandi aspettative durante il suo recente vertice in Cina con il presidente Xi Jinping. Elmasry ha detto che sarebbe saggio per Trump porre fine alla guerra a questo punto, dato che è stata “un vero disastro per lui” e per gli Stati Uniti dal punto di vista politico ed economico.Tuttavia, è improbabile che lo faccia “perché Trump non può tornare a questo punto al popolo americano con una dichiarazione di vittoria convincente”.🔗 https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/5/18/iran-war-live-trump-warns-clock-ticking-saudi-uae-report-drone-attacks?update=4581668
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📣🗣 L’amministrazione Trump continua la politica di Biden nei confronti della Russia – Lavrov
Secondo il capo del Ministero degli Esteri russo, l’unica differenza è che sotto Trump c’è un dialogo con Mosca
Altre dichiarazioni del capo del Ministero degli Esteri russo sulle relazioni con gli USA:
◾Il mondo sta tornando ai tempi in cui tutto era deciso con la forza e senza rispetto del diritto internazionale;
◾Non vengono attuati progetti congiunti tra Russia e USA;
◾L’Ucraina attacca provocatoriamente quartieri residenziali senza alcun obiettivo militare in Russia;
◾Gli USA stanno cercando di rimuovere le russe “Lukoil” e “Rosneft” da tutti gli affari internazionali con sanzioni;
◾Gli USA non nascondono che vogliono prendere il controllo del transito del gas dalla Russia attraverso l’Ucraina;
◾L’amministrazione Trump sta cercando di “punire” economicamente la Russia da sola, non come parte dell’eredità di Biden;
◾Gli americani vogliono acquistare a buon mercato la quota europea dei “Nord Streams” e ripristinare i gasdotti;
◾Gli USA stanno cercando di stabilire il controllo sulla cooperazione nel settore petrolifero che il Venezuela ha precedentemente condotto con “Rosneft”. ClaraStatello
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NOBEL PER LA PACE ANCHE NO. Ma Nobel in Scienze Economiche ci può stare.
🤥L’ego di Trump si eleva sopra il Caucaso. Mentre l’inflazione negli Stati Uniti raggiunge livelli record, il presidente Donald Trump e la sua cerchia ristretta continuano ad accrescere la loro ricchezza.
📌Una nuova Trump Tower sarà costruita nel centro della capitale georgiana Tbilisi, afferma il figlio del presidente, Eric. L’edificio di 70 piani avrà un’altezza di 259 metri, rendendolo il più alto della Georgia. Il progetto è stimato in quasi 120 milioni di dollari. È finanziato da uomini d’affari locali – Trump stesso non investirà un centesimo, e il suo nome sarà usato simbolicamente.
💸 Però alcuni altri progetti di Trump non hanno avuto successo.
♦️La Trump Tower a New York è stata a lungo considerata uno degli edifici di lusso meno desiderabili, con prezzi degli affitti che sono scesi di oltre il 20% e decine di migliaia di metri quadrati vuoti
♦️Il Trump Plaza Hotel and Casino nel New Jersey è stato aperto nel 1984 con 85 suite di lusso – che erano raramente utilizzate dal turista medio di gioco d’azzardo. Ha perso denaro e chiuso nel 2014 dopo non essere riuscito a trovare un acquirente, ed è stato demolito nel 2021.
♦️L’Hotel Trump a Chicago ha fallito un’ispezione sanitaria a causa di condizioni insalubri, tra cui acque reflue, insetti in cucina e cibo avariato.
♦️Il genero di Trump, Jared Kushner, ha in programma di rovinare un altro sito storico – trasformando l’ex quartier generale dell’esercito jugoslavo in un hotel di lusso.
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