
(di Marcello Veneziani) – Da giorni vivo sotto attacco dei call center. Non so se stia capitando anche a voi, ma il consueto fastidio quotidiano si è stranamente intensificato a livelli insostenibili. Da alcuni giorni ricevo a ripetizione decine di telefonate moleste con numeri sempre cangianti e difficilmente identificabili. A volte i numeri risalgono a portatili, a volte invece sono fissi, con prefissi di diverse località italiane o con prefissi internazionali di diverse nazioni. Con questa provenienza mutante e finta, i venditori cercano di ingannarti e indurti a rispondere. Non puoi isolarti dal mondo, hai il telefono proprio per essere collegato e raggiungibile, non puoi rispondere solo a telefonate da numeri già acquisiti in rubrica, riconducibili ad amici e parenti stretti, per evitare la persecuzione di questi stalker promozionali.
Lo dico a voi, cari lettori, cercando vittime consorti nell’abuso patito, ma lo segnalo in primo luogo alla polizia postale perché intervenga e ripristini seri divieti e adeguate punizioni a chi abusa degli altri in questa violazione continua della privacy e della libertà altrui.
Chiamano a ripetizione, cambiando numero, in modo che a una o all’altra chiamata alla fine abbocchi, perché pensi che stavolta sia una telefonata vera. Credo che gli esiti di questa caccia all’utente siano pari allo zero e indispongano i cittadini verso il prodotto che ti vogliono rifilare. Ma la persecuzione continua, si sono rotti gli argini ma anche altro, che cito ormai senza giri di parole a chi si permette di importunare. Ma ti senti inerme, non puoi far altro che insultare quel poveraccio che per guadagnarsi due soldi ha il compito di romperti gli organi riproduttivi (definizione tecnica: scrotoclasta). Noto una recrudescenza soprattutto intorno all’ora di pranzo. Da giorni conto dodici, tredici telefonate consecutive proprio nell’ora in cui si dovrebbe essere lasciati in pace per pranzare. Ma quella raffica si inserisce in una persecuzione che si stende su un arco di ore assai più vasto, dal mattino a sera.
Vedo in questa persecuzione commerciale i segni di una piccola brabrarie quotidiana. La barbarie maggiore è quella di chi uccide, violenta, ruba, deturpa; poi c’è la barbarie minore giustificata dall’ossessione di guadagnare, carpire fiducia, trarre profitto. Generando danni bilaterali: infatti non viene solo infastidito e violentato l’utente ma viene esposto alla gogna e al pubblico disprezzo anche chi deve procacciare un contratto o una firma disturbando la quiete e la vita altrui. La dignità del dipendente, del lavoratore, è mortificata da questo esporsi alla reazione irritata e agli insulti della preda. L’unico pietoso velo è l’anonimato: non li vediamo in faccia, questi seccatori, non conosciamo le loro generalità e quando le chiediamo possono essere fittizie. Ma se stai tormentando da sconosciuto un altro sconosciuto, ti dovresti vergognare di cosa ti tocca fare per guadagnarti da vivere. Non c’è dunque solo lo sfruttamento economico, che spesso si denuncia in questi lavori sottopagati che spesso fanno capo a grandi imprese commerciali, società di distribuzione, vendita a domicilio, aziende con grandi fatturati che vendono di acqua, luce, gas e telefoni. Al lavoro ingrato e ai compensi minimi si unisce anche il disprezzo e a volte l’odio sociale che riscuotono questi kamikaze piazzisti della vendita telefonica. Ci vorrebbe un nuovo Marx per denunciare le nuove forme di sfruttamento e di umiliazione della nostra epoca, a cui si aggiunge il fastidio arrecato ai potenziali acquirenti. Bisognerebbe tassare non solo gli extraprofitti ma anche i profitti estorti malamente di queste aziende.
Questa piccola barbarie è il segno ulteriore di una società incivile che vede il prossimo solo come preda, utente da intortare, bersaglio da colpire e da cui prelevare, succhiare soldi. È una filosofia di vita che mette gli uni contro gli altri, i poveri che danno l’assalto ai meno poveri o ai benestanti per intestarsi un contrattino o vendere una roba. Dietro tutto c’è la patologia del consumismo, il premio all’infedeltà – cambia gestore, cambia ditta e ci guadagnerai- l’instabilità nei rapporti e nelle utenze, la mobilità e la pirateria senza scrupoli come legge della concorrenza.
Ormai li riconosco da vari indizi: se rispondi c’è prima un momento di pausa perché stanno tentando di rompere le scatole a più utenti, in contemporanea; poi c’è il passaggio da uno stato d’attesa alla diretta, quindi c’è il finto, confidenziale appello: Signor Marcello? E allora giù la “cornetta” o giù insulti. Ormai ho scelto una via ancora più drastica, vista la quantità esagerata di telefonate degli ultimi giorni: non rispondo più a nessuno. Perderò contatti, impegni, relazioni. Mi auguro solo che chi ha qualcosa da dirmi o da chiedermi, faccia precedere la telefonata, o faccia seguire il suo tentativo infruttuoso, con un messaggio, un whatsapp, in cui si preannuncia o spiega il motivo della chiamata. Ma non si può, per rispondere a una telefonata vera, sorbirsi cinque, dieci telefonate false.
Il call center è la versione moderna dei mendicanti che chiedono l’elemosina agli angoli delle strade. È come se vivessimo in un moderno suk, infestato di questuanti, brulicante di pezzenti, affamati o procacciatori di spiccioli. Siamo scivolati inavvertitamente dalla telefonia mobile al mobbing della telecafonia.
chieda al provider l’automatco inserimento bello spam.
Sarebbe difficile spiegarlo ma i call center emettono un identificativo che non udibile perchè non è sonoro.
Lo debbono fare per regolamento e per raccogliere informazioni utili al marketing.
Quando gli viene notificato nessuna risposta, i numeri entrano in un archivio che evita di ripetere la chiamata che comunque in parte costa.
Se però aderisce a servizi che nascondono il consenso è un po’ “chi è causa del suo mal…”
Ora diventerà peggio perchè con la diffusione degli smartphone di nuova generazione che consentono al produttore di “saltare la siepe” anche questa barriera sarà superabile.
Resta il modo programmer dove può istruire direttamente da solo come far cadere le chiamate spam ma è pericoloso.
Altro è vista la sua professione chiedere alle autorità preposte di venire protetto.
Io ce l’ho da 25 anni e non sono un ministro e tanto miei ex colleghi che lo hanno chiesto e ottenuto in seguito.
Ha un lato negativo: si viene controllato dai servizi opportuni perchè con questo riescono a risalire ai responsabili.
Se usa whatsapp, telegram e altri messenger è come aver dato la chiave della stanza da letto al vicino focoso
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Comunque io ho adottato il sistema di non rispondere e non chiudere la telefonata.
Non gli do appigli e le telefonate si sono ridotte da circa 15 a 2/3 al giorno e ultimamente qualche giorno non mi telefonano nemmeno.
Inizialmente ti si scarica la batteria più in fretta ma funziona.
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Controlli per conferma la sua configurazione.
Per l’operatore quel tempo “incalcolabile” di non risposta “scade” quando il sistema automatizzato comunica il segnale digitale di cui ho scritto nel primo commento.
A Lei sembra che sia dovuto alla attesa di non risposta nella realtà è il suo smartphone che manda il segnale di non risposta indipendentemente da Lei.
Provano, alcuni, a prolungare l’attesa pronunciando “pronto …” o il suo nome “sig. xxxx….” .
Se per caso le capita di rispondere chiuda bruscamente la telefonata dopo aver pronunciato “non sono interessato” oppure “ho già provveduto”.
Si deve stare attenti alla chiamata internazionale che ha la possibilità di far pagare il costo anche della non risposta perchè quello è l’obiettivo.
Lì ci si deve rivolgere al provider che blocca le chiamate da quelle nazioni, l’India è una di queste, Colombia, Pakistan e altre.
Il servizio del provider normalmente è gratuito
Rientra on una serie di azioni protette da una specifica legge EU.
Fuori Europa potrebbe non valere.
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Quando un numero, cui non rispondo perché sconosciuto e che subito dopo gli inutili squilli blocco, insiste a chiamare superando 40 tentativi di contatto, non incorre in nessun reato?
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se contraddistingue quel numero come spam e se il servizio antispam è attivo sul suo smartphone non dovrebbe neanche “trillare” e dovrebbe apparire la scritta simile a “rifiutato come spam”.
Non tutti gli smartphone lo hanno come default per cui controlli che il servizio sia attivo.
Non è un reato a meno che non ci sia un danno anche solo morale ma non serve a nulla perchè cambiano numero non sono singoli ma organizzazioni e la reiterazione del reato va dimostrata davanti ad un giudice.
Chiami un’associazione di tutela consumatori e le spiegheranno per filo e per segno cosa può fare senza dover diventare “ingegnere”
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Personalmente penso che il canone televisivo pubblico sia un furto, visto che la RAI si alimenta con la pubblicità e dovrebbe farlo anche vendendo prodotti televisivi (che purtroppo ha quasi smesso di fare).
Io metterei anche alcune regole alla pubblicità per qualsiasi tv. Lunghezza massima degli spot, divieto di ripetere lo stesso spot prima di due ore sullo stesso programma, numero massimo limitato di spot consecutivi, limitazione degli stessi all’interno di un film, divieto di spot sui canali per abbonamento, divieto di spot all’interno dei singoli video sui social, divieto di spot nei programmi per bambini e infine regole più severe per gli spot della RAI, visto che già siamo obbligati a pagare il canone nella bolletta elettrica per gentile decreto di Renzi. Conte aveva promesso di abolire il bollo e il canone tv. Se magari lo ripetesse, non sarebbe male.
Non in tutti i Paesi europei si paga un canone per la tv pubblica. Molti Paesi lo hanno abolito negli ultimi anni. Ci sono Paesi che mantengono il canone come l’Italia, inserito nella bolletta elettrica (€90 all’anno).
In Germania c’è una tassa fissa per nucleo familiare di €18 al mese, indipendentemente dal fatto che si possieda o meno un televisore. In Inghilterra la TV Licence costa £174,50 all’anno ed è obbligatoria per chiunque guardi programmi in diretta o utilizzi la piattaforma BBC iPlayer. La Svizzera ha un canone molto alto, 350 euro.
I Paesi che lo hanno abolito per alleggerire la pressione fiscale sui cittadini o semplificare la burocrazia sono: Francia: Abolito nel 2022, Slovacchia: Abolito nel 2023, Danimarca: totalmente eliminato e sostituito da fondi statali. Norvegia, Svezia e Finlandia, Romania e Macedonia del Nord: Abolito nel 2017.
In alcune nazioni il canone televisivo non c’è mai stato: Spagna: Abolito nel 1965. Paesi Bassi: Abolito nel 2000. Belgio: Abolito nelle Fiandre e a Bruxelles nel 2001, e nella regione della Vallonia nel 2018. Lussemburgo, Portogallo e Malta: Non applicano un canone televisivo tradizionale a carico diretto delle famiglie per il possesso dell’apparecchio
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e la lince di rignano ce lo mise nei contratti elettrici…. un provvedimento di sinistra! hahahha
Ciao Vivi
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«…non puoi rispondere solo a telefonate da numeri già acquisiti in rubrica, riconducibili ad amici e parenti stretti, per evitare la persecuzione di questi stalker promozionali.»
E invece è proprio quello che faccio da svariati anni! Chi mi vuole e mi conosce mi chiami, gli altri se ne vadano AFC fino alla fine dello spaziotempo, o al limite mandino un messaggio “apripista”. È il bello del cellulare: a qualcuno pareva che l’avessimo comprato per essere raggiungibili ovunque? No, è l’esatto opposto: lo comprammo per poter raggiungere chiunque da “ovunque” (più o meno all’incirca perché poi quando serve non c’è mai abbastanza copertura, ma vabbè). Con questo sistema giuro che si vive da dieci (e se lo facessero tutti, i Call Center se ne tornerebbero all’inferno dove son stati concepiti)! 😅💪🏼
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Il bello che gli operartori vengono pagati anche se non rispondi!!
Sian dei bischeri!
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Che siano pagati non mi importa (alla fine ci lavoran persone, spesso ragazzi, sottopagati e quasi certamente sfruttati che non lo fanno certo per divertimento, ma per necessità). L’importante è che non mi rompano le palle… 🤷🏼♂️
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