I droni FPV (First Person View) sono l’ultima innovazione arrivata dalla guerra in Ucraina e hanno già seminato morte tra i soldati. Anche i ragazzi allenati sui videogiochi possono farne un’arma letale. E lo Stato ebraico non ha ancora un sistema efficace di difesa

Libano, i quadricotteri a fibra ottica Hezbollah spiazzano Israele

(di Gianluca Di Feo – repubblica.it) – I due attacchi sono arrivati domenica uno dietro l’altro. Il primo ha falciato un gruppo di soldati israeliani impegnati a riparare un tank immobilizzato: ne ha ucciso uno e feriti sei, di cui quattro gravemente. Il secondo ha preso di mira l’elicottero Blackhawk atterrato per soccorrere le vittime, che solo per fortuna è riuscito a salvarsi. In entrambi i casi, a colpire sono stati quadricotteri guidati da un cavo in fibra ottical’arma nuova con cui Hezbollah sta mettendo in difficoltà le brigate dello Stato ebraico penetrate nel Libano meridionale. Israele è sempre stato considerato all’avanguardia nel settore dei droni: è stato il primo Paese ad adottarli su larga scala, diventando uno dei principali produttori mondiali. Li ha perfezionati senza sosta e sfruttati per imporre una sorveglianza totale di Gaza, che non è riuscita a impedire i massacri jihadisti del 7 ottobre 2023. ma poi ha permesso di coordinare i terribili bombardamenti sui centri abitati della Striscia.

Forse proprio perché impegnate nella lunga battaglia contro Hamas, le Israeli Defence Forces sembrano avere perso di vista l’ultima evoluzione arrivata dalla guerra in Ucraina: i droni FPV – First Person View – e in particolare quelli pilotati attraverso un cavo di fibra ottica. Sono stati introdotti a partire dalla seconda metà del 2024 e sono dilagati nell’anno successivo, diventando protagonisti dei combattimenti su tutta la linea del fronte. Una novità che invece la milizia sciita libanese ha sperimentato durante gli scontri dell’ottobre 2024 e poi distribuito in grandi numeri alle sue squadre operative.

I quadricotteri FPV hanno due vantaggi. Sono facili da pilotare, perché chi li guida vede “in prima persona” quello che il drone ha davanti: si utilizzano gli stessi visori a occhiale dei videogiochi e vengono spesso affidati a giovanissimi, che passano dalle partite casalinghe ai veri conflitti. Inoltre hanno una manovrabilità eccezionale, che gli permette di tendere imboscate e centrare con precisione le feritoie di un blindato o di una postazione difensiva. Quelli comandati con i cavi a fibra ottica sono un incubo: sono immuni agli apparati anti-drone che “spezzano” le frequenze usate per tele-guidarli e non vengono rilevati dai sistemi che rilevano queste lunghezze d’onda per dare l’allarme. I cavi a fibra ottica non lasciano tracce radio e quindi gli ordigni restano invisibili. L’unico modo di abbattere queste macchine assassine è sparargli contro, ma è difficile colpirle perché sono piccole e agili. Le hanno inventate i tecnici russi, che ne hanno sviluppato modelli con cavi lunghi persino di 40 chilometri. Nelle scorse settimane Hezbollah ha usato queste bombe volanti diverse volte, soprattutto contro i mezzi corazzati che si inoltrano nei villaggi del Libano meridionale. Parecchie incursioni hanno avuto successo, provocando solo feriti lievi. Poi domenica c’è stato il duplice attacco, che ha rischiato di distruggere l’elicottero di soccorso e fare strage di soldati. Contro il Blackhawk ne sono stati lanciati due: uno è stato crivellato dalla reazione dei soldati; l’altro è esploso a un metro dall’eliambulanza.

Questi quadricotteri hanno un potere distruttivo limitato contro i veicoli blindati: in genere gli viene agganciata la testata di un razzo Rpg o un proiettile d’artiglieria da 122 millimetri. Ma sono facili da costruire, usando stampanti 3D per forgiare gran parte delle componenti: il costo è molto basso, stimato in 5-700 euro. L’escalation di incursioni adesso ha messo in allarme i vertici dell’IDF. La loro intelligence riteneva che Hezbollah disponesse solo di quadricotteri a corto raggio invece hanno usato modelli con fibra ottica di cinque chilometri. In realtà, i generali israeliani non hanno sottovalutato l’efficacia dei droni FPV: lo scorso anno ne hanno ordinati cinquemila alla società Xtend. Li stanno già impiegando proprio in Libano: hanno diffuso il video di uno di questi ordigni che uccide un miliziano sciita. Hanno comprato le spade, senza pensare agli scudi.

Oggi non esistono strumenti in grado di neutralizzare i droni guidati con le fibre ottiche. I fanti russi e ucraini come estrema risorsa usano fucili in calibro 12, come quelli da caccia: i pallettoni delle cartucce danneggiano le eliche di plastica e fanno precipitare i quadricotteri. Ci vogliono coraggio e freddezza però ad affrontare il piccolo robot a una distanza di dieci metri. Soltanto lo scorso 11 aprile il Direttorato delle Ricerche del ministero della Difesa ha emanato una gara di appalto per acquistare delle contromisure più sofisticate: “Stiamo cercando capacità addizionali per rispondere a questa minaccia. Lo scopo è di identificare tecnologie mature e innovative”.