In questi giorni sono stati affissi i manifesti per annunciare la convocazione dei comizi elettorali ed ecco che incominciano i soliti “giochetti” fatti di lavori frenetici (per gettare un pò di fumo negli occhi), promesse di posti negli enti pubblici e … progetti straordinari per “invertire la rotta”  nelle aree interne.

     Questa volta, la grande progettualità presentata dal sindaco  Di Lonardo (che da oltre 45 anni è comodamente seduto nella cosiddetta stanza dei bottoni del comune di Guardia Sanframondi) e pubblicizzata con squilli di tromba sulla stampa locale è stata denominata: “Titerno Distretto Vivo, Rete Diffusa di Commercio, Identità e Innovazione” epresentata assieme ad altri sei comuni  per “rendere il Titerno più attrattivo”.

     Tralasciando il fatto che nell’elenco dei comuni interessati compare qualche paese che con il Titerno non ha niente a che vedere non possiamo non stigmatizzare che trattasi di … una storia che si ripete. La solita storia fatta di “giochetti”, di promesse e  piccoli e/o grandi inganni. Adesso basta! Anche i bambini hanno capito che parlare sempre di progetti per il futuro  può essere una buona “furbizia” per non pagare il conto delle tante promesse (non mantenute) fatte per carpire il voto dei cittadini-elettori.

    Per quanto riguarda la nostra comunità,  l’occasione è buona per rinnovare una domanda al sindaco di Guardia Sanframondi:

  • che fine ha fatto il  “Piano Integrato Valle Telesina”, inteso come un piano turistico strategico, firmato in data 31 ottobre 2000 da quasi tutti i Sindaci dell’area telesina e titernina  e  rilanciato dalla lista civica “EsserCi” nelle elezioni del 20/21 settembre 2020 che l’ha inserito nel programma elettorale sotto la voce: “Progetti coerenti, di rapida attuazione”?

 Una progettualità intercomunale  per avviare un nuovo modello di sviluppo dell’area basato sulla valorizzazione delle risorse locali materiali e immateriali e caratterizzato dalla concertazione dei vari enti istituzionali che insistono sul nostro territorio caratterizzato da artigianato di qualità, da attività di produzione e trasformazione dei prodotti dell’agricoltura, in primo luogo le nostre pregiate uve, da una discreta disponibilità di aree già destinate agli insediamenti produttivi, dall’esistenza di siti  e potenzialità di interesse turistico, dalla presenza di un buon numero di strade di comunicazione, dalla grande disponibilità di risorse umane sottoutilizzata (o costrette a scappare via)  e, infine, dall’ assenza di criminalità organizzata.

    In attesa di ricevere adeguare e chiare risposte, sarebbe opportuno astenersi dal mettere in campo qualsiasi altro “grande progetto” per cercare di   ingannare, ancora una volta, il cittadino-elettore in vista del prossimo appuntamento elettorale che già si profila all’orizzonte. 

       

RINASCITA GUARDIESE