(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Privare l’Iran della corrente elettrica comporta neonati morti nelle incubatrici, sangue marcito per le trasfusioni e molto altro. Le minacce di Trump di riportare l’Iran all’età della pietra sono una sorta di ultimo stadio della disperazione. L’indice di gradimento del presidente americano è sprofondato: è addirittura più basso di quello di Biden dopo avere perso il duello in televisione con Trump mostrando evidenti cedimenti cerebrali. Trump è disperato perché sta passando da un’escalation all’altra. Più Trump aumenta il livello dello scontro, più allontana i suoi obiettivi strategici. La disperazione di Trump non è tanto nel non poter tornare indietro, ma nell’essere costretto ad andare avanti.

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Proverò a elencare i principali errori di Trump nella guerra con l’Iran: 1) Trump e Netanyahu hanno ucciso i principali leader iraniani nel primo giorno di guerra. Trump non voleva che Alì Khamenei fosse sostituito da Mojtaba Khamenei, più radicale del padre. Tuttavia, Trump ha spianato la strada a Mojtaba uccidendo i suoi rivali. Quando i giornalisti hanno chiesto a Trump chi volesse al posto di Alì, Trump ha risposto di non poter rispondere perché “abbiamo ucciso tutto il gruppo dirigente”. Trump ha dichiarato di avere ucciso tutti i capi iraniani che gradiva di più. E ha pure aggiunto di non avere la più pallida idea degli iraniani con cui trattare perché non conosceva i sostituti; 2) il 26 febbraio , due giorni prima che Trump avviasse la guerra, il ministro degli Esteri dell’Iran aveva offerto al vicepresidente americano Vance di diluire l’uranio arricchito sotto lo sguardo delle agenzie internazionali. Trump ha rifiutato, preferendo bombardare. E adesso? Nella migliore delle ipotesi, quell’uranio arricchito si trova sotto le rovine della centrale nucleare di Esfahan. Nella peggiore delle ipotesi, si trova in un luogo segreto, facile da trovare come un ago nel pagliaio; 3) Alì Khamenei aveva emanato due pronunciamenti religiosi contro la costruzione della bomba atomica. Il figlio Mojtaba nemmeno una fatwa; 4) prima della guerra, lo Stretto di Hormuz era aperto, ora è chiuso; 5) Trump ha bombardato l’Iran per provocare una rivolta popolare, ma il popolo si è compattato intorno al regime; 6) Hamas e Hezbollah sono vivi e vegeti; 7) Zelensky si indebolisce perché gli Stati Uniti devono spostare le armi in Medio Oriente; 8) Putin guadagna miliardi con il rialzo del prezzo del petrolio e diventa centrale nella diplomazia internazionale per mediare con l’Iran; 9) L’Europa boccheggia senza gas e petrolio; 10) Trump crolla nei sondaggi in vista delle elezioni di metà mandato; 11) i Paesi del Golfo Persico sono massacrati tutti i giorni dai missili dell’Iran: le loro economie rischiano di essere cancellate; 12) Crosetto e Meloni non possono più manipolare gli italiani dicendo che il governo Meloni arma gli aggrediti contro gli invasori per ragioni morali.

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In conclusione, Meloni aveva spiegato agli italiani che, essendo Trump il capo della sua famiglia politica, i successi di Trump erano anche suoi. Quando Trump annunciò la finta pace di Gaza, Meloni disse che il merito (di quella finzione) era anche suo. Per ribadire la sottomissione di Fratelli d’Italia a Trump, Sangiuliano si era candidato a Napoli indossando il cappellino di Trump Make Naples Great Again. Poi Meloni è entrata nel Board of Peace di Trump con il cappellino Maga tra le mani di Tajani. Adesso Meloni dovrà spiegare agli italiani, con il cappello in mano, che il suo capo politico, Trump, causerà la fame di milioni di italiani e la devastazione di buona parte della loro economia.