(Gioacchino Musumeci) – “Qualche giorno fa un agente spara a uno spacciatore che gli puntava al volto una pistola. Quell’agente viene indagato per omicidio volontario. Penso che ci sia un doppiopesismo di certa parte della magistratura e penso che questo renda un po’ difficile essere efficaci nella difesa della sicurezza dei cittadini”.

Queste le parole pronunciate dalla premier, comparsa in Tv il 5 febbraio in prima serata su Rete 4, in merito alla vicenda che ha visto Carmelo Cinturrino , assistente capo della polizia di Stato, indagato per la morte di Abderrahim Mansouri, ucciso lo scorso 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo.

Come si legge le parole della Meloni sono inequivocabili. Secondo lei la sicurezza dei cittadini è precarizzata da certa parte della magistratura. Una conclusione fallace che deriva da errori deliberati ai danni dei cittadini ormai sottoposti a gaslighting quotidiano.

La premier non conosce i fatti, eppure descrive le dinamiche come avesse assistito alla scena, perciò è intellettualmente disonesta. Dà per scontato che il poliziotto non abbia commesso reati nello svolgimento della professione, ergo indagarlo è un ingiustizia.

Nell’operazione deliberata di delegittimazione di certa parte della magistratura, Giorgia Meloni non si preoccupa di conoscere la verità, irrilevante!L’ obiettivo è convincere cittadini che la sua riforma della giustizia finalmente impedirà indagini ingiuste. Ancor più se gli indagati sono tutori dell’ordine a cui il governo sembra tenere in modo particolare purché non chiedano stipendi migliori. Se fosse dipeso da Giorgia Meloni e i trombettieri che si sono spesi in dichiarazioni contro le indagini, Cinturrino non si sarebbe dovuto indagare. Eppure tutta la compagine di governo si è espressa strumentalmente su ciò che ignorava per delegittimare i magistrati inquirenti a cui forse vorrebbe impartire ordini a piacere.

Cinturrino ha ammesso di aver sparato e ucciso Mansouri. Non solo: ha alterato la scena del crimine deponendo una pistola giocattolo accanto al corpo senza vita dello spacciatore. Questo coinvolgendo un collega che si è recato al commissariato per prendere lo zaino contenente la pistola giocattolo.

Cinturrino sostiene di aver mistificato i fatti temendo le conseguenza derivanti dalla morte di Mansouri. Tuttavia non è dato sapere il perché di uno zaino con una pistola giocattolo. Forse per casi d’emergenza da dove uscire indenni nonostate un morto ammazzato, non si sa.

All’indomani di imbarazzanti rivelazioni ecco le parole di Giorgia Meloni: “ Leggo con sgomento gli ultimi sviluppi sull’uccisione di uno spacciatore nel noto «boschetto della droga» di Rogoredo» e «se quanto ipotizzato trovasse conferma nel seguito delle indagini, ci ritroveremmo davanti a un fatto gravissimo, un tradimento nei confronti della nazione e della dignità e onorabilità delle nostre Forze dell’Ordine”

Io invece leggo il tradimento alla nazione nelle parole della premier Meloni. “ Se quanto ipotizzato trovasse conferma” è una formula retorica subdola , non c’è niente da confermare, c’è la confessione di un delitto e la mistificazione della scena del crimine. Inoltre la premier non si cura di segnalare il buon lavoro dei magistrati precedentemente delegittimati. Nonostante il poliziotto abbia ammesso le proprie gravissime responsabilità dopo le prese di posizione di tutta la destra a favore di Cinturrino, nemmeno una parola per ringraziare chi ha smascherato un bugiardo.

Non posso nutrire fiducia in un governo così in malafede, non posso stimare coloro che nelle veci dei magistrati hanno deciso proclamare anzitempo l’innocenza di un poliziotto colpevole di omicidio.